27 novembre. E’ un sabato come tanti altri per la sonnolenta vita cittadina di Patti. Poca gente in giro, frettolosamente stipata sulle macchine, gira da un supermercato all’altro del paese per rincorrere promozioni, sconti, offerte. E’ la crisi, ce lo dicono in Tv e ce ne accorgiamo tutti, gli stipendi non bastano mai e ci si arrangia come si può, con dignità e buona volontà.
I negozi in giro sono semivuoti, e malgrado la stagione ci offra un clima mite, complice un persistente vento di scirocco, sui marciapiedi passeggia poca gente distratta.
Per il quattordicesimo anno mi ritrovo di fronte ad un supermercato a raccogliere generi alimentari per la fondazione Banco Alimentare, per l’ormai famosa Giornata nazionale della Colletta Alimentare che in Italia mobilita 100.000 volontari impegnati in oltre 7.000 punti vendita a raccogliere più di 9.000 tonnellate di cibo da destinare alle famiglie che hanno più bisogno, quelle che la crisi ha colpito maggiormente spesso facendole scendere al di sotto della soglia della povertà.
Quattordici anni sono tanti, e il rischio di ripetere questo gesto come una routine di cui si conosce già tutto è forte.
Mi guardo intorno e invece riaccade quello stupore, ancora una volta, ancor più di altri anni, di fronte a cose di cui è facile accorgersi solo se, abbandonata la distrazione che caratterizza lo sguardo scettico e disilluso di ogni giorno, si presta un po’ di attenzione.
Tra le tante cose due principalmente mi sembrano veramente risplendere di novità e fascino.
La prima, i volontari. Accanto a me ci sono dei ragazzi, hanno tra i quindici ed i diciotto anni, frequentano il liceo Classico e l’istituto Tecnico, sono qui perché hanno aderito ad un progetto delle loro scuole sul volontariato, e il loro allegro ed audace entusiasmo è veramente uno spettacolo. La maggior parte dei loro coetanei il sabato pomeriggio bivacca in piazza Mario Sciacca, e certo anche loro forse li raggiungeranno più tardi, ma adesso di fronte a questo supermercato vedo brillare nei loro occhi una sana e invidiabile disponibilità a mettersi in gioco, disposti a spiegare cento e cento volte ancora le ragioni semplici eppure così audaci di questo gesto di carità. Insieme a loro alcuni miei alunni di scuola media, non più bambini ma ancora piccoli e timidi, chiudono scatole, dividono alimenti, pesano, registrano, sorridono a chi passa, sfuggendo alle mille chiacchiere da talk show e da sondaggio à la page, che vuole i nostri adolescenti tutti indolenti e menefreghisti, capricciosi e distratti.
E poi insieme a loro vedo tanti volti adulti, di professionisti e di disoccupati, di padri e madri di famiglia con i loro figli, di giovani neolaureati, di lavoratori precari e di casalinghe, tutti resisi disponibili ad offrire questa giornata, o anche solo poche ore, con gratuita cordialità.
Sono più di 150 quest’anno i volontari che hanno accolto l’invito del Centro di Solidarietà “Massimiliano Kolbe” a Patti e dintorni; parte di loro provengono da tre scuole pattesi, il Liceo Classico-Scientifico, l’Istituto Tecnico e il Terzo Istituto Comprensivo, altri sono scout della locale sezione del Cngei, altri provengono dalla parrocchia di San Nicola di Patti e di S. Giuseppe di Capo d’Orlando, altri ancora appartengono a gruppi e movimenti ecclesiali di Patti, altri all’associazione “Buon Samaritano”, altri sono stati contattati direttamente: tutti sembrano animati dall’identico entusiasmo e dalla stessa disponibilità, senza steccati e senza reticenze, senza che le differenze di età, di professione, di credo politico o religioso possano costituire un ostacolo alla realizzazione di questo piccolo, importante gesto. E già questo è veramente tanto, mi verrebbe da dire… ‘quasi un miracolo’!
Il secondo motivo di sorpresa e di piacevole riconoscenza è la risposta della gente. E’ vero, c’è sempre qualcuno che di fronte al tuo invito fugge infastidito, o ti vomita addosso le mille disgrazie che lo affliggono e che gli impediscono di sorridere, o digrignando i denti mormora contro fantomatiche entità che invece di distribuire ai poveri ciò che raccolgono lo tengono per sé, o non ti risponde neanche e continua a rimuginare a testa bassa i suoi mille problemi. Ma credetemi, è una esigua minoranza. I più si fermano, ti ascoltano, molto spesso riconoscono questa iniziativa ormai stimata e valorizzata a livello nazionale e locale, ti offrono anche consigli, ti ringraziano. E poi rispondono, nel poco o nel molto questo francamente non importa, donando alimenti che tra poche settimane inizieranno ad essere distribuiti ad oltre cento famiglie del nostro territorio.
Sembra poco, ma non lo è. Riscoprire un popolo che pur avvilito e spesso scoraggiato riesce a rialzare il capo anche solo per un semplice gesto di gratuita carità è veramente edificante, e forse i nostri politici, a diversi livelli, dovrebbero più guardare a queste realtà, a questa promettente disponibilità della gente per costruire ipotesi di sviluppo realistiche.
Lunedì ritornerà il tran tran della vita di tutti i giorni, le cose da fare e quelle di cui lamentarsi, adesso lasciatemi il piacere di dire grazie a tutta questa gente che con la loro gratuita generosità ha rinnovato la speranza nel cuore mio e di molti!