| 11 Febbraio 2010
La Sezione di Patti del Partito Democratico, ribadisce che nel prossimo Consiglio Comunale del 12-02, a seguito dell’approvazione delle norme che obbligano i Comuni alla “privatizzazione” dell’acqua entro il 31/12/2010, chiederà al Consiglio Comunale, tramite i propri consiglieri, di modificare lo statuto ribadendo che l’acqua non è “privatizzabile” (punto all’ordine del giorno numero 5 “Gestione del servizio idrico integrato. Discussione in merito”).
Si accoglie con vivo apprezzamento l’iniziativa similare che è stata successivamente intrapresa anche da alcuni consiglieri dell’opposizione.
Si auspica che indipendentemente dalle posizioni politiche nazionali e regionali di riferimento di ciascuno, si possa giungere alla votazione di un documento unitario che ribadisca quanto espresso dai consiglieri e dagli assessori del PD nella mozione presentata:
- l'acqua è un bene comune fondamentale all'esistenza di tutti gli esseri viventi;
- l’accesso all'acqua è un diritto umano inalienabile e inviolabile;
- l’acqua è un bene pubblico;
- la gestione non può essere affidata ai privati che hanno quale obiettivo primario la massimizzazione del profitto.
L’attuale esperienza degli ATO rifiuti ci fa dubitare della bontà dei nuovi “ATO idrici”. L’esperienza delle Province di Enna e Caltanissetta, che hanno già dato corso a tale “privatizzazione”, evidenzia un aumento spropositato delle tariffe a fronte di un peggioramento del servizio. Tutto questo comporterà notevoli aumenti delle bollette dell’acqua.
Il PD di Patti agirà a tutela dei cittadini attraverso ogni mezzo possibile a scongiurare la creazione di nuovi ATO, ivi compresa l’adesione al referendum abrogativo della norma.
I Consiglieri del PD La Macchia, Gigante, Lembo, Mobilia e Tripoli e gli Assessori Gullo, Impalà e Mastronardi proporranno, rispettivamente al Consiglio Comunale ed alla Giunta, di porre in atto tutti quei provvedimenti necessari a tutelare il diritto dei cittadini alla disponibilità ed all’accesso all’acqua, nonché di modificare lo Statuto Comunale introducendo i seguenti articoli:
Art. 60 bis – Beni Comunali
Il Comune riconosce nell’acqua e nell’aria il valore di bene comune insostituibile per la vita e, pertanto, non assimilabile a valore economico commerciale. L’acqua e l’aria vanno salvaguardate e sottratte a logiche speculative di tipo economico nonché ai rischi sempre più incombenti di inquinamento e alterazione della risorsa. La proprietà e la gestione della risorsa idrica deve essere pubblica e di tipo partecipativo da parte della comunità. Il Comune assicura il diritto universale all’acqua potabile attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa. Lo sfruttamento delle risorse naturali (vento,sole,geotermia) per fini energetici deve comportare una giusta remunerazione degli investimenti effettuati nonché riflessi economici,sociali e ambientali positivi per la comunità insediata nel territorio che offre tali risorse.Articolo 61 bis – Gestione del servizio idrico
Il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro. La gestione del servizio idrico integrato nonché l’uso e la proprietà delle reti devono essere pubbliche e di competenza del Comune. Il Comune esercita la gestione del servizio idrico integrato direttamente o a mezzo azienda speciale anche in forma associata con altri Comuni avuto riguardo all’assetto del bacino idrografico di riferimento. Gli utenti partecipano alla copertura dei costi di gestione del servizio idrico integrato fino ad un massimo del 100% dei costi di gestione calcolati al netto degli investimenti e secondo fasce di consumo e tipologia di utenza, prevedendo minori costi per le utenze domestiche riferite alle residenze primarie e tariffe progressive per i consumi più elevati e per usi diversi.
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