| 23 Novembre 2009
I referendum su ATO rifiuti e sull’ATO idrico promossi dall’Associazione Consumatori Siciliani presentati presso il Comune di Patti non sono stati accolti in quanto riguardanti materie regolate da leggi statali e regionali e perché il comune ha posto in essere degli atti amministrativi che non possono essere abrogati: Delibera del Commissario ad Acta del Comune di Patti n. 88 del 20 dicembre 2002; delibere del Consiglio Comunale di Patti n. 34 e 35 del 6 ottobre 2001 e del 21 novembre 2001.
La decisione della Commissione comunale composta dal Dott. Ribaldo, dal difensore civico Lucia Di Santo e dal dott. Aldo Isgrò giudice di Pace designato dal coordinatore dell’ufficio de Giudice di Pace di Patti con nota del 12 maggio 2009 tolgono la possibilità ai cittadini di andare alle urne su due delicati problemi quello dell’ATO rifiuti e dell’ATO idrico.
L’Associazione Consumatori Siciliani esprime la sua delusione ma nello stesso tempo prende atto delle ragioni giuridiche della Commissione Consiliare, rammaricandosi però del fatto che non si è dato corso neppure alla richiesta inviata nel 2007 al Consiglio Comunale di deliberare in materia di acqua e i gestione pubblica della stessa.
Oggi alla luce dell’approvazione del decreto che privatizza l’acqua da parte del governo Berlusconi, l’esistenza dell’ATO idrico in provincia di Messina già da alcuni anni, la città di Patti si troverà con una gestione privata delle risorse idriche con gravi conseguenze sul piano economico per i cittadini.
In merito alla proposta del PD di modificare lo Statuto Comunale l’associazione ritiene tardivo l’intervento, perché prima di proporre la modifica dello Statuto occorre annullare le delibere del Consiglio Comunale ed eventualmente anche quelle della Giunta in materia di risorse idriche.
L’Associazione Consumatori esprime la propria delusione e amarezza anche per il fatto che per l’ennesima volta la giunta Venuto e la sua maggioranza hanno sottovalutato l’importanza del problema, chiudendosi dietro un muro di silenzio e d’incapacità ad affrontare i problemi della città.Oggi alla notizia della decisione del Governo Berlusconi si vuole correre ai ripari, quasi facendosi paladini di un problema che doveva essere affrontato con maggiore serietà da qualche anno.
Come dire, dopo che hanno rubato a Santa Chiara gli fanno le porte di ferro! Dopo che ci hanno scippato l’acqua si vuole correre al riparo! Ci complimentiamo con la classe politica di questa città!
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