Così a Patti si ''incoraggiano'' i fruitori del centro storico

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Prendo spunto dalla mozione presentata nel corso di uno degli ultimi consigli comunali, dai consiglieri di maggioranza Filippo Tripoli e Nino Mobilia, per iniziare un percorso illustrativo, rivolto prima a me e poi ai miei concittadini, sulle condizioni del centro storico di Patti.

I consiglieri affermano giustamente che: “Datempo il centro storico è in completo abbandono. Nell’ultimo periodo si parla sempre più di avviare iniziative per il suo rilancio sociale, economico, commerciale ma soprattutto turistico. A nostro avviso solo attraverso un processo di sgravi fiscali nei confronti delle nuove attività che si insedieranno, si potrà ottenere una sostanziale ripresa. L’approvazione della mozione è il vero importante passo per il rilancio della parte antica della città”.
E fin qui niente di male, anzi tutti concordano sul fatto che il rilancio debba partire proprio dallo sviluppo economico del centro storico. Ma qualcuno si è forse chiesto il vero motivo per cui il centro storico è stato abbandonato e non ce la fa a decollare?
Da cittadina una idea me la sono fatta, semplicemente girando per i vicoli alla ricerca di una casetta da favola da acquistare.
Pensando di fare un investimento sul futuro e credendo seriamente all’intenzione di rilanciare il centro storico, avvio le mie ricerche.
Parto così da S. Michele, uno dei quartieri più antichi di Patti, dove ad accogliermi trovo una capretta che i residenti utilizzano per tagliare l’erba visto che gli addetti ai lavori non si sono mai visti.
 
In altre zone, certamente meno frequentate, dove non insistono abitazioni ma segreterie, hanno celermente provveduto a ripulirle e metterle in sicurezza.
 
Mi avvicino poi verso la storica porta S. Michele, riportata su tutte le guide turistiche della zona e trovo una situazione disastrosa, con parti cadenti e scalini scoscesi;
Continuo a salire in direzione del convento di San Francesco, grande struttura di proprietà comunale, ristrutturata da poco con non si sa bene quanti soldi dei contribuenti ma che, non ancora aperta cade a pezzi, oltre a dire che è stata ristrutturata senza aver l’idea della destinazione d’uso da attribuirle;
Guardando dall’esterno questa cattedrale nel deserto, si comprende come sia già stata lasciata all’incuria e all’abbandono.
 
Da qui, attraverso percorsi invasi da erbacce in cui mi districo non senza difficoltà e scalinate sconnesse, vere trappole per gli anziani, non ancora satura di quanto visto mi avvio nuovamente.
 
Coraggiosamente continuo a salire fino a raggiungere piazza Scafidi (meglio intesa piazza Municipio) e qui tutto bene. Comincio così a ridiscendere verso via F.lli Bandiera, alla ricerca della vecchia pescheria. Case in vendita non ve ne sono, ma in compenso trovo una struttura alquanto degradata, utilizzata come deposito materiale edile e altro. Di nuovo, rispetto alle altre zone, trovo accatastati alcuni cestini di plastica per i rifiuti che nel lungo percorso affrontato non avevo ancora visto. Spero che prima della fine dell’estate li mettano in opera.
Da qui, scoraggiata, mi avvio nuovamente verso il quartiere S. Michele e arrivata alla zona intesa “sopra le mura” trovo una sorpresa stupefacente: qualcuno ha pensato bene di privatizzare il vicolo Immacolata, realizzando una scala in ferro.
 
Mi viene assicurato però che gli organi preposti al controllo, a cui è stata segnalata la vicenda, recatisi più volte sul posto, si sono adoperati a far togliere celermente le piantine che una anziana coraggiosa abitante del centro storico teneva davanti la porta, tralasciando il vero abuso.
Malinconica, decido così di tornare alla mia macchina, cercando di non guardarmi più attorno.
Quello che ho visto per oggi mi basta. Mi è passata, come si suole dire, la poesia e non vedo come l’amore per questo centro storico, strutturalmente paragonabile ad un gioiellino architettonico, possa, a queste condizioni, venire a qualcun altro.
Suggerisco allora di iniziare ad amare Patti dalle cose semplici, dimenticando i grandi progetti, certamente belli ma ad oggi utopistici, cominciando magari dalla pulizia dei meravigliosi vicoli da cui si intravede quasi sempre il mare, dall’illuminazione, dalla creazione di spazi aperti di ritrovo per gli anziani dotati di sedili e alberi, dalla messa in sicurezza delle scalinate e dei muri pericolanti, dal collegamento di piazza S. Biagio con la circonvallazione lungo il fiume, la cui traccia è già visibile attraverso gli orti del quartiere Pollini.
Penso veramente che i cittadini le loro riserve di pazienza le abbiano spese già tutte.
Penso che sia veramente arrivato il momento, dopo tanti anni in cui il centro storico viene declamato in mille forme, che gli impegni assunti dall’Amministrazione debbano tradursi in atti concreti. A partire soprattutto dalle cose semplici, la cui non realizzazione rende molto più indecente di quanto già non sia il ritardo nelle altre opere; tanto indecente da diventare ormai intollerabile.
 
 
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Commenti (3)Add Comment
Michelangelo
Michelangelo
giugno 09, 2010
87.21.160.103
Votes: +0
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Il centro storico è per lo più abitato da extracomunitari che non godono del diritto di voto e di anziani... un bacino elettorale troppo scarso.. perchè mai l'amministrazione dovrebbe interessarsene?

giuseppe
texs
giugno 11, 2010
93.144.148.77
Votes: +0
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questi luoghi ci raccontano la storia di Patti, il mio ricordo legato ad essi è rappresentato dal grande Architetto Professore Michele Mancuso che ad i suoi alunni di tutte le classi dedicava almeno una giornata in cui ci portava a visitare il centro storico raccontandoci la storia della nostra città...Personaggi di altri tempi... Possibile che con tutti i dipendenti comunali, con tutti gli lsu che prendono uno stipendio dal comune non si riesca a mantenere puliti questi luoghi?? forse soffrono tutti di rinite allergica, soprattutto per il lavoro....

eccealessia
eccealessia
giugno 14, 2010
93.144.197.246
Votes: +0
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Non sono d'accordo col fatto che non ci siano più personaggi, o meglio uomini,come dice texs,"d'altri tempi". Ho visitato spesso il centro storico,da bambina ed anche da adulta,in compagnia di mio padre,dal quale ho appreso non solo la storia della nostra città,ma anche l'amore per essa. Quello stesso papà si è,da quando ne ho memoria,sempre occupato del centro storico(dal sollecitare,molto attivamente, il recupero del S.Francesco,all'organizzare i più disparati eventi nella villa comunale e dintorni),anche prima di diventare assessore,carica che peraltro ha ricoperto per un breve lasso di tempo. Da assessore ha affrontato,finalmente con i "potenti mezzi" che il ruolo conferisce,sia il progetto più utopistico che si possa immaginare,ossia la predisposizione di un piano di recupero del c.s. sia, in primis,per usare i termini dell'articolo,le "cose semplici"(cura delle aiuole, pulizia delle strade,delle viuzze ecc.),entrando personalmente "in azione" alle 6:30 del mattino,cellulare alla mano,impartendo istruzioni e pronto al consueto giro di controllo dei dipendenti comunali addetti a tali "semplici" mansioni. L'esito di tale controllo? Come argutamente suggerisce texs, rinite allergica collettiva,causativa di assenza e/o acuta insofferenza alla vista di un angolo da ripulire. In conclusione,complimenti per l'articolo,un'unica riflessione: a Patti disegni utopistici e cose semplici spesso sono la medesima cosa... se mai riusciremo a cancellare questa equazione ci sarà speranza per qualsiasi ambizioso progetto.