Patti e' troppo cara - Un danno al turismo
“I prezzi troppi alti degli affitti degli appartamenti, i parcheggi a pagamento a Marina di Patti e a Tindari, i costi dei generi alimentari, stanno incidendo molto sulla stagione turistica pattese. Patti è troppo cara secondo quanto affermano i turisti e gli abitanti dei paesi vicini”. Ad affermarlo è il presidente dell’Associazione Consumatori Siciliani, Nicola Calabria. Molti turisti “hanno denunciato alla nostra associazione il caro degli affitti, addirittura per 15 giorni si arriva a pagare anche 1200 (milleduecento euro) cui aggiungere tutte le altre spese. Alcuni turisti bolognesi ci hanno fatto presente che un chilogrammo di pomodori costa il 30% in più rispetto ai negozi emiliani. Molti abitanti dei paesi limitrofi, spiega Nicola Calabria, preferiscono andare al mare a San Giorgio poiché venire a Patti, è troppo costoso. Tra spese di ombrelloni, sdraio, e parcheggi a pagamento vanno via 10 euro a persona, allora meglio la vicina spiaggia di San Giorgio, dove è possibile parcheggiare gratuitamente e dove ci sono maggiori spazi. Nonostante il mare di Patti abbia avuto il riconoscimento di Goletta Verde, non si riesce a programmare una politica turistica seria intesa come industria.
Un calo di presenze si sta registrando, continua Calabria, anche a Tindari, dove tra parcheggio a pagamento e navetta si arriva a pagare 5,00 euro. Circola ormai la voce che venire a Tindari costa molto. Quello che manca è il controllo dei prezzi per cui c’è l’esigenza di riattivare la polizia annonaria o magari creare un Osservatorio dei prezzi per evitare l’aumento ingiustificato di prodotti come pane, pasta e ortofrutta. Abbiamo notato che una bottiglietta d’acqua da mezzo litro varia da un minimo di 40 centesimi ad 1 euro, l’anguria da 20 centesimi a 48 centesimi il chilogrammo, c’è una diversificazione del prezzo per lo stesso prodotto che è strana.
Alcuni cittadini ci hanno segnalato per esempio che il prezzo, esposto sui banconi in alcuni supermercati è diverso da quello battuto sullo scontrino, per questo, prosegue Calabria “abbiamo consigliato di ritornare alla cassa e chiedere la rettifica ovvero di pagare in base al prezzo esposto sui banchi.
C’è l’esigenza, spiega il presidente dell’associazione consumatori, di programmare una politica turistica già a partire dall’autunno affrontando la problematica dei prezzi, come dei servizi offerti, e della qualità che il cittadino trova nel nostro paese sotto tutti i profili. Il turista non è un pollo da spennare, perché altrimenti si rischia i creare un danno sia alla propria attività sia alla collettività. C’è da rivedere la politica dei parcheggi a pagamento. L’obiettivo di una politica turistica seria è quello di fare economia e certamente non si raggiunge l’obiettivo con i parcheggi a pagamento che in alcune zone sono utili e necessari, mentre in altre vanno razionalizzate diversamente. La città di Patti non può fare turismo d’improvvisazione.
Un altro problema irrisolto, continua Calabria, è quello delle aree attrezzate per i camper. Già lo scorso anno a seguito dell’ordinanza del sindaco che vietava il parcheggio in alcune zone della città, avevamo avanzato la proposta d’individuare una o più aree di sosta comunale chiedendo un contributo minimo. A oggi il problema non è stato risolto dimostrando una scarsa propensione al turismo da parte dell’amministrazione.
Occorre avviare da un lato una politica di sostegno alle attività commerciali e dall’altro una politica dei prezzi consona alle aspettative dei consumatori. Se l’amministrazione continuerà a sottovalutare il problema si rischia di dare un duro colpo alle attività commerciali che hanno già molte difficoltà come anche al mondo del lavoro”.