Saranno 11.933 gli elettori pattesi, rispettivamente 5.724 uomini e 6.209 donne, ad avere il diritto al voto per scegliere il nuovo Presidente della Regione ed eleggere i Consiglieri Regionali.
Mancano solo poche ore all’ora x: quella in cui gli elettori saranno chiamati ad esprimersi per il rinnovo di presidente e deputazione regionale.
A Patti saranno tre i candidati espressione del territorio, pronti a contendersi uno scranno a Palazzo D’Orleans. Si tratta di Rosario Sidoti, attuale consigliere e capogruppo Udc alla Provincia, Massimiliano Mannelli per il Movimento Cinque Stelle e Attilio Scarcella, candidato Grande Sud: per tutti e tre la caccia all’ultimo voto si è definitivamente chiusa, adesso c’è solo da incrociare le dita.
Difficile fare previsioni, l’unica cosa quasi certa sembra essere la percentuale di astensionismo che, secondo le prime avvisaglie sulle intenzioni di voto dei pattesi, potrebbe toccare i massimi storici. Impressioni confermate, del resto, dalla scarsissima presenza dei cittadini in occasione dei comizi organizzati in queste ultime settimane, compresi quelli di Crocetta e Fava. Certo è che per il territorio di Patti riuscire ad esprimere un consigliere regionale sarebbe un evento straordinario. Infatti, l’ultimo rappresentante pattese alla deputazione di Palazzo d’Orleans fu l’onorevole Vincenzo Faranda. Punta di diamante dell’aristocrazia agraria nebroidea e medaglia di bronzo al valor militare, Faranda fu consigliere regionale dal secondo dopoguerra agli anni ’70, coprendo ben cinque legislature: prima tra le fila del Mis e successivamente come esponente del Partito Liberale Italiano. Dopo di lui un vuoto lungo quarant’anni, sintomo di una progressiva perdita della centralità politica ed economica di Patti nell’intera area tirrenico-nebroidea.