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Sport

Azzurra Basket Patti: ma che combini?

NELLA GIORNATA in cui bisognava dimostrare tutto il proprio valore e dare una svolta definitiva al campionato e segnali ben precisi alle inseguitrici, la Thema Finanziamenti Patti incappa nella terza sconfitta stagionale, rendendo il campionato ancora più corto, incerto ed equilibrato.

Il derby Calabro-Siculo, dice meritatamente Reggio, che mette in cascina una vittoria importantissima, di quelle che valgono doppio, e lascia Patti a lambiccarsi il cervello, per quello che poteva essere e che non è stato. Ma con i se e con i ma non si fa la storia, e non si va, certamente da nessuna parte. Per fare il colpo sarebbe servita una domenica da leoni di tutto il gruppo, e non solo dei soliti noti Kramer e Cangemi. Invece ieri, Imbesi e Russo erano “missing”, Rizzo apatica, la Dominguez, che beccata, tre i falli all’attivo nella prima frazione, condizionata, ha continuato a viaggiare a fari spenti, mentre la Milone non riusciva mai ad entrare in partita. Una nota forse di merito alla Giordano, che non solo nel finale di gara riusciva a rintuzzare lo strapotere della Talarico, ma che con una tripla da veterana consumata, a 66 secondi dalla fine, restituiva qualche speranza alla squadra siciliana.
La sconfitta con Reggio va accettata ed è giusta, perchè la squadra calabrese, pur giocando male, per molti aspetti irriconoscibile, rispetto alla squadra che abbiamo visto a Patti, ha giocato meglio, sia in difesa che in attacco: ha tirato con più precisione ed ha avuto la meglio sotto i tabelloni, complice soprattutto la totale assenza di intensità necessaria. Mi chiedo se è quello il modo di saltare a rimbalzo della Russo e della Imbesi, per arginare quello che è il migliore attacco del campionato. Ma mi chiedo pure se la scelta di far marcare alla Rizzo, altre doti, altri movimenti, altro passo, la Talarico, per tre quarti fosse la scelta più giusta.  Reggio, comunque, al di la degli interrogativi, ha vinto perché ha dimostrato di avere più grinta, di essere più squadra, di avere più convinzione, e più fame di vittorie, e grazie ai muscoli di Sofia Guerrera, e Martino, stravince il confronto a rimbalzo e con le bombe della Talarico, fa ballare la samba alla molle difesa del Patti. Un vero e proprio uragano, questa Talarico, una tempesta che si abbatte sul PalaPentimele e spazza via, a parte la Cangemi e la Kramer, quel che resta della Thema Finanziamenti Patti. La guardia calabrese, ieri ha fatto il diavolo a quattro, sfruttando al meglio la propria reattività contro la lentezze delle siciliane, trascina la Lu.Ma.Ka al successo, condannando Patti all’ennesimo ko di un girone sotto le aspettative. Stavolta le armi della fiducia e dell’entusiasmo sono rimaste nello spogliatoio. In più, Patti, ha messo in evidenza i suoi limiti strutturali, già apparsi anche nelle precedenti partite, con la Dominguez, solo 3 i punti ieri, che nelle gare che contano, non riesce a guidare la squadra come si deve. Ma la pecca più grande sta sotto canestro, dove a parte la Kramer e la Cangemi, superlative come sempre, le pattesi soffrono contro qualsiasi avversario.
 
UNA SCONFITTA, quella di ieri, che brucia più delle altre, non solo perchè Patti aveva, sulla carta, tutte le possibilità di sbancare Reggio, ma anche perché una vittoria a Reggio, contro una diretta concorrente, avrebbe sancito definitivamente le gerarchie. Invece, Imbesi, molto lontana da quella funambolica di domenica scorsa, Rizzo in evidente involuzione, Russo un vero corpo estraneo, e compagne, non hanno trovato il bandolo della matassa, perdendo una ghiotta occasione per fare bottino pieno in classifica e dare una vera svolta al campionato.

LA SQUADRA di Coach Cafarelli, in buona sostanza, ieri andava a strappi, intermittente come una lucina di natale, “Abbiamo palesato grosse difficoltà  - ammette Cafarelli. Certo, Reggio ha avuto dei meriti, alzando il ritmo, e schierando quintetti atipici. Ma le nostre lacune sono state evidenti, in particolare quei tanti errori da sotto che ci hanno tolto fiducia”.
La verità purtroppo amara, è che Reggio non ha dovuto fare nemmeno gli straordinari per infliggere una dura lezione alla Thema Finanziamenti Patti, sempre più in crisi di identità nelle partite che contano. L’ordinata squadra di coach Katya Romeo, mette più grinta e alla fine ridicolizza un Patti a brandelli lontanissimo dalla squadra combattiva di qualche settimana fà. E con il il roster al completo, con la Kramer e con una Cangemi Super, il Patti non ha attenuanti. Anzi è il momento di fare delle considerazioni perché la Thema Finanziamenti Patti uscita con le ossa rotte, è sembrata quella con i remi in barca tirati vista già più di un mese fa. Cafarelli dalla panchina fa quello che può, ma la squadra non morde quando conta. Come ieri, che insegue per quasi tutti i 40’, poi ad un minuto e sei secondi dalla fine, fa credere che potrebbe cambiare la partita, grazie ad una bomba di Giordano, che porta il Patti sul più due,  ma da quel momento, non ha mai la forza nè le idee per farlo. La gara in quei 66 secondi finali è già di per sè un programma di quelli che danno in terza serata. C’è solo da sperare che questo suicidio non costi caro.


