Cronaca

Canile abusivo: 5 avvisi di garanzia a Sindaco, vice Sindaco e a 3 veterinari

Come anticipato oggi dalla ''Gazzetta del Sud'', il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Patti, Rosanna Casabona, ha emesso cinque avvisi di garanzia nei confronti del sindaco di Patti, Giuseppe Venuto, del vice sindaco e assessore alla sanità, Cisco Gullo, del responsabile del servizio veterinario provinciale, Giuseppe Donia, e dei veterinari Giuseppe Coppolino e Vincenzo Pantano in servizio al distretto veterinario di Patti. Nelle cinque informazioni di garanzia (e non sei come scritto dalla Gazzetta) si ipotizza il reato di omissione d'atti d'ufficio.

Il provvedimento, a seguito dell'indagine portata avanti dai carabinieri del nucleo radiomobile di Patti, al comando del maresciallo Giuseppe Di Bella, e coordinati dal capitano Angelo Zito, sul canile abusivo di contrada Mulinello, al cui interno al momento del sequestro, effettuato dai Nas lo scorso 7 agosto, si trovavano 104 cani.

Di seguito riportiamo l'articolo apparso oggi sulla ''Gazzetta del Sud'' nelle pagine regionali, a firma del giornalista Leonardo Orlando da Barcellona P.G.

 

GAZZETTA DEL SUD 22/09/2010 Pag. 25 di Leonardo Orlando
Svolta nelle indagini sul canile abusivo di contrada Mulinello di Patti, finito sotto sequestro penale perché la proprietaria, un'anziana donna milanese, è stata lasciata sola con ben 104 cani da curare e da sfamare. Il sostituto della Procura di Patti, Rosanna Casabona, ha disposto l'invio di sei informazioni di garanzia con le quali si ipotizza il reato di omissioni di atti d'ufficio, nei confronti del sindaco di Patti Giuseppe Venuto, del vice sindaco e assessore alla sanità Francesco Gullo e di tre veterinari in servizio alle dipendenze dell'Asp di Messina.
Si tratta del responsabile del servizio veterinario provinciale, Giuseppe Donia e di due suoi colleghi che lavorano sul territorio, nell'area del Distretto sanitario di Patti, i medici veterinari Giuseppe Coppolino e Vincenzo Pantano. Una sesta informazione di garanzia, con ipotesi diversa sul trattamento degli animali, è destinata invece alla proprietaria del terreno su cui, spontaneamente, è sorto e accresciuto di giorno in giorno il canile della discordia dove vivono ben 104 cani, tra i quali 9 esemplari di Dobberman affidati alla struttura dallo stesso comune di Patti.
L'ipotesi di omissione di atti d'ufficio è emersa a seguito delle indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Patti al comando del capitano Angelo Zito, con i militari del Nucleo operativo coordinati dal maresciallo Giuseppe Di Bella. Dopo il sequestro del canile infatti le indagini dei carabinieri coordinate dal sostituto procuratore Rosanna Casabona avrebbero appurato una sorta di scaricabarile tra le diverse strutture amministrative di Comune e Asl sugli adempimenti necessari per salvaguardare secondo legge i cani e la salute umana. I cani - come appurato durante il sequestro della struttura - non hanno i microchip previsti dalla legge, ad eccezione dei nove Dobberman ospitati in un box che a quanto pare sarebbe stato fatto costruire dal Comune in fondo alla valle di contrada Mulinello.
Il reato di omissione sarebbe contestato perché già nel maggio dello scorso anno il sindaco di Patti Giuseppe Venuto aveva emesso una ordinanza a seguito di una sorta di sequestro sanitario del canile. Con l'atto firmato dal sindaco si disponevano una serie di azioni di sanificazione del canile e soprattutto l'apposizione dei microchip grazie ai quali i cani vengono resi riconoscibili e con essi il proprietario. L'ordinanza sarebbe rimasta lettera morta, tanto da non trovare alcuna applicazione. Nel frattempo la condizione del canile si è aggravata ulteriormente perché il numero dei cani si è notevolmente accresciuto.

