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Sport

Azzurra Basket Patti: STRAORDINARIE

Se mai ci fosse stato un angolo vuoto, nella ricca bacheca di valori e non solo, dell’Azzurra Basket Patti, uno spazio lasciato libero, riservato per una grande occasione, che ancora mancava nella storia recente di questa giovane società, nata appena tre anni fà,  sabato è stato colmato. Non era un trofeo, una medaglia, una coppa, tutto questo serve soltanto ai poveri di spirito, ma è stato un qualcosa di più, un qualcosa di più sano, di più autentico. Il legame forte, fortissimo, che le ragazze hanno dimostrato di avere, l’amore per questa maglia, per questa società, il prendersi per mano nei momenti di difficoltà, l’entusiasmo e la passione, ed anche il rispetto giusto e dovuto per i mille sacrifici dei dirigenti, senza mai confondere i ruoli. E’ stato questo il riconoscimento che ieri ci hanno voluto regalare, che vale molto di più di ogni vittoria, ma anche dei venti minuti giocati, di ogni superlativa prestazione singola, della possibilità di trasformare il gesto agonistico in spettacolo, e che fortunatamente fa il paio con le ingiuste critiche che inquinano lo spirito spontaneo e genuino di una società. Il Coach può anche sbagliare, e forse sbaglierà, può anche sottovalutare l’impegno di qualcuna, e sicuramente lo sottovaluterà, può anche non concedere il giusto minutaggio, ma questo non autorizza nessuno a mancare di rispetto ad una compagna, al coach, ad una società che pur tra mille difficoltà, conferma impegni ed obblighi, ammesso che ce ne siano a queste latitudini.

Tutto questo, non poteva non passare dalla promessa in settimana, che le terribili ragazze hanno fatto a se stesse ed alla dirigenza, per dimostrare di essere e di continuare ad essere primi, in un momento della stagione molto delicato e cruciale, dopo la non brillante prestazione di domenica scorsa a Catania. Una promessa, quella di vendere cara la pelle a tutti i costi, in una gara, accesa e di sicuro equilibrata, dove i punti contavano e tanto per entrambe.
 
Che Patti e Priolo, che veniva da undici successi di fila, fossero due squadre molto attrezzate, con giocatrici di sicuro talento per questa categoria a disposizione, che giocano un basket divertente e frizzante, non lo si scopriva certo ieri, che Patti e Priolo fossero attese da una gara di altissimo contenuto agonistico era quasi una certezza, che Priolo fosse venuto a Patti senza nessun timore reverenziale, senza nessuna paura, e convinta anche di potere vincere, appartiene al dna di queste ragazze giovani e piene di talento, che dimostrano gara dopo gara di avere un roster competitivo per classe e qualità dei suoi interpreti.
 
Patti e Priolo non era solo la sfida tra la Prima e la seconda, ma anche una gara con tantissime variabili, in cui devi giocare una pallacanestro migliore per vincere, e poi devi vincere di nuovo quando già pensi di avere vinto, quando c’è una squadra che cerca un recupero forsennato, con giocatrici capaci di metterla da otto metri con la mano in faccia. Ma è stata una gara, anche tra due realtà molto simili tra loro. Una che è Grandissima Priolo, l’altra che inizia a sognare in grande Patti. Ma è stata anche la sfida tra due squadre che puntavano senza mezzi termini alla vittoria; Esperienza contro gioventù, una sfida generazionale ancor prima che tecnica, da una parte la corsa, la freschezza di una squadra che ha talento e tanti punti nella mani, vedi Milazzo, grande classe, grandissima giocatrice, 30 i punti finali, che se le concedi spazi e profondità ti punisce da ogni angolo del campo, brava, bravissima però pitbull Giordano, mandata in campo da coach Cafarelli, a limitare i danni, dall’altra l’esperienza e la concretezza della Borgia, la forza della Cangemi, anche se febbricitante ma sempre eroica, della Russo che sbaglia tanto ma che dimostra sempre di esserci, della Rizzo che parte male ma finisce in crescendo, il talento anche se ad intermittenza di Susi Bonè, ma soprattutto la potenza esplosiva della Kramer (nella foto), genio e sregolatezza insieme, che se non fosse stato per i troppi errori sotto canestro, la sua gara sarebbe stata veramente perfetta, anche se alla fine chiude con 24 punti.
 
Domenica prossima, l’Azzurra Patti, osserverà il turno di riposo imposto dal calendario. Riprenderà il 26/02/2011, sempre in casa contro il Catanzaro, in quella che si preannuncia una gara molto equilibrata.