 

 

 

 

| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

NELLA GIORNATA in cui bisognava dimostrare tutto il proprio valore e dare una svolta definitiva al campionato e segnali ben precisi alle inseguitrici, la Thema Finanziamenti Patti incappa nella terza sconfitta stagionale, rendendo il campionato ancora più corto, incerto ed equilibrato.

Il derby Calabro-Siculo, dice meritatamente Reggio, che mette in cascina una vittoria importantissima, di quelle che valgono doppio, e lascia Patti a lambiccarsi il cervello, per quello che poteva essere e che non è stato. Ma con i se e con i ma non si fa la storia, e non si va, certamente da nessuna parte. Per fare il colpo sarebbe servita una domenica da leoni di tutto il gruppo, e non solo dei soliti noti Kramer e Cangemi. Invece ieri, Imbesi e Russo erano “missing”, Rizzo apatica, la Dominguez, che beccata, tre i falli all’attivo nella prima frazione, condizionata, ha continuato a viaggiare a fari spenti, mentre la Milone non riusciva mai ad entrare in partita. Una nota forse di merito alla Giordano, che non solo nel finale di gara riusciva a rintuzzare lo strapotere della Talarico, ma che con una tripla da veterana consumata, a 66 secondi dalla fine, restituiva qualche speranza alla squadra siciliana.
La sconfitta con Reggio va accettata ed è giusta, perchè la squadra calabrese, pur giocando male, per molti aspetti irriconoscibile, rispetto alla squadra che abbiamo visto a Patti, ha giocato meglio, sia in difesa che in attacco: ha tirato con più precisione ed ha avuto la meglio sotto i tabelloni, complice soprattutto la totale assenza di intensità necessaria. Mi chiedo se è quello il modo di saltare a rimbalzo della Russo e della Imbesi, per arginare quello che è il migliore attacco del campionato. Ma mi chiedo pure se la scelta di far marcare alla Rizzo, altre doti, altri movimenti, altro passo, la Talarico, per tre quarti fosse la scelta più giusta.  Reggio, comunque, al di la degli interrogativi, ha vinto perché ha dimostrato di avere più grinta, di essere più squadra, di avere più convinzione, e più fame di vittorie, e grazie ai muscoli di Sofia Guerrera, e Martino, stravince il confronto a rimbalzo e con le bombe della Talarico, fa ballare la samba alla molle difesa del Patti. Un vero e proprio uragano, questa Talarico, una tempesta che si abbatte sul PalaPentimele e spazza via, a parte la Cangemi e la Kramer, quel che resta della Thema Finanziamenti Patti. La guardia calabrese, ieri ha fatto il diavolo a quattro, sfruttando al meglio la propria reattività contro la lentezze delle siciliane, trascina la Lu.Ma.Ka al successo, condannando Patti all’ennesimo ko di un girone sotto le aspettative. Stavolta le armi della fiducia e dell’entusiasmo sono rimaste nello spogliatoio. In più, Patti, ha messo in evidenza i suoi limiti strutturali, già apparsi anche nelle precedenti partite, con la Dominguez, solo 3 i punti ieri, che nelle gare che contano, non riesce a guidare la squadra come si deve. Ma la pecca più grande sta sotto canestro, dove a parte la Kramer e la Cangemi, superlative come sempre, le pattesi soffrono contro qualsiasi avversario.
 
UNA SCONFITTA, quella di ieri, che brucia più delle altre, non solo perchè Patti aveva, sulla carta, tutte le possibilità di sbancare Reggio, ma anche perché una vittoria a Reggio, contro una diretta concorrente, avrebbe sancito definitivamente le gerarchie. Invece, Imbesi, molto lontana da quella funambolica di domenica scorsa, Rizzo in evidente involuzione, Russo un vero corpo estraneo, e compagne, non hanno trovato il bandolo della matassa, perdendo una ghiotta occasione per fare bottino pieno in classifica e dare una vera svolta al campionato.

LA SQUADRA di Coach Cafarelli, in buona sostanza, ieri andava a strappi, intermittente come una lucina di natale, “Abbiamo palesato grosse difficoltà  - ammette Cafarelli. Certo, Reggio ha avuto dei meriti, alzando il ritmo, e schierando quintetti atipici. Ma le nostre lacune sono state evidenti, in particolare quei tanti errori da sotto che ci hanno tolto fiducia”.
La verità purtroppo amara, è che Reggio non ha dovuto fare nemmeno gli straordinari per infliggere una dura lezione alla Thema Finanziamenti Patti, sempre più in crisi di identità nelle partite che contano. L’ordinata squadra di coach Katya Romeo, mette più grinta e alla fine ridicolizza un Patti a brandelli lontanissimo dalla squadra combattiva di qualche settimana fà. E con il il roster al completo, con la Kramer e con una Cangemi Super, il Patti non ha attenuanti. Anzi è il momento di fare delle considerazioni perché la Thema Finanziamenti Patti uscita con le ossa rotte, è sembrata quella con i remi in barca tirati vista già più di un mese fa. Cafarelli dalla panchina fa quello che può, ma la squadra non morde quando conta. Come ieri, che insegue per quasi tutti i 40’, poi ad un minuto e sei secondi dalla fine, fa credere che potrebbe cambiare la partita, grazie ad una bomba di Giordano, che porta il Patti sul più due,  ma da quel momento, non ha mai la forza nè le idee per farlo. La gara in quei 66 secondi finali è già di per sè un programma di quelli che danno in terza serata. C’è solo da sperare che questo suicidio non costi caro.


 

 

 

 

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