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Azzurra Basket Patti: due punti importanti, ma quanta sofferenza

COME complicarsi la vita, con le proprie mani, e vivere, alla fine, felici e contenti. E’ successo ieri. Dalle stalle alle stelle, o se preferite dalla polvere agli altari. Thema Finanziamenti Patti – Indomita Catanzaro, può andare in archivio anche così: cinquanta per cento di trionfale passeggiata, mista a sfilata, giustificata solo perché, se non altro siamo alle porte del carnevale, anche se suggerirei colori più intonati e tema dominante, al solito fai da te, a tratti trasformatosi anche in un calvario, dall’incapacità di trovare la via del canestro, l’altro cinquanta per cento, ossia gli ultimi due tempi, trionfali oltre che convincenti, dove Patti alza l’intensità difensiva e gioca chirurgico in attacco, con la bussola che finalmente cominciava ad indicare il Nord e con la solita Mariana Kramer a dare spettacolo per il puro divertimento.  Avvio traumatico, però, per la Thema Finanziamenti Patti, che, in appena tre minuti, becca un 8:0 di parziale, e soffre il press ‘tuttocampo’ delle coraggiose quanto brave, diavolette catanzaresi, mentre Dominguez e Imbesi sparavano a salve. Incassati gli schiaffi iniziali, la Thema Finanziamenti Patti cerca di rianimarsi, ma la musica non cambia, nonostante cambino i quintetti. E, come successo in avvio di primo tempo, Patti riapproccia sciaguratamente nel secondo: la difesa concede di tutto, ma i veri problemi arrivano dall’attacco incapace di bucare la difesa proposta da Coach Marano: circolazione lenta, percentuali da oratorio e nulla all’orizzonte fanno il resto. Catanzaro è reattiva, vola su tutti i palloni, si sbuccia le ginocchia mentre Patti, decide ancora di dormire, lasciando campo libero alle calabresi.

Il pericolo di camminare sui carboni ardenti, fortunatamente dura solo 20 minuti. Poi, di botto, sul fuoco catanzarese (reduce da giorni di passione dopo la dolorosa sconfitta interna rimediata con Reggio Calabria) arriva una secchiata gelida, anche se il brivido percorso dalle pattesi,  è stato tale da freddare un geyser.  Coach Cafarelli la butta sull’atletismo, schierando Cangemi, Dominguez, Kramer, Rizzo e Russo (nella foto sotto), ed il Patti ricomincia con una intensità tale da produrre gioco a go - go, complice anche ad onore di cronaca, oltre che di verità, qualche svista arbitrale. Le decisioni dei direttori di gara, finiscono col condizionare oltre misura le ragazze del presidente Siciliano, le quali iniziano a giocare una sfida personale con gli arbitri, subendo nel giro di qualche minuto ben tre tecnici, finendo col regalare terreno fertile al Patti e consentendo alla Cangemi ed alla Dominguez di caricarsi sulle spalle una Thema Finanziamenti a trazione anteriore, recuperando in difesa palloni su palloni e spingendo fino al capolinea l’attacco biancazzurro.
 
Luana RussoReduce da una sconfitta bruciante a Reggio Calabria e da una comoda passeggiata contro la Lazur, la partita di ieri, contro Catanzaro, vittoriosa all’andata e lanciatissima per una più comoda posizione nei play – off, era attesa per capire quanto, veramente, la Thema si fosse rialzata. Era una partita sentita, contro una delle possibili outsider nella lotta promozione mediante le forche caudine della seconda fase. Ecco perchè l’attesa era adrenalinica ed i pattesi non potevano mancare l’appuntamento. Ed, invece, si rivedono le streghe di un tempo che si pensava lontano, e ritornano gli spettri ad aleggiare sopra il PalaSerranò; sembra di rivivere un film già visto nel ‘prime time’ della stagione, quando la Thema andava in giro ad incassare ceffoni e rimediare brutte figure, anche se spesso i risultati sorridevano. La musica sembrava essere cambiata: invece niente. Nessuno poteva immaginare due tempi così disastrosi, con poche idee che si schiantano sulla diga eretta da Coach Marano e tanto pressappochismo. E pensare che la figuraccia di Reggio era sembrata essere servita da lezione: non è stato così perchè Catanzaro, ha nuovamente mandato la Thema, almeno nei primi due quarti, nel vortice delle sue contraddizioni. E non tragga in inganno lo scarto finale più 13, ma almeno la faccia è stata salvata.

