ImageTre persone sono state identificate grazie a riconoscimenti fotografici e denunciate a piede libero per le truffe avvenute nel nostro territorio nel corso del 2206.

ImageDopo lunghe ed accurate indagini i poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Patti hanno identificato, attraverso il riconoscimento fotografico, tre persone ritenute responsabili delle truffe perpetrate nei territori di Patti, Barcellona, Milazzo e Sant’Agata Militello.

Le tre persone, due uomini cinquantenni ed una donna di circa 30 anni, sono state denunciate a piede libero per truffa. Il metodo utilizzato dai sedicenti truffatori è sempre il medesimo; avvicinano le vittime, solitamente anziani, e instaurano una discussione, il più delle volte toccando argomenti che difficilmente non interessano le persone anziane, come la salute. Dopo alcuni istanti si presentano come professioni che si trovano in quel luogo in cerca di una determinata persona a cui devono consegnare una grossa eredità. Solitamente la vittima, che in precedenza era stata messa sotto osservazione dai truffatori, conosce quella persona che gli sconosciuti ben vestiti cercano, ma ogni volta risulta già deceduta.

Da quel momento per i truffatori diventa tutto molto semplice.

L’eredità visto che non può più essere consegnata a quell’uomo perché deceduto può essere data ad enti di beneficenza. Tutte le volte, poi, la vittima, trattandosi di grosse cifre, si fava tramite per fare ricevere quei soldi ad enti presenti sul territorio, peccato però che dopo aver consegnato il soldi, che a dire dei truffatori servono per il contratto da redigere dal notaio, i malviventi scompaiono nel momento in cui le vittime si recano dal tabaccaio a comparare le marche da bollo per l’atto notarile.

ImageDalle indagini delle forze dell’ordine, comunque, sembrerebbe che quasi tutte le vittime dopo il verificarsi di questi fatti si sentano particolarmente strane, non solo perché alleggerite dei loro portafogli. Gli inquirenti pensano infatti che i truffatori utilizzino qualche sostanza per “drogare” i malcapitati.

Ancora una volta, come rammentato nei giorni scorsi in occasione della truffa perpetrata ai danni di un anziano nella villa comunale Umberto I, il consiglio è quello di non dare confidenza a persone estranee e di chiamare immediatamente il 112 o il 113, avvertendo se c’è l’opportunità le persone vicine di casa circa quanto accaduto.

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