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Attualità

I ragazzi del Liceo scrivono al Presidente della Repubblica

Sperano in un suo autorevole intervento per risolvere il problema del reperimento di spazi idonei per le attività didattiche.

| Giuseppe Giarrizzo | Attualità

@ Pattionline

Sperano in un suo autorevole intervento per risolvere il problema del reperimento di spazi idonei per le attività didattiche.

Gli studenti del Vittorio Emanuele III continuano a manifestare i loro disagi. Dopo sit-in, autogestioni e lettere aperte ai rappresentanti provinciali, arriva anche una petizione popolare comprensiva di una lettera indirizzata addirittura al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’obiettivo è quello di metterlo al corrente delle condizioni in cui da troppi anni versa il liceo pattese. «La nostra scuola – scrivono i ragazzi nella lettera inviata al Quirinale - continua ad essere divisa in plessi totalmente inadeguati, in quanto nati come civili abitazioni. Nove classi sono collocate in contrada Rasola, sette in piazza Gramsci ed una all'istituto agrario insieme alle due del liceo linguistico appena formatosi, che non dispone né di laboratori, né delle basilari attrezzature scolastiche promesse in precedenza dalla Provincia. La distanza delle sedi crea numerosi disagi, non soltanto a noi studenti, che non possiamo sentirci uniti nella stessa scuola, né usufruire di adeguati laboratori e attrezzature sportive, ma anche agli insegnanti, i quali affrontano non poche difficoltà per spostarsi di plesso e giungere in orario a lezione». Nella missiva non manca il riferimento alle enormi spese che la Provincia continua a sobbarcarsi per l’affitto dei locali: il plesso dell'istituto agrario, che oggi ospita anche le classi del linguistico, costa più di 200.000 euro l’anno. Altrettanti, se non di più, sono gli euro che vengono sborsati per avere la disponibilità dei plessi di Piazza Gramsci e Contrada Rasola, che in tutto comprendono 16 classi. «E' forse inutile rivendicare il diritto allo studio? E' forse errato desiderare un plesso unitario, adeguato e sicuro? È forse inopportuno richiedere attenzioni affinché si disponga dei mezzi per realizzare pienamente l'istruzione liceale?». Domande più che legittime quelle rivolte dai ragazzi al Presidente, al quale insieme alla missiva è stata inviato anche il testo della petizione. «Con la speranza – concludono gli studenti - di poter ottenere una risposta concreta e reale per una soluzione che renda il nostro ideale non più soltanto un'utopia».