''Qua si sfruttano i lavoratori. Non si rispetta il contratto nazionale di lavoro''. Parole forti, denunce pubbliche quelle che il consigliere comunale di Maggioranza, Nino Gigante, ha fatto nel corso di uno degli ultimi Consigli Comunali. E per dire la verità non è la prima volta che il consigliere Gigante denuncia fatti, situazioni, che lasciano alquanto perplessi quei pochi coraggiosi che assistono al Consiglio. Noi, però, qualche domanda ce la facciamo, ma non riusciamo a trovare risposte.
Per un articolo da noi pubblicato nell'ottobre di due anni fa, nel quale parlavamo di una seduta di Consiglio Comunale e chiedevamo che gli organi competenti facessero controlli per verificare alcuni atti del Comune, il sindaco di Patti Venuto si è sentito offeso ed ha pensato bene di querelarci. Chissà che gli è passato per la testa. Non abbiamo detto nulla di che, o accusato alcuno. Nulla comunque che non sia stato detto diverse volte proprio all'interno del Consiglio. Forse ha dato fastidio che in quell'articolo abbiamo riportato la dichiarazione del consigliere Aquino che si chiedeva, e lo chiedeva al sindaco senza ottenere risposta, il motivo per cui la via Lionti (discesa dell'ospedale) era stata asfalta nuovamente dopo poco tempo, e che alla risposta del consigliere Forzano che giustificava la cosa col fatto che l'asfalto rifatto era scivoloso, Aquino si chiedeva come mai il Comune non aveva chiesto i danni alla ditta che pochi mesi prima aveva effettuato il lavoro. Forse a qualcuno sentire queste cose da fastidio. A noi no. E nel momento in cui dalla Procura ci chiameranno per la querela di cui sopra, di queste cose ne parleremo. Qualcuno dovrà dare delle risposte alle domande che Gigante ha più volte fatto in Consiglio, senza ottenere risposte, come quella, ad esempio, che riguarda l'anomala vicenda della pulizia del cimitero del centro. A Patti la ricorrenza della commemorazione dei defunti arriva sempre all'improvviso, costringendo il primo cittadino ad affidare tramite somma urgenza la pulizia del cimitero. Gigante, ma anche noi e crediamo pure i cittadini di Patti, attendiamo una risposta.

Ritornando al Consiglio Comunale, il consigliere Gigante ha poi continuato sottolineando che ''c'è gente che avanza 650 ore di straordinario, e non si danno. C'è gente che avanza 195 giorni di ferie. Le ferie sono un diritto e devono essere godute. La democrazia, ha aggiunto il consigliere, la libertà, ha chiosato''. Dati, questi, che si commentano da soli. 195 giorni, oltre sei mesi, mah!
Ma il Consiglio Comunale è stato anche l'occasione per far uscire fuori una vicenda che da qualche mese è argomento di discussione in città. Gigante ha raccontato una ''storiella'', alla quale noi non vogliamo credere, e non ci crediamo, e che speriamo venga presto chiarita dagli organi giudiziari, ma che se si dovesse dimostrare fondata nei contenuti sarebbe di una gravità inaudita. ''Senti, vuoi i soldi? Io te li do se tu prendi tua figlia e la metti in lista, nta lista me''. Secondo Gigante questo è quello che un impiegato comunale si è sentito dire da un amministratore quando gli ha chiesto di intercedere per fargli pagare lo straordinario. ''E questo – ha detto Gigante - ha fatto la querela. Qua ci sono querele e contro querele. Altro che Berlusconi, Berlusconi è zero rispetto a questi qua''. Per affermazioni del genere ci saremmo aspettati qualche alzata di scudi da parte dei consiglieri di Maggioranza, ed in particolar modo da parte di alcuni consiglieri sempre pronti a protestare quando qualcuno in aula usa termini come mafia, illegalità, interessi personali e cose del genere. Ed invece nulla, silenzio più totale. A distanza di quasi 15 giorni nessuno parla più di questa vicenda.
Le cose gravi a quanto pare sono le nostre richieste di trasparenza nell'interesse di tutti. Se invece qualcuno accusa fatti gravi, reati, nessuno si sente leso. Anche questo è Patti.
Prossimamente vi parleremo, andando indietro nel tempo, di tanti fatti denunciati in Consiglio e che misteriosamente sono passati nel dimenticatoio dell'indifferenza che avvolge la nostra amata città.