Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto un comunicato dell'associazione ''Progetto Futuro Migliore'' inerente presunte inadempienze da parte del Comune circa la pubblicazione degli atti, quali delibere, ordinanze, ecc., sul sito internet dell'Ente. Non abbiamo subito preso in considerazione la cosa, volevamo prima verificare se quanto denunciato nel comunicato stampa poteva avere fondamento. Il giorno stesso che abbiamo ricevuto il comunicato, di questo argomento se ne parlava anche su un quotidiano cartaceo. La cosa era quindi di dominio pubblico.
Siamo allora entrati sul sito internet del Comune, www.comune.patti.me.it , nella sezione ''Albo Pretorio Online'', ed abbiamo notato che quanto denunciato dall'associazione Pfm corrispondeva, in parte, al vero. In parte perché alla voce delibere di giunta noi abbiamo avuto l'impressione di aver visto pubblicate alcune delibere in versione digitalizzata. Questa apparizione è però durata alcune ore. In serata, infatti, quello che avevamo avuto l'impressione di vedere in tarda mattinata non c'era più. Credevamo di aver raggiunto la pace dei sensi e di avere le apparizioni. A rasserenarci, però, le testimonianze di altri, anche su facebook, che non siamo stati gli unici ad aver avuto questo tipo di apparizioni.
A questo punto una domanda ci sorge davvero spontanea. Perché i documenti all'Albo Pretorio Online del Comune compaiono e scompaiono? La risposta forse la si potrebbe trovare nel comunicato dell'associazione Pfm, secondo cui potrebbe accadere che ''tutti gli atti che sono stati pubblicati, a partire da Gennaio 2011, con il vecchio albo pretorio cartaceo non hanno alcuna validità''. Sinceramente non sappiamo se è questa la motivazione, ma certamente andare a pubblicare oggi in tutta fretta gli atti non servirebbe a risolvere le cose. Il prossimo Consiglio Comunale potrà essere comunque l'occasione per qualche consigliere, sia esso di Maggioranza che di Opposizione, di chiedere spiegazioni in merito all'Amministrazione comunale, o meglio ancora alla segreteria del Comune. Il mistero, quindi, per il momento resta.
Di seguito il comunicato dell'associazione Pfm.
''Dal 1° di gennaio 2011 è efficace la legge 69 del 18 giugno 2009 che ha introdotto in Italia l’obbligo dell’albo pretorio on line per tutti gli enti istituzionali.
Il Comune di Patti, stranamente, ha applicato la legge in maniera soggettiva, ovvero istituendo nel proprio sito web (www.comune.patti.me.it) l’albo pretorio on-line ma pubblicandoci all’interno solamente alcune tipologie di atti quali pubblicazioni di matrimonio, concessioni ed autorizzazioni edilizie, avvisi di deposito atti e avvisi vari. Non vengono pubblicati nell’albo in maniera integrale invece le delibere di giunta e di consiglio, le determine del sindaco o dirigenziali e le ordinanze. Riteniamo che questa sia una grave inadempienza poiché la legge 69 del 18 giugno 2009 riconosce l’effetto di pubblicità legale solamente agli atti e ai provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici. La conseguenza potrebbe quindi essere che tutti gli atti che sono stati pubblicati, a partire da Gennaio 2011, con il vecchio albo pretorio cartaceo non hanno alcuna validità legale. Da qui, la nullità insanabile con conseguenze inimmaginabili.
Abbiamo provveduto a chiamare l’ufficio segreteria del Comune di Patti per chiedere spiegazioni in merito e ci è stato detto che, secondo la loro interpretazione la legge prodotta dal parlamento nazionale in materia di pubblicazione degli atti non era da intendersi immediatamente applicabile in Sicilia in mancanza di recepimento, cioè senza che il legislatore siciliano introduca nella nostra regione, attraverso un’apposita legge, le importanti innovazioni introdotte dall’art. 32 della legge 69/2009.
Abbiamo pensato che l’interpretazione data fosse strana, ma comunque, prima di denunciare pubblicamente la cosa, ci è sembrato che fosse giusto cercare di verificare meglio quale fosse la tesi corretta da applicare. Abbiamo quindi controllato tutti i siti web dei Comuni della provincia di Messina per verificare quanti avessero applicato la suddetta legge. Questi i risultati della nostra indagine: su 108 Comuni nella Provincia di Messina 104 applicano la legge 69 del 18 giugno 2009 e pubblicano nell’albo pretorio on-line tutti gli atti amministrativi di giunta e dirigenziali e solo 4 non l’hanno applicata e sono i Comuni di: Patti, Ficarra, Itala, Malvagna. Obiettivamente, ci sembra strano che abbiano interpretato male la legge 104 su 108 comuni. Capiamo che a volte in Sicilia, essendo una Regione a statuto autonomo, ci possono essere dubbi per capire se una legge nazionale va immediatamente applicata o si debba aspettare il recepimento della Regione, tuttavia riteniamo che, anche nel dubbio, una amministrazione che voglia puntare sulla trasparenza debba scegliere di pubblicare tutti gli atti on-line, in versione integrale, cosa che del resto hanno fatto la quasi totalità dei comuni, alcuni addirittura ancora prima dell’entrata in vigore della legge.
In ogni caso, per toglierci ogni ulteriore dubbio, abbiamo cercato di approfondire la questione dal punto di vista legale. Abbiamo scoperto che proprio l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, nel 2009, ha chiarito ogni dubbio in proposito e precisato che la legge 69/2009 entra in vigore in Sicilia anche senza specifica legge regionale di recepimento e lo stesso ha fatto anche il Ministero per l’Innovazione in una nota in risposta ad un quesito sulla validità degli atti non pubblicati con l’albo pretorio.
Aggiungiamo, inoltre, che il sito web del comune di Patti non rispetta la normativa esistente in tema di accessibilità ed usabilità dei siti web, così come stabilito dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (legge Stanca) e non ha la sezione obbligatoria, denominata “operazione trasparenza”, in cui dovrebbero essere pubblicati i dati curriculari e retributivi della dirigenza, i dati sulle assenze del personale e l’anagrafe delle prestazioni, come previsto dalla circolare FP 1/2010 sulla trasparenza e come se non bastasse ha numerose sezioni incomplete, ad esempio tutta la sezione dei Servizi al Cittadino, tra cui anche l’URP, è priva di contenuti.
Ricordiamo che nei confronti delle amministrazioni che non rispettano la normativa in tema di pubblicità legale degli atti e di trasparenza, si possono prefigurare diverse conseguenze, tra cui la responsabilità dirigenziale nei confronti di coloro che non hanno adottato le misure necessarie per dare piena attuazione alla norma esistente e l’azione collettiva, ex d.lgs. n. 198/2009, nei confronti delle pp.aa. inadempienti.
A questo punto ci chiediamo come possa l’Amministrazione del Comune di Patti aver fatto tutte queste sviste ed inadempienze alle leggi in vigore e perché non sia stato adottato dalla stessa quel principio di legge della trasparenza che oggi addirittura è diventato una norma di legge con le sue conseguenze giurisprudenziali. Ci auguriamo che al più presto vengano presi gli opportuni provvedimenti per garantire il rispetto delle leggi e si accertino le eventuali responsabilità.''
Associazione PFM