| 10 Luglio 2007
L’amianto killer non finisce di creare allarme tra le cittadine della provincia, dove gli abitanti, visti i problemi creati nel corso degli anni, continuano ad essere presi dal panico.
Il capogruppo della “Margherita” alla provincia regionale, Luigi Gullo(nella foto), con una interrogazione al presidente della Provincia, all’assessore all’ambiente e al presidente del consiglio provinciale, ha chiesto chiarimenti circa l’attività svolta dall’Ente per quel che riguarda il cemento-amianto (eternit), sul territorio provinciale.
Il massimo esponente di DL a Palazzo dei Leoni nella sua interrogazione ai vertici della provincia regionale ricorda che “che tra i compiti della provincia regionale di Messina in materia ambientale vi è l’attività di controllo sulle operazioni di smaltimento e recupero del cemento-amianto, e che la pericolosità del cemento-amianto è dovuta alla possibile liberazione di fibre di amianto, che se inalate anche in minima quantità possono causare l’insorgere di tumori polmonari, quale il mesotelioma pleurico.
In considerazione di ciò il consigliere Gullo chiede di conoscere “il numero delle autorizzazioni allo smonto e manutenzione di cemento-amianto rilasciate dall’ASL che sono state trasmesse per gli adempimenti di istituto ai competenti uffici della Provincia; il numero dei controlli effettuati su tali operazioni di smonto e manutenzione di cemento-amianto dagli uffici della Provincia e il loro sintetico esito”.
Gullo, inoltre, ricorda “che sarebbe auspicabile una azione di sensibilizzazione della comunità provinciale”. La Provincia in passato si era già mostrata sensibile al problema amianto.
Qualche anno fa la CISL organizzò nel salone degli Specchi a Palazzo dei Leoni, un importante convegno per denunciare l’utilizzo di “fibra assassina” nella copertura di numerosissimi impianti industriali della provincia adibiti alla lavorazione di laterizi.
Nel mese di febbraio scorso anche il WWF, insieme all’Associazione Italiana Medici Ambiente, denunciarono il silenzio delle istituzioni; “nonostante i morti della Sacelit di San Filippo del Mela, ed i continui allarmi per le segnalazioni di coperture con la fibra assassina, la legge è ampiamente disattesa”.
Caso eclatante, scrisse allora il WWF, il palazzetto dello sport di Patti che giace nel più completo abbandono!

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