Lettera aperta di una cittadina ai candidati a sindaco di Patti
Di seguito pubblichiamo una lettera aperta che una cittadina pattese, la signora Dara Ferlazzo, ha voluto inviare attraverso il nostro Portale ai candidati a sindaco della città di Patti .
Se mettessimo una rana in una pentola con acqua bollente ne salterebbe subito fuori per salvarsi; ma se la mettessimo in una pentola d’acqua tiepida ci resterebbe, e si abituerebbe anche se gradatamente aumentassimo la temperatura, fino a morire senza accorgersene. Così anche noi. Ci risiamo con la spazzatura, e da tempo siamo abituati a concepirla come parte normale del paesaggio urbano, accettandola come un elemento “naturale”. Qualcuno da anni ci racconta che la colpa è sempre di un altro e su questo gioco dello scaricabarile tutti sono d’accordo. Peccato che i soggetti responsabili che allora decisero questo modello di raccolta e smaltimento dei rifiuti ci fanno ancora oggi credere di essere capaci di risolvere problemi, e quindi autorizzati, ad esempio, a proporsi come futuri primi cittadini nelle prossime elezioni. Ciò che emerge è in effetti l’incapacità dei passati amministratori, e probabilmente di quella dei futuri sindaci (non solo pattesi) di individuare soluzioni che non diventino problemi, cosa in cui sono espertissimi. Sono anche bravi a guastare ciò che la natura ha creato in termini di bellezza e funzionalità, spacciando le scelte come dettate dalla modernità e dallo sviluppo. Cosa c’entrano opere come il palazzo dell’Agenzia delle entrate, gli invasivi condomini nati per soddisfare velleità sperimentali di architetti in cerca di visibilità, la posizione e la forma della nuova concattedrale, e tanti altri esempi, con la modernità e lo sviluppo? Credo che alla cittadinanza interesserebbe ormai da anni avere innanzitutto infrastrutture funzionanti: fognature, acquedotto, strade, illuminazione, viabilità. E sarebbe un segno di civiltà poter utilizzare spazi pubblici curati e sicuri, zone commerciali utili e attrezzate come dio comanda, servizi e luoghi per il tempo libero predisposti per gli utilizzatori per cui ufficialmente sono stati creati (e non per i costruttori) nel rispetto del contesto ambientale e urbano in cui si inseriscono. Invece assistiamo a scelte irresponsabili e provinciali che hanno orami danneggiato irrimediabilmente il territorio urbano pattese, depredandolo proprio di ciò che gli dava valore: la bellezza e l’armonia del paesaggio. Hanno prevalso la bruttezza, la superficialità, l’asservimento ai poteri forti, la mancanza di etica e di estetica, che non sono concetti filosofici ma principi a guida dell’azione pubblica. Per questo esprimo il mio pessimismo di cittadina su tutti i candidati sindaci alle prossime elezioni che a parole propongono il cambiamento ma nei fatti stanno organizzando la campagna elettorale con il solito stantio metodo della ricerca del consenso, condita di promesse ai gruppi di interesse a cui si rivolgono. La visione, la progettualità, la programmazione verranno dopo, e saranno un esercizio compilativo privo di anima, di significatività, di impegno sincero. Forse perché sono cresciuti in questi ultimi decenni indecenti politicamente parlando, ma nutro poca fiducia che i candidati siano capaci di quella creatività, competenza a 360 gradi ed etica necessarie per invertire il futuro di una città sempre più opaca, depressa e inerte. Come la rana nell’acqua.
Dara Ferlazzo