A secco da 10 giorni, turista scrive al sindaco
Dopo la protesta i residenti su fb si aggiungono al grido di "aiuto". La mancanza di acqua a volte supera anche i dieci giorni.
Dopo la protesta i residenti su fb si aggiungono al grido di "aiuto". La mancanza di acqua a volte supera anche i dieci giorni.
Un cittadino, originario di Patti ma residente al nord, ha inviato una email al sindaco di Patti Mauro Aquino e agli assessori Orifici e Bonanno (non sapeva sicuramente che l'assessore Orifici ha preferito lasciare la Giunta), lamentando la carenza di acqua da circa dieci giorni nella frazione Case Nuove Malluzzo.
Alla Gazzetta del Sud l'assessore Bonanno ha dichiarato che “Non ci sono stati assolutamente problemi nella fornitura dell'acqua. Si sta solo provvedendo ad inviarla a giorni alterni tra le frazioni Case Nuove Russo e Case Nuove Malluzzo per evitare che tra agosto e settembre possano esserci realmente problemi. Posso assicurare – ha detto - che non c'è stato nessun disagio nella fornitura idrica. Ci è stato segnalato solo un caso ed abbiamo provveduto a rifornire con l'autobotte".
I residenti, invece, accusano l'assessore Bonanno per le dichiarazioni rilasciate. "Non ho parole... , scrive il signor Gioacchino, non mi sono mai permesso di commentare o criticare l'operato di questa Amministrazione comunale..., ma come può Lei carissimo assessore Bonanno fare delle dichiarazioni del genere conoscendo la situazione di disagio che è stata più volte segnalata al servizio acquedotto del Comune e sicuramente da più di 10 giorni? Si rende conto che sta prendendo per i fondelli un'intera frazione del comune di Patti (compreso il sottoscritto)?. A questo punto - conclude il cittadino indignato, mi sento io in dovere di evidenziare come con quanta poca serietà avete, per l'ennesima volta, tentato di risolvere questo enorme disagio che periodicamente ci ritroviamo a subire.
Di seguito la lettera di cui parlavamo sopra.
"Gentile Sindaco Aquino,
non sono un suo elettore, né un residente di Patti. I miei nonni sono cresciuti e si sono conosciuti a Case Nuove Russo, si sono sposati e hanno acquistato un appartamento di edilizia popolare a Case Nuove Malluzzo. Come molti altri siciliani, vennero purtroppo gli anni in cui, con i loro figli (tra i quali mia madre), si dovettero trasferire al nord, a Milano. E al nord sono cresciuto anche io, senza però mai perdere la consapevolezza e l'orgoglio di essere siciliano e pattese di origine.
Quell'appartamento di Case Nuove Malluzzo è ancora lì, a testimoniare i sacrifici di una generazione contadina per strappare alla terra quattro mura. E ogni anno, da quando ero un bambino, passo le mie vacanze in quel luogo arroccato in cima alla curva di Case Nuove. È una sistemazione umile, ma per me ha sempre avuto l'odore del mare e la gioia del sole.
Questo per farle capire che sono sì un turista, ma un turista che ha qui qualcosa in più che un mero interesse vacanziero.
Le scrivo perché quest'anno, come d'altro canto in quelli passati e con una costanza e continuità che ha a dir poco dell'incredibile, a Case Nuove Malluzzo è mancata l'acqua. In dieci giorni, non una goccia è stata fatta fluire nell'acquedotto. Un'intera frazione con residenti anziani, famiglie con bambini, ragazzi etc. si trova a dover razionare quelle poche riserve idriche contenute nei serbatoi sui tetti o nei giardini, per far fronte con difficoltà alle esigenze più basilari: farsi una doccia, tirare lo sciacquone del WC, lavare le stoviglie, lavare i panni.
Ogni anno anche io (e chi mi accompagna) devo far fronte allo stesso problema: ci facciamo la doccia in spiaggia, laviamo i panni a mano, sciacquiamo i piatti ogni due giorni anziché al termine di ogni pasto.
Venire in Sicilia costa molto, sia in auto che in aereo. Ogni anno mi chiedo perché dovrei rifarlo, se non per gli affetti che ho a Patti. Potrei andare da qualche altra parte, magari in un resort tunisino in mezzo al deserto, dove l'acqua scorre regolare e per le stesse cifre che spendo qui avrei un servizio completo ed ogni confort.
Sì perché ogni settimana che sono in Sicilia spendo molto in granite nei bar di Patti Marina e ai chioschi di Mongiove, che adoro; compro giornali in Piazza Marconi; faccio la spesa nei supermercati; riempio il bagagliaio della mia aiuto di souvenir e ceramiche locali; compro olio, frutta e legumi; faccio il pieno alla mia auto dai benzinai locali; quando ce ne sono in scaletta, presenzio agli spettacoli che offre il Teatro Greco del Tindari. E ogni volta pago il biglietto per entrare a vedere la Villa Romana, sperando sempre che di anno in anno, e di amministrazione comunale in altra, la situazione di ampio degrado sia stata risolta, per rimanere puntualmente deluso e intimamente offeso.
Ricordo di aver telefonato in Comune, un paio di anni fa, per lamentarmi della mancanza di acqua corrente, che dopotutto è un servizio essenziale e non un lusso. Un servizio che la mia famiglia paga regolarmente tramite bolletta. Una dipendente comunale, decