Skip to main content

Attualità

Matite al cielo al Vittorio Emanuele III, flash mob per Charlie Hebdo

Gli studenti del liceo pattese hanno voluto manifestare la loro solidarietà al popolo francese dopo gli attacchi terroristici dei giorni scorsi.

| Maria Caroline Cozzo | Attualità

@ Pattionline

Gli studenti del liceo pattese hanno voluto manifestare la loro solidarietà al popolo francese dopo gli attacchi terroristici dei giorni scorsi.

Ieri mattina gli studenti del Liceo Classico, Scientifico e Linguistico “V. Emanuele III” hanno manifestato il loro #JESUISCHARLIE scendendo in cortile e alzando una matita a favore della pace e della cultura.

Hanno ritenuto necessario, nel loro piccolo, esprimere tutta la loro solidarietà nei confronti di quanto successo lo scorso 7 gennaio a Parigi, in Francia. Dei terroristi islamici, incappucciati e vestiti di nero, hanno fatto irruzione nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo e hanno cominciato a sparare con kaleshnicok, uccidendo dieci vignettisti (tra cui il caporedattore) e due poliziotti.

I ragazzi hanno gridato il loro SI alla libertà di espressione e di parola leggendo anche delle considerazioni composte da loro stessi e facendo un minuto di silenzio per tutte le vittime di questa sconcertante vicenda.

“Je suis Charlie oggi, perché mi indigno di fronte all’abominio di 12 uomini uccisi dall’aberrazione dell’integralismo; ma Je suis Charlie anche ieri quando un giornalista veniva zittito, quando un comico diventava scomodo, quando i più potenti manovravano giornali e televisioni nel silenzio complice di chi ha venduto la propria dignità in cambio di qualche vergognoso privilegio; Je suis Charlie domani quando avrò il coraggio di tenere gli occhi aperti di fronte a qualunque forma di coercizione e di indignarmi con lo stesso sdegno e rifiuto di oggi.” (Paola Rizzo)

“E’ uno scempio negare ad una persona di esprimere il proprio pensiero, la propria parola. Così si uccidono tutti gli ideali in cui hanno sempre creduto i nostri predecessori, morti per la libertà. E’ un vero e proprio assassino a loro e alla cultura in primis!”

Di certo, ogni volta che alla cultura e alla libertà di espressione viene messo un limite viene trasgredito uno dei diritti fondamentali che regola la nostra esistenza; proprio per questo motivo oggi i ragazzi hanno compiuto tale gesto, facendo ricordare a tutti che non c’è cosa più bella della propria libertà di espressione con l’arma più leggera, più potente: la penna. L’unica che apre il confronto.