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Sport

Azzurra Basket Patti: vittoria che vale il primato assoluto

Le ha prese ma ha vinto. Può sembrare un paradosso, ma a svelarlo si fa presto: i due punti in palio nella quinta giornata di andata del campionato di basket femminile di B Regionale, vanno alla Azzurra Basket Patti, che però “incassa” parecchio, per l’alto profilo agonistico tenuto dal Catanzaro.

Che il Palagreco è imbattuto, che le calabresi sono la squadra più calda del momento, che in casa non mollano di un centimetro e che tra le mura amiche hanno la marcia della prima della classe, è un fatto noto. Che Catanzaro, è una squadra dura, che fa sentire tanto la propria fisicità, lo si conosceva. Che in questo contesto i muscoli di Mariana Belen Kramer, l’unico vero valore aggiunto argentino domenica sera, potevano essere un’addizione importante in una partita che si preannunciava, intensissima dal punto di vista agonistico e anche fisico, Catanzaro lo sapeva già. Ed allora scientificamente in questo scenario dai colpi proibiti, chi doveva essere a farne le spese se non proprio lei? Il terzo quarto era appena iniziato da qualche minuto, con Patti in vantaggio 38 a 24, con un metro arbitrale al limite della decenza, e con le ragazze di Patti quasi impaurite per aver subito fino a quel momento un trattamento che definire rissoso ed al limite del regolamento probabilmente è poco, solita maldestra mischia nell’area piccola del Patti, solito tentativo di placcaggio delle catanzaresi, che questa volta lanciavano alle caviglie della Kramer, Nichi Siciliano, nell’intento di solleticarne le reazioni. Cosa che puntualmente si registra, con la focosa eleganza dell’argentina, che cade nel tranello del giuoco più antico del mondo. Risultato, che entrambe vengono espulse, tra lo sgomento delle pattesi e l’esultanza delle calabresi, a testimonianza di un primo obiettivo raggiunto, come se già pregustassero una facile vittoria. Ma è proprio a questo punto, che Capitan Camgemi, guardando negli occhi le ragazze è intimando il “ Fino alla fine”, ha caricato le compagne, più forti sicuramente della cattiveria e della mano tesa degli arbitri alle catanzaresi, chiudendo questa strana contesa sul 51 a 47, mostrando una raggiunta maturità nel gestire le partite dure, difficili e tirate, con una grandissima prestazione per volontà, abnegazione, e spirito di gruppo, ostentando una componente caratteriale che compete solo alle grandi squadre, e dimostrando che nei momenti delicati, è il cuore del gruppo che conta. Con la Kramer espulsa, e con Capitan Cangemi con quattro falli, coach Cafarelli, ridisegna l’attacco sulla Russo, che di sicuro domenica dopo un incerto inizio, si è dimostrata nei frangenti finali fondamentale, tanto da fare la differenza caricandosi la squadra sulle spalle e procurandosi molti falli e tiri liberi, con grande astuzia, rispuntando come un fungo velenoso dopo l’incidente, che le è costato tre punti di sutura al gomito destro, che si aggiungono ai sei realizzati.
 
Ma andiamo per ordine. Al fischio di inizio, Patti si trova già sul dieci a due, la squadra gira bene, trova buoni soluzioni al tiro, non lascia molti spazi alle avversarie, con un buonissimo giuoco di squadra, anche se non mancano le individualità, come Cangemi e Kramer in difesa, Borgia in cabina di regia, Rizzo e Giordano nei recuperi e con una Bonè stellare, nel perforare la retina, che già al terzo minuto, segna il suo ottavo punto con un bellissimo arresto e tiro, mentre in difesa costringe la Dublo agli straordinari. Nel secondo quarto la musica non cambia, Patti continua a macinare chilometri e gioco, con bravura e tecnica, dove prima la Kramer e la Rizzo, rispondono ai timidi tentativi delle catanzaresi, poi Cangemi, e Borgia dettano i tempi dell’allungo, obbligando Catanzaro ad inchinarsi alla qualità delle siciliane, che sembrano staccarsi nonostante la reazione di Pessolano e compagne, che chiudono il secondo quarto con un meno 12.
 
All’intervallo lungo si va con la convinzione delle proprie forze, e con un margine di vantaggio sicuramente significativo, destinato a crescere considerate le forze in campo, ma all’inizio del terzo tempo qualcosa cambia, qualche equilibrio si rompe, la partita si incattivisce, il metro arbitrale cambia radicalmente, ed inizia la caccia all’uomo.
 
