Skip to main content

Sport

Azzurra Basket Patti: Battuto anche Catania, ma quanta fatica

La voglia era quella di non fermarsi e l’imperativo era quello di vincere, per continuare la trionfale marcia solitaria. Ma quanta fatica per ammaliare il quintetto catanese, capace di imporre gioco, ritmo e tempi, e firmare l’ennesimo successo consecutivo. Ma nonostante la vittoria, 61 - 66 il risultato finale, Capitan Cangemi e compagne, sembrano essere lontane parenti di quelle atlete brillanti, fresche e sfavillanti ammirate fino a qualche giornata fà. Che Patti arriva al Palagalermo di Catania senza le giuste motivazioni, può anche essere un’attenuante, ma quello che non si capisce è un calo atletico imbarazzante e la mancanza del giusto carattere, della giusta intensità, della giusta mentalità, che consentono alla squadra catanese di leggere senza troppe difficoltà gli schemi delle pattesi, approfittando dei continui black –out di un Patti che in diverse situazioni sembra assolutamente smarrirsi.

Coach Cafarelli manda in campo il quintetto di sempre con Borgia (nella foto sotto) in cabina di regia, Bonè e Rizzo esterne, Capitan Cangemi e Kramer sotto le plance. La novità è che la squadra sembrava essere scesa in campo senza la lucidità necessaria per prendere in mano il timone della sfida, e la conferma arriva dal primo canestro della Kramer, una potenza assoluta per questa categoria, che si registra all’ ottavo minuto, strano ma vero, dimostrando quanto difficile sia stato affrontare Catania e batterlo. Ma ad onor del vero, bisogna anche aggiungere, che al calo di concentrazione delle pattesi,  vanno considerati i meriti di un Catania aggressivo, che inizia a difendere duro, che mette in difficoltà  la squadra pattese, che permette le transizioni che spesso sono finalizzate da Bruni a tratti incontenibile, ventidue i punti finali per lei, e dalle veterane Patara ed Anastasi, che in più occasioni, offrivano benzina all'attacco, trovando buone soluzioni, fortunatamente non sempre trattate a dovere. La sfida si accende nel quarto tempo. Catania parte convinto, col quintetto di inizio partita e tenendo a debita distanza Patti, inizia a risucchiare il vantaggio di nove punti con cui le ragazze di Coach Cafarelli avevano chiuso la terza frazione, ma che dimostravano di essere sempre più nel segno dell'incostanza. Lo dimostrano i 4 falli di Mariana Kramer e Capitan Cangemi, ed il permanere del black- out che sembrava non lasciare scampo alle pattesi. E’ proprio a questo punto che Catania inizia a crederci, approfittando di un Patti gravato di falli, a cui a tre minuti dalla fine si aggiunge anche il quarto della Russo, con un procedere rabbioso, cadenzato dalle penetrazioni della Carbone e della Patara, specie con la mano calda della Buscema, che imperversa dalla media distanza, contribuendo al trentacinquesimo minuto a portare sul meno tre la propria squadra. Fortunatamente Patti reagisce, con la tripla di Borgia ed i canestri della Bonè, ottima la sua gara, anche se ad intermittenza, sebbene non riuscendo sempre ad essere lucidi. Dopo il time – out chiamato da Cafarelli, Patti mette in campo rabbia e tecnica, Kramer sveglia la truppa, con un canestro importante, ma poi esce per cinque falli. La squadra non si scompone e gioca, sfruttando gli errori delle catanesi e rilanciandosi in azioni intelligenti, sfruttando al meglio i 24 secondi.  Sono attimi difficili per Giordano, e coach Cafarelli, che tentano di caricare sempre più la propria squadra. Gli ultimi due minuti riservano emozioni infinite, con Cangemi con quattro falli, sempre più condizionata nei movimenti difensivi, Rizzo e Borgia che non giravano al meglio, e con le catanesi che sembravano delle vere proprie furie, è stata la pimpante Russo a sembrare più convinta, aiutando a fare reparto difensivo da sola, che permetteva un gioco più lineare in attacco, a iniettare l’ultima dose di benzina nella FERRARI di coach Cafarelli. Suo l’ultimo canestro che ha tagliato le gambe a Bruni e compagne, mandando in onda i titoli di coda. Due punti veramente pesanti quelli conquistati dal Patti, soprattutto per come si era messa la partita.
Coach Cafarelli alla fine non aveva tanta voglia di parlare. Comprensibile vista la partita ad alta intensità emozionale.“Sono felice soprattutto della gestione da parte della mia squadra nell'ultimo periodo. Nonostante il pressing rabbioso delle catanesi, continua l'allenatore di Patti – da questo momento in poi mi auguro ci sia più costanza da parte della mia squadra, considerato che la brillantezza, la sostanza e la vitalità, di inizio campionato, vista la partita di oggi, sembravano solo un lontano ricordo”.
 
Ma adesso coach Cafarelli, bisogna iniziare a farlo, bisogna iniziare a parlare,  a lavorare non solo sulle gambe ma anche sulla testa delle ragazze. Come società e come squadra l’obolo in casa in questa stagione l’abbiamo già pagato, a quel San Matteo, che senza grandi pretese e senza grandi nomi, è venuto a Patti a vincere meritatamente.
 
Con la partita di sabato contro Priolo, siamo alla terza di ritorno, le squadre le abbiamo incontrate tutte, e non è presunzione se affermiamo che voi siete le più forti in assoluto. La squadra che ha una marcia in più, che quando decide di giocare fa il vuoto. Ma non sempre la consapevolezza di essere, da sola determina il risultato. Questo è un mese importante, dove si decidono i destini di un’intera stagione. Abbiamo, a ragione e non a torto, voluto puntare su tutte voi per essere primi, e vogliamo continuare ad esserlo.

 

 

| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

La voglia era quella di non fermarsi e l’imperativo era quello di vincere, per continuare la trionfale marcia solitaria. Ma quanta fatica per ammaliare il quintetto catanese, capace di imporre gioco, ritmo e tempi, e firmare l’ennesimo successo consecutivo. Ma nonostante la vittoria, 61 - 66 il risultato finale, Capitan Cangemi e compagne, sembrano essere lontane parenti di quelle atlete brillanti, fresche e sfavillanti ammirate fino a qualche giornata fà. Che Patti arriva al Palagalermo di Catania senza le giuste motivazioni, può anche essere un’attenuante, ma quello che non si capisce è un calo atletico imbarazzante e la mancanza del giusto carattere, della giusta intensità, della giusta mentalità, che consentono alla squadra catanese di leggere senza troppe difficoltà gli schemi delle pattesi, approfittando dei continui black –out di un Patti che in diverse situazioni sembra assolutamente smarrirsi.

Coach Cafarelli manda in campo il quintetto di sempre con Borgia (nella foto sotto) in cabina di regia, Bonè e Rizzo esterne, Capitan Cangemi e Kramer sotto le plance. La novità è che la squadra sembrava essere scesa in campo senza la lucidità necessaria per prendere in mano il timone della sfida, e la conferma arriva dal primo canestro della Kramer, una potenza assoluta per questa categoria, che si registra all’ ottavo minuto, strano ma vero, dimostrando quanto difficile sia stato affrontare Catania e batterlo. Ma ad onor del vero, bisogna anche aggiungere, che al calo di concentrazione delle pattesi,  vanno considerati i meriti di un Catania aggressivo, che inizia a difendere duro, che mette in difficoltà  la squadra pattese, che permette le transizioni che spesso sono finalizzate da Bruni a tratti incontenibile, ventidue i punti finali per lei, e dalle veterane Patara ed Anastasi, che in più occasioni, offrivano benzina all'attacco, trovando buone soluzioni, fortunatamente non sempre trattate a dovere. La sfida si accende nel quarto tempo. Catania parte convinto, col quintetto di inizio partita e tenendo a debita distanza Patti, inizia a risucchiare il vantaggio di nove punti con cui le ragazze di Coach Cafarelli avevano chiuso la terza frazione, ma che dimostravano di essere sempre più nel segno dell'incostanza. Lo dimostrano i 4 falli di Mariana Kramer e Capitan Cangemi, ed il permanere del black- out che sembrava non lasciare scampo alle pattesi. E’ proprio a questo punto che Catania inizia a crederci, approfittando di un Patti gravato di falli, a cui a tre minuti dalla fine si aggiunge anche il quarto della Russo, con un procedere rabbioso, cadenzato dalle penetrazioni della Carbone e della Patara, specie con la mano calda della Buscema, che imperversa dalla media distanza, contribuendo al trentacinquesimo minuto a portare sul meno tre la propria squadra. Fortunatamente Patti reagisce, con la tripla di Borgia ed i canestri della Bonè, ottima la sua gara, anche se ad intermittenza, sebbene non riuscendo sempre ad essere lucidi. Dopo il time – out chiamato da Cafarelli, Patti mette in campo rabbia e tecnica, Kramer sveglia la truppa, con un canestro importante, ma poi esce per cinque falli. La squadra non si scompone e gioca, sfruttando gli errori delle catanesi e rilanciandosi in azioni intelligenti, sfruttando al meglio i 24 secondi.  Sono attimi difficili per Giordano, e coach Cafarelli, che tentano di caricare sempre più la propria squadra. Gli ultimi due minuti riservano emozioni infinite, con Cangemi con quattro falli, sempre più condizionata nei movimenti difensivi, Rizzo e Borgia che non giravano al meglio, e con le catanesi che sembravano delle vere proprie furie, è stata la pimpante Russo a sembrare più convinta, aiutando a fare reparto difensivo da sola, che permetteva un gioco più lineare in attacco, a iniettare l’ultima dose di benzina nella FERRARI di coach Cafarelli. Suo l’ultimo canestro che ha tagliato le gambe a Bruni e compagne, mandando in onda i titoli di coda. Due punti veramente pesanti quelli conquistati dal Patti, soprattutto per come si era messa la partita.
Coach Cafarelli alla fine non aveva tanta voglia di parlare. Comprensibile vista la partita ad alta intensità emozionale.“Sono felice soprattutto della gestione da parte della mia squadra nell'ultimo periodo. Nonostante il pressing rabbioso delle catanesi, continua l'allenatore di Patti – da questo momento in poi mi auguro ci sia più costanza da parte della mia squadra, considerato che la brillantezza, la sostanza e la vitalità, di inizio campionato, vista la partita di oggi, sembravano solo un lontano ricordo”.
 
Ma adesso coach Cafarelli, bisogna iniziare a farlo, bisogna iniziare a parlare,  a lavorare non solo sulle gambe ma anche sulla testa delle ragazze. Come società e come squadra l’obolo in casa in questa stagione l’abbiamo già pagato, a quel San Matteo, che senza grandi pretese e senza grandi nomi, è venuto a Patti a vincere meritatamente.
 
Con la partita di sabato contro Priolo, siamo alla terza di ritorno, le squadre le abbiamo incontrate tutte, e non è presunzione se affermiamo che voi siete le più forti in assoluto. La squadra che ha una marcia in più, che quando decide di giocare fa il vuoto. Ma non sempre la consapevolezza di essere, da sola determina il risultato. Questo è un mese importante, dove si decidono i destini di un’intera stagione. Abbiamo, a ragione e non a torto, voluto puntare su tutte voi per essere primi, e vogliamo continuare ad esserlo.

 

 

Il Portale PattiOnLine.it utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.