 

 

 

 

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@ Pattionline

Come anticipato oggi dalla ''Gazzetta del Sud'', il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Patti, Rosanna Casabona, ha emesso cinque avvisi di garanzia nei confronti del sindaco di Patti, Giuseppe Venuto, del vice sindaco e assessore alla sanità, Cisco Gullo, del responsabile del servizio veterinario provinciale, Giuseppe Donia, e dei veterinari Giuseppe Coppolino e Vincenzo Pantano in servizio al distretto veterinario di Patti. Nelle cinque informazioni di garanzia (e non sei come scritto dalla Gazzetta) si ipotizza il reato di omissione d'atti d'ufficio.

Il provvedimento, a seguito dell'indagine portata avanti dai carabinieri del nucleo radiomobile di Patti, al comando del maresciallo Giuseppe Di Bella, e coordinati dal capitano Angelo Zito, sul canile abusivo di contrada Mulinello, al cui interno al momento del sequestro, effettuato dai Nas lo scorso 7 agosto, si trovavano 104 cani.

Di seguito riportiamo l'articolo apparso oggi sulla ''Gazzetta del Sud'' nelle pagine regionali, a firma del giornalista Leonardo Orlando da Barcellona P.G.

 

GAZZETTA DEL SUD 22/09/2010 Pag. 25 di Leonardo Orlando
Svolta nelle indagini sul canile abusivo di contrada Mulinello di Patti, finito sotto sequestro penale perché la proprietaria, un'anziana donna milanese, è stata lasciata sola con ben 104 cani da curare e da sfamare. Il sostituto della Procura di Patti, Rosanna Casabona, ha disposto l'invio di sei informazioni di garanzia con le quali si ipotizza il reato di omissioni di atti d'ufficio, nei confronti del sindaco di Patti Giuseppe Venuto, del vice sindaco e assessore alla sanità Francesco Gullo e di tre veterinari in servizio alle dipendenze dell'Asp di Messina.
Si tratta del responsabile del servizio veterinario provinciale, Giuseppe Donia e di due suoi colleghi che lavorano sul territorio, nell'area del Distretto sanitario di Patti, i medici veterinari Giuseppe Coppolino e Vincenzo Pantano. Una sesta informazione di garanzia, con ipotesi diversa sul trattamento degli animali, è destinata invece alla proprietaria del terreno su cui, spontaneamente, è sorto e accresciuto di giorno in giorno il canile della discordia dove vivono ben 104 cani, tra i quali 9 esemplari di Dobberman affidati alla struttura dallo stesso comune di Patti.
L'ipotesi di omissione di atti d'ufficio è emersa a seguito delle indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Patti al comando del capitano Angelo Zito, con i militari del Nucleo operativo coordinati dal maresciallo Giuseppe Di Bella. Dopo il sequestro del canile infatti le indagini dei carabinieri coordinate dal sostituto procuratore Rosanna Casabona avrebbero appurato una sorta di scaricabarile tra le diverse strutture amministrative di Comune e Asl sugli adempimenti necessari per salvaguardare secondo legge i cani e la salute umana. I cani - come appurato durante il sequestro della struttura - non hanno i microchip previsti dalla legge, ad eccezione dei nove Dobberman ospitati in un box che a quanto pare sarebbe stato fatto costruire dal Comune in fondo alla valle di contrada Mulinello.
Il reato di omissione sarebbe contestato perché già nel maggio dello scorso anno il sindaco di Patti Giuseppe Venuto aveva emesso una ordinanza a seguito di una sorta di sequestro sanitario del canile. Con l'atto firmato dal sindaco si disponevano una serie di azioni di sanificazione del canile e soprattutto l'apposizione dei microchip grazie ai quali i cani vengono resi riconoscibili e con essi il proprietario. L'ordinanza sarebbe rimasta lettera morta, tanto da non trovare alcuna applicazione. Nel frattempo la condizione del canile si è aggravata ulteriormente perché il numero dei cani si è notevolmente accresciuto.

 

 

 

 

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