Alla fine, comunque, a stemperare la normale tensione, di un incontro sentito, ma sportivo, ci hanno pensato le protagoniste in campo con complimenti ed abbracci reciproci, tra gli sguardi festanti ed i sorrisi delle bambine del mini basket accorse numerosi al Palagreco, che ci hanno regalato un raro momento emozionale in una “calda” serata di fine novembre.
| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

Le ha prese ma ha vinto. Può sembrare un paradosso, ma a svelarlo si fa presto: i due punti in palio nella quinta giornata di andata del campionato di basket femminile di B Regionale, vanno alla Azzurra Basket Patti, che però “incassa” parecchio, per l’alto profilo agonistico tenuto dal Catanzaro.

Che il Palagreco è imbattuto, che le calabresi sono la squadra più calda del momento, che in casa non mollano di un centimetro e che tra le mura amiche hanno la marcia della prima della classe, è un fatto noto. Che Catanzaro, è una squadra dura, che fa sentire tanto la propria fisicità, lo si conosceva. Che in questo contesto i muscoli di Mariana Belen Kramer, l’unico vero valore aggiunto argentino domenica sera, potevano essere un’addizione importante in una partita che si preannunciava, intensissima dal punto di vista agonistico e anche fisico, Catanzaro lo sapeva già. Ed allora scientificamente in questo scenario dai colpi proibiti, chi doveva essere a farne le spese se non proprio lei? Il terzo quarto era appena iniziato da qualche minuto, con Patti in vantaggio 38 a 24, con un metro arbitrale al limite della decenza, e con le ragazze di Patti quasi impaurite per aver subito fino a quel momento un trattamento che definire rissoso ed al limite del regolamento probabilmente è poco, solita maldestra mischia nell’area piccola del Patti, solito tentativo di placcaggio delle catanzaresi, che questa volta lanciavano alle caviglie della Kramer, Nichi Siciliano, nell’intento di solleticarne le reazioni. Cosa che puntualmente si registra, con la focosa eleganza dell’argentina, che cade nel tranello del giuoco più antico del mondo. Risultato, che entrambe vengono espulse, tra lo sgomento delle pattesi e l’esultanza delle calabresi, a testimonianza di un primo obiettivo raggiunto, come se già pregustassero una facile vittoria. Ma è proprio a questo punto, che Capitan Camgemi, guardando negli occhi le ragazze è intimando il “ Fino alla fine”, ha caricato le compagne, più forti sicuramente della cattiveria e della mano tesa degli arbitri alle catanzaresi, chiudendo questa strana contesa sul 51 a 47, mostrando una raggiunta maturità nel gestire le partite dure, difficili e tirate, con una grandissima prestazione per volontà, abnegazione, e spirito di gruppo, ostentando una componente caratteriale che compete solo alle grandi squadre, e dimostrando che nei momenti delicati, è il cuore del gruppo che conta. Con la Kramer espulsa, e con Capitan Cangemi con quattro falli, coach Cafarelli, ridisegna l’attacco sulla Russo, che di sicuro domenica dopo un incerto inizio, si è dimostrata nei frangenti finali fondamentale, tanto da fare la differenza caricandosi la squadra sulle spalle e procurandosi molti falli e tiri liberi, con grande astuzia, rispuntando come un fungo velenoso dopo l’incidente, che le è costato tre punti di sutura al gomito destro, che si aggiungono ai sei realizzati.
 
Ma andiamo per ordine. Al fischio di inizio, Patti si trova già sul dieci a due, la squadra gira bene, trova buoni soluzioni al tiro, non lascia molti spazi alle avversarie, con un buonissimo giuoco di squadra, anche se non mancano le individualità, come Cangemi e Kramer in difesa, Borgia in cabina di regia, Rizzo e Giordano nei recuperi e con una Bonè stellare, nel perforare la retina, che già al terzo minuto, segna il suo ottavo punto con un bellissimo arresto e tiro, mentre in difesa costringe la Dublo agli straordinari. Nel secondo quarto la musica non cambia, Patti continua a macinare chilometri e gioco, con bravura e tecnica, dove prima la Kramer e la Rizzo, rispondono ai timidi tentativi delle catanzaresi, poi Cangemi, e Borgia dettano i tempi dell’allungo, obbligando Catanzaro ad inchinarsi alla qualità delle siciliane, che sembrano staccarsi nonostante la reazione di Pessolano e compagne, che chiudono il secondo quarto con un meno 12.
 
All’intervallo lungo si va con la convinzione delle proprie forze, e con un margine di vantaggio sicuramente significativo, destinato a crescere considerate le forze in campo, ma all’inizio del terzo tempo qualcosa cambia, qualche equilibrio si rompe, la partita si incattivisce, il metro arbitrale cambia radicalmente, ed inizia la caccia all’uomo.
 
Alla fine, comunque, a stemperare la normale tensione, di un incontro sentito, ma sportivo, ci hanno pensato le protagoniste in campo con complimenti ed abbracci reciproci, tra gli sguardi festanti ed i sorrisi delle bambine del mini basket accorse numerosi al Palagreco, che ci hanno regalato un raro momento emozionale in una “calda” serata di fine novembre.

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