 

 

| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

Se mai ci fosse stato un angolo vuoto, nella ricca bacheca di valori e non solo, dell’Azzurra Basket Patti, uno spazio lasciato libero, riservato per una grande occasione, che ancora mancava nella storia recente di questa giovane società, nata appena tre anni fà,  sabato è stato colmato. Non era un trofeo, una medaglia, una coppa, tutto questo serve soltanto ai poveri di spirito, ma è stato un qualcosa di più, un qualcosa di più sano, di più autentico. Il legame forte, fortissimo, che le ragazze hanno dimostrato di avere, l’amore per questa maglia, per questa società, il prendersi per mano nei momenti di difficoltà, l’entusiasmo e la passione, ed anche il rispetto giusto e dovuto per i mille sacrifici dei dirigenti, senza mai confondere i ruoli. E’ stato questo il riconoscimento che ieri ci hanno voluto regalare, che vale molto di più di ogni vittoria, ma anche dei venti minuti giocati, di ogni superlativa prestazione singola, della possibilità di trasformare il gesto agonistico in spettacolo, e che fortunatamente fa il paio con le ingiuste critiche che inquinano lo spirito spontaneo e genuino di una società. Il Coach può anche sbagliare, e forse sbaglierà, può anche sottovalutare l’impegno di qualcuna, e sicuramente lo sottovaluterà, può anche non concedere il giusto minutaggio, ma questo non autorizza nessuno a mancare di rispetto ad una compagna, al coach, ad una società che pur tra mille difficoltà, conferma impegni ed obblighi, ammesso che ce ne siano a queste latitudini.

Tutto questo, non poteva non passare dalla promessa in settimana, che le terribili ragazze hanno fatto a se stesse ed alla dirigenza, per dimostrare di essere e di continuare ad essere primi, in un momento della stagione molto delicato e cruciale, dopo la non brillante prestazione di domenica scorsa a Catania. Una promessa, quella di vendere cara la pelle a tutti i costi, in una gara, accesa e di sicuro equilibrata, dove i punti contavano e tanto per entrambe.
 
Che Patti e Priolo, che veniva da undici successi di fila, fossero due squadre molto attrezzate, con giocatrici di sicuro talento per questa categoria a disposizione, che giocano un basket divertente e frizzante, non lo si scopriva certo ieri, che Patti e Priolo fossero attese da una gara di altissimo contenuto agonistico era quasi una certezza, che Priolo fosse venuto a Patti senza nessun timore reverenziale, senza nessuna paura, e convinta anche di potere vincere, appartiene al dna di queste ragazze giovani e piene di talento, che dimostrano gara dopo gara di avere un roster competitivo per classe e qualità dei suoi interpreti.
 
Patti e Priolo non era solo la sfida tra la Prima e la seconda, ma anche una gara con tantissime variabili, in cui devi giocare una pallacanestro migliore per vincere, e poi devi vincere di nuovo quando già pensi di avere vinto, quando c’è una squadra che cerca un recupero forsennato, con giocatrici capaci di metterla da otto metri con la mano in faccia. Ma è stata una gara, anche tra due realtà molto simili tra loro. Una che è Grandissima Priolo, l’altra che inizia a sognare in grande Patti. Ma è stata anche la sfida tra due squadre che puntavano senza mezzi termini alla vittoria; Esperienza contro gioventù, una sfida generazionale ancor prima che tecnica, da una parte la corsa, la freschezza di una squadra che ha talento e tanti punti nella mani, vedi Milazzo, grande classe, grandissima giocatrice, 30 i punti finali, che se le concedi spazi e profondità ti punisce da ogni angolo del campo, brava, bravissima però pitbull Giordano, mandata in campo da coach Cafarelli, a limitare i danni, dall’altra l’esperienza e la concretezza della Borgia, la forza della Cangemi, anche se febbricitante ma sempre eroica, della Russo che sbaglia tanto ma che dimostra sempre di esserci, della Rizzo che parte male ma finisce in crescendo, il talento anche se ad intermittenza di Susi Bonè, ma soprattutto la potenza esplosiva della Kramer (nella foto), genio e sregolatezza insieme, che se non fosse stato per i troppi errori sotto canestro, la sua gara sarebbe stata veramente perfetta, anche se alla fine chiude con 24 punti.
 
Domenica prossima, l’Azzurra Patti, osserverà il turno di riposo imposto dal calendario. Riprenderà il 26/02/2011, sempre in casa contro il Catanzaro, in quella che si preannuncia una gara molto equilibrata.

 

 

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