Di buono, però, ci sono solo i due punti per il Patti. Ma mai come stavolta va di lusso pure così. L’importante era vincere, e che il gioco lasci sempre a desiderare, quando le partite contano, importa poco quando si prende una boccata d’ossigeno così potente da gonfiare una mongolfiera, che consente di  portare a casa una vittoria che definire di platino è poco, per gli effetti sciagurati che la sconfitta avrebbe provocato all’ambiente e alla classifica.

| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

COME complicarsi la vita, con le proprie mani, e vivere, alla fine, felici e contenti. E’ successo ieri. Dalle stalle alle stelle, o se preferite dalla polvere agli altari. Thema Finanziamenti Patti – Indomita Catanzaro, può andare in archivio anche così: cinquanta per cento di trionfale passeggiata, mista a sfilata, giustificata solo perché, se non altro siamo alle porte del carnevale, anche se suggerirei colori più intonati e tema dominante, al solito fai da te, a tratti trasformatosi anche in un calvario, dall’incapacità di trovare la via del canestro, l’altro cinquanta per cento, ossia gli ultimi due tempi, trionfali oltre che convincenti, dove Patti alza l’intensità difensiva e gioca chirurgico in attacco, con la bussola che finalmente cominciava ad indicare il Nord e con la solita Mariana Kramer a dare spettacolo per il puro divertimento.  Avvio traumatico, però, per la Thema Finanziamenti Patti, che, in appena tre minuti, becca un 8:0 di parziale, e soffre il press ‘tuttocampo’ delle coraggiose quanto brave, diavolette catanzaresi, mentre Dominguez e Imbesi sparavano a salve. Incassati gli schiaffi iniziali, la Thema Finanziamenti Patti cerca di rianimarsi, ma la musica non cambia, nonostante cambino i quintetti. E, come successo in avvio di primo tempo, Patti riapproccia sciaguratamente nel secondo: la difesa concede di tutto, ma i veri problemi arrivano dall’attacco incapace di bucare la difesa proposta da Coach Marano: circolazione lenta, percentuali da oratorio e nulla all’orizzonte fanno il resto. Catanzaro è reattiva, vola su tutti i palloni, si sbuccia le ginocchia mentre Patti, decide ancora di dormire, lasciando campo libero alle calabresi.

Il pericolo di camminare sui carboni ardenti, fortunatamente dura solo 20 minuti. Poi, di botto, sul fuoco catanzarese (reduce da giorni di passione dopo la dolorosa sconfitta interna rimediata con Reggio Calabria) arriva una secchiata gelida, anche se il brivido percorso dalle pattesi,  è stato tale da freddare un geyser.  Coach Cafarelli la butta sull’atletismo, schierando Cangemi, Dominguez, Kramer, Rizzo e Russo (nella foto sotto), ed il Patti ricomincia con una intensità tale da produrre gioco a go - go, complice anche ad onore di cronaca, oltre che di verità, qualche svista arbitrale. Le decisioni dei direttori di gara, finiscono col condizionare oltre misura le ragazze del presidente Siciliano, le quali iniziano a giocare una sfida personale con gli arbitri, subendo nel giro di qualche minuto ben tre tecnici, finendo col regalare terreno fertile al Patti e consentendo alla Cangemi ed alla Dominguez di caricarsi sulle spalle una Thema Finanziamenti a trazione anteriore, recuperando in difesa palloni su palloni e spingendo fino al capolinea l’attacco biancazzurro.
 
Luana RussoReduce da una sconfitta bruciante a Reggio Calabria e da una comoda passeggiata contro la Lazur, la partita di ieri, contro Catanzaro, vittoriosa all’andata e lanciatissima per una più comoda posizione nei play – off, era attesa per capire quanto, veramente, la Thema si fosse rialzata. Era una partita sentita, contro una delle possibili outsider nella lotta promozione mediante le forche caudine della seconda fase. Ecco perchè l’attesa era adrenalinica ed i pattesi non potevano mancare l’appuntamento. Ed, invece, si rivedono le streghe di un tempo che si pensava lontano, e ritornano gli spettri ad aleggiare sopra il PalaSerranò; sembra di rivivere un film già visto nel ‘prime time’ della stagione, quando la Thema andava in giro ad incassare ceffoni e rimediare brutte figure, anche se spesso i risultati sorridevano. La musica sembrava essere cambiata: invece niente. Nessuno poteva immaginare due tempi così disastrosi, con poche idee che si schiantano sulla diga eretta da Coach Marano e tanto pressappochismo. E pensare che la figuraccia di Reggio era sembrata essere servita da lezione: non è stato così perchè Catanzaro, ha nuovamente mandato la Thema, almeno nei primi due quarti, nel vortice delle sue contraddizioni. E non tragga in inganno lo scarto finale più 13, ma almeno la faccia è stata salvata.

Di buono, però, ci sono solo i due punti per il Patti. Ma mai come stavolta va di lusso pure così. L’importante era vincere, e che il gioco lasci sempre a desiderare, quando le partite contano, importa poco quando si prende una boccata d’ossigeno così potente da gonfiare una mongolfiera, che consente di  portare a casa una vittoria che definire di platino è poco, per gli effetti sciagurati che la sconfitta avrebbe provocato all’ambiente e alla classifica.

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