| 09 Giugno 2010
Prendo spunto dalla mozione presentata nel corso di uno degli ultimi consigli comunali, dai consiglieri di maggioranza Filippo Tripoli e Nino Mobilia, per iniziare un percorso illustrativo, rivolto prima a me e poi ai miei concittadini, sulle condizioni del centro storico di Patti.
E fin qui niente di male, anzi tutti concordano sul fatto che il rilancio debba partire proprio dallo sviluppo economico del centro storico. Ma qualcuno si è forse chiesto il vero motivo per cui il centro storico è stato abbandonato e non ce la fa a decollare?
Mi avvicino poi verso la storica porta S. Michele, riportata su tutte le guide turistiche della zona e trovo una situazione disastrosa, con parti cadenti e scalini scoscesi;

Suggerisco allora di iniziare ad amare Patti dalle cose semplici, dimenticando i grandi progetti, certamente belli ma ad oggi utopistici, cominciando magari dalla pulizia dei meravigliosi vicoli da cui si intravede quasi sempre il mare, dall’illuminazione, dalla creazione di spazi aperti di ritrovo per gli anziani dotati di sedili e alberi, dalla messa in sicurezza delle scalinate e dei muri pericolanti, dal collegamento di piazza S. Biagio con la circonvallazione lungo il fiume, la cui traccia è già visibile attraverso gli orti del quartiere Pollini.

questi luoghi ci raccontano la storia di Patti, il mio ricordo legato ad essi è rappresentato dal grande Architetto Professore Michele Mancuso che ad i suoi alunni di tutte le classi dedicava almeno una giornata in cui ci portava a visitare il centro storico raccontandoci la storia della nostra città...Personaggi di altri tempi... Possibile che con tutti i dipendenti comunali, con tutti gli lsu che prendono uno stipendio dal comune non si riesca a mantenere puliti questi luoghi?? forse soffrono tutti di rinite allergica, soprattutto per il lavoro....
Non sono d'accordo col fatto che non ci siano più personaggi, o meglio uomini,come dice texs,"d'altri tempi". Ho visitato spesso il centro storico,da bambina ed anche da adulta,in compagnia di mio padre,dal quale ho appreso non solo la storia della nostra città,ma anche l'amore per essa. Quello stesso papà si è,da quando ne ho memoria,sempre occupato del centro storico(dal sollecitare,molto attivamente, il recupero del S.Francesco,all'organizzare i più disparati eventi nella villa comunale e dintorni),anche prima di diventare assessore,carica che peraltro ha ricoperto per un breve lasso di tempo. Da assessore ha affrontato,finalmente con i "potenti mezzi" che il ruolo conferisce,sia il progetto più utopistico che si possa immaginare,ossia la predisposizione di un piano di recupero del c.s. sia, in primis,per usare i termini dell'articolo,le "cose semplici"(cura delle aiuole, pulizia delle strade,delle viuzze ecc.),entrando personalmente "in azione" alle 6:30 del mattino,cellulare alla mano,impartendo istruzioni e pronto al consueto giro di controllo dei dipendenti comunali addetti a tali "semplici" mansioni. L'esito di tale controllo? Come argutamente suggerisce texs, rinite allergica collettiva,causativa di assenza e/o acuta insofferenza alla vista di un angolo da ripulire. In conclusione,complimenti per l'articolo,un'unica riflessione: a Patti disegni utopistici e cose semplici spesso sono la medesima cosa... se mai riusciremo a cancellare questa equazione ci sarà speranza per qualsiasi ambizioso progetto.
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