Non ci chiediamo più cosa possa fare sony in futuro, ma ci troviamo già tra le mani quanto sarà, per un po’ di tempo: un riferimento per tutti, competitor compresi.

SONY, LEADERSHIP CONSAPEVOLE
Sony, un prodotto per il primato: così scrivevamo lo scorso anno a maggio, parlando della Alpha 9. Ci sembrava (ed era) il prodotto distintivo, quello che avrebbe dato indicazioni al mercato, diventandone un riferimento. La sensazione è che oggi il primato desiderato dalla casa giapponese si stia trasformando in una consapevolezza da Leader. Non siamo più di fronte alla sola invenzione rivoluzionaria (TV Trinitron, lettori Walkman o la stessa Mavica), ma a una produzione che segna i tempi del mercato, definendoli.

Sorpresa? No, anzi; diciamo risposta alle attese. Non ci chiediamo più cosa possa fare Sony in futuro, ma ci troviamo già tra le mani quanto sarà, per un po’ di tempo: un riferimento per tutti, competitor compresi.

Dov’è nata la svolta? E quando? Si tratta di domande irrisolvibili: non conosceremo mai le strategie di un colosso dell’elettronica. Forse si è trattato di un percorso lineare e logico. Mavica, sempre lei, nel 1981 salvava le immagini su Floppy; ed è stata la prima fotocamera ad affrontare seriamente il digitale per l’immagine fissa. Pensiamoci bene: il rullino avrebbe goduto ancora di un ventennio di gloria, eppure era stato scritto un punto di non ritorno. Una nuova tecnologia era nell’aria. Anni dopo è avvenuta l’acquisizione di Minolta, altro segnale importante di un impegno fattivo, dell’inizio di una fase preparatoria, che avrebbe portato i suoi frutti più avanti.

E arriviamo a oggi. Il mirrorless ha scompaginato le carte, forse le regole, creando peraltro altre visioni per i desideri e le esigenze. Le fotocamere diventano più piccole, leggere, veloci. Nel metterle al collo si provano sensazioni nuove, ancor prima dello scatto: leggerezza e rapidità, un lusso praticamente. Sony sta cavalcando il nuovo mercato con decisione e tanta tecnologia. Alpha 7R III ne è una dimostrazione.

RISOLUTA, REATTIVA, VELOCE
Sony Alpha 7R III è la terza versione di una mirrorless Full Frame, a obiettivi intercambiabili, che nei modelli precedenti ha già goduto di un ottimo successo. Ne viene migliorata la reattività, l’autofocus e addirittura l’autonomia. Scopriremo anche che monta la porta USB-C: una particolarità importante, che agevolerà il lavoro di molti fotografi, professionisti o meno.

L’estetica non cambia rispetto ai modelli precedenti. La serie “7” ha sempre soddisfatto l’occhio, anche il più sofisticato: bene così. Anche la risoluzione rimane la medesima, del resto non si poteva desiderare di più. Sony Alpha 7R III monta un sensore d’immagine CMOS Exmor R retroilluminato da 42,4 MP, full frame. Migliora la sensibilità, però, che passa da 100 a 25600 ISO a 100-32.000 ISO (espandibile a ISO 50-102.400), il rumore, e la gamma dinamica (di 15 stop a impostazioni di sensibilità ridotte). Come già nel modello precedente, l’Alpha 7R III non utilizza il filtro ottico passa-basso, per massimizzare la risoluzione. C’è dell’altro, però; un nuovo chip di acquisizione LSI che raddoppia la velocità di lettura del sensore, il che si affianca a un processore ottimizzato, che aumenta la velocità di elaborazione. La fotocamera vede così incrementare la propria creatività, molto utile quando si facciano degli scatti “al volo”.

VERSO LA FOTOCAMERA IDEALE
Risoluta, reattiva, veloce già nell’elaborazione: cosa manca? Nulla, possiamo anticipare. Non deve meravigliarci, infatti, se la raffica possa raggiungere i 10 fps, per un massimo di 76 immagini JPEG/RAW o di 28 RAW non compressi, anche in modalità silenziosa. La fotocamera offre inoltre lo scatto continuo a 8 fps in modalità Live View. Leggera, ma muscolare; compatta, eppure risoluta; veloce, “sensibile”, qualitativa. Sembra non mancare nulla, anzi. Diciamo che crollano i compromessi, il che porta a configurare uno strumento definitivo, assoluto, completo. Andiamo comunque avanti. Come già nella versione II, anche qui viene adottato il sistema di stabilizzazione a 5 assi. Pare sia stato addirittura migliorato, con un vantaggio fattivo di 5,5 stop. Meraviglia.


L’ESTETICA NON CAMBIA RISPETTO AI MODELLI PRECEDENTI. LA SERIE “7” HA SEMPRE SODDISFATTO L’OCCHIO, ANCHE IL PIÙ SOFISTICATO

ANCHE L’AF È VELOCE
Viste le premesse, anche il sistema AF doveva presentarsi all’altezza della situazione. Qui abbiamo 399 punti a rilevamento di fase sul piano focale e 425 punti AF a rilevamento di contrasto. Il risultato finale è sorprendente: vi è la possibilità di acquisire immagini con l’AF in metà del tempo rispetto all’Alpha 7R II in condizioni critiche di luce, con un tracking circa due volte più preciso. La nuova fotocamera offre anche un joystick multi - selettore, per cambiare i punti di messa a fuoco in modo veloce ed efficiente, così come un pulsante “AF ON” per attivare l’autofocus quando si scatta o si riprende.

“IMAGING EDGE” E MODALITÀ MULTI-SHOOTING
Veniamo ora alle chicche, autentiche potenzialità che spostano lo strumento già “ideale” verso un ambito professionale e creativo. L’Alpha 7R III propone anche la suite software “Imaging Edge”, che moltiplica le potenzialità creative dell’intero processo di scatto, dalla pre-elaborazione alla post-elaborazione. “Imaging Edge” offre tre applicazioni per PC scaricabili gratuitamente - “Remote”, “Viewer” ed “Edit” - che supportano la cattura di immagini in remoto con visualizzazione live su PC e lo sviluppo RAW. Vi è poi la modalità multi-shooting con Pixel Shift, improponibile se non vi fosse la stabilizzazione ottica integrata a 5 assi. Attivando questa funzionalità, la fotocamera sposta con precisione il sensore con incrementi di 1 stop per catturare quattro immagini distinte con pixel shift per un totale di dati di circa 169,6 MP. Le quattro immagini potranno quindi essere composte assieme ed elaborate utilizzando la nuova suite software “Imaging Edge”. È quasi inutile descrivere il risultato che si può ottenere. La risoluzione risulterà straordinaria, così come la precisione nel cromatismo. In più aumentano le potenzialità della fotocamera, già nel senso dei soggetti interpretabili: architettura, arte, nature morte, still life.

TANTO ALTRO ANCORA
Per i professionisti del video, la nuova Alpha 7R III vanta possibilità di ripresa in 4K (3840 x 2160 pixel), sfruttando l’intera superficie del sensore di immagine full-frame. Numerose altre funzionalità saranno care ai professionisti: tra queste, il doppio slot per schede SD, di cui uno compatibile con schede di memoria SD di tipo UHS-II. Vasta è la scelta di opzioni circa la memorizzazione dei contenuti: registrazione in JPEG/RAW separata, registrazione separata di foto e video, registrazione relay. Persino la durata della batteria è stata significativamente ottimizzata: la nuova fotocamera monta infatti una batteria serie Z di Sony con una capacità circa 2,2 volte superiore rispetto alla batteria serie W presente nell’Alpha 7R II.

IL MIRINO
Il mirino Tru-Finder Quad-VGA OLED lo conoscevamo già (vedasi Alpha 9). Promette alta luminosità e risoluzione con circa 3.686.000 punti. La riproduzione realistica dei dettagli è garantita. Non dimentichiamo che il mirino Tru-Finder è dotato di rivestimento ZEISS T* per ridurre i riflessi. Anche il display LCD è stato ottimizzato, con una risoluzione di 1,44 milioni di punti. La rinnovata tecnologia migliora la visione in esterni o in condizioni di luce intensa. Si potranno impostare qualità di visualizzazione “Standard” ed “Elevata”, disponibili sia per il mirino sia per il monitor. L’opzione “Elevata” sfrutta l’elevato volume di dati letti dal sensore da 42,4 MP e assicura una visualizzazione dettagliata e reale sul mirino e sullo schermo.

LA CONNETTIVITÀ
La nuova Alpha 7R III consente un pratico trasferimento dei file su smartphone, tablet, computer o server FTP tramite Wi-Fi. Come abbiamo già detto, è disponibile anche un terminale USB tipo C con SuperSpeed USB che migliora la versatilità in termini di alimentazione o accessori connessi, oltre a supportare una velocità di trasferimento delle immagini maggiore per la connessione a PC.

CONCLUSIONI
È difficile concludere, anche perché si rischia di offrire delle definizioni di massima. Da appassionati dello scatto, ci troviamo di fronte a uno strumento finalmente definitivo, con tante virtù e nessun compromesso. Non osiamo pensare a cosa altro possiamo aspettarci per il prossimo futuro. Per il resto, va bena così: si scatta (e si riprende) con qualsiasi luce, il mosso non esiste e si colgono al volo i soggetti più veloci. C’è solo l’imbarazzo della scelta: cosa andiamo a scattare oggi? Tutto, ma la nuova Sony non può suggerircelo: l’unica funzionalità che manca.



Un ringraziamento per la concessione dell' articolo a Image Mag e Photò19 - Brescia

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