Il nome dell'assassino scritto col sangue della vittima

A rivelare i retroscena dell'indagine è stato il procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, che ha chiesto e ottenuto, "con la preziosa collaborazione dei carabinieri del reparto operativo di Catania", l'emissione di un ordine di arresto dal Gip Santino Mirabella. La ricostruzione dell'omicidio fatta dal magistrato in conferenza stampa è da libro 'giallo', come quelli scritti da Carlo Lucarelli dalla cui intuizione in una trasmissione televisiva la Procura ha tratto nuovi spunti lo scorso anno per riaprire l'inchiesta che era stata archiviata.
"Il dottore Morici - ha affermato il procuratore aggiunto Renato Papa incontrando i giornalisti - avrebbe avuto il tempo di tornare a casa e accoltellare la moglie perchè un suo collega che era con lui la sera del delitto ha anticipato il suo allontanamento dallo studio di 20 minuti, così da rendere compatibile la sua presenza sul luogo del delitto nel momento della morte". Per la Procura il movente è quello classico: la gelosia. La professoressa Morici accusava il marito di avere una relazione extraconiugale. "Il delitto - ha spiegato il pm - non è stato premeditato, ma è avvenuto durante l'ennesima scenata di gelosia".
"Il dottore ha preso un coltello e ha ferito gravemente la moglie con 22 pugnalate. Credendola morta è andato in cucina a pulire e a posare l'arma e in quei momenti la donna ha scritto sul divano la scritta che oggi l'accusa. Quando il medico è ritornato ha colpito la donna in maniera chirurgica alla giugulare per essere sicuro di averla assassinata". Sulla svolta giunta dopo 13 anni il magistrato ha sostenuto che è "arrivata quando le nuove tecnologie hanno permesso di svolgere accertamenti che prima non erano possibili". Come quelli sui capelli trovati in mano alla vittima: "erano suoi ha stabilito con certezza l'esame del Dna", ha detto Papa. Sull'indagato il procuratore ha detto che "è uno che ha mentito sempre, cercando di accusare un cingalese, marito della loro colf, risultato estraneo alla vicenda". Nel tardo pomeriggio l'indagato è stato sentito dal Gip Mirabella alla presenza del suo legale per l'interrogatorio di garanzia.
Il dottor Vincenzo Morici che ha cominciato l'interrogatorio di garanzia alle 15 di oggi continua dichiararsi estraneo al delitto: "Sono innocente e completamente estraneo a tutte le accuse e lo proverò". L'interrogatorio si è svolto in carcere alla presenza del legale dell'indagato, l'avvocato Carmelo Galati, il Gip Santino Mirabella, il procuratore aggiunto Renato Papa e i sostituti procuratori Andrea Ursino e Salvatore Faro. A riferire la frase del medico è stato il suo legale: "Il mio assistito - ha detto il penalista durante una pausa dell'interrogatorio - ha ribadito la sua totale estraneità alla vicenda, ribattendo punto su punto a ogni contestazione. È un medico e ha dimostrato che c'è una incongruenza negli orari e nella tesi dell'accusa. Siamo certi di poter dimostrare in tempi brevi l'innocenza completa del dottor Morici".
L'avvocato Galati ha ricordato che il dottor Morici "da 14 anni si oppone all'archiviazione delle inchieste sulla morte di sua moglie e che in tutti i procedimenti si è sempre costituito come parte offesa, sollecitando continuamente la Procura a trovare il colpevole anche con elementi utili alle indagini". Il penalista ha annunciato che a conclusione dell'interrogatorio, che potrebbe inoltrarsi fino a notte fonda, chiederà al Gip la scarcerazione del suo assistito, altrimenti ricorrerà al Tribunale del Riesame per sollecitare l'annullamento dell'ordine di arresto del suo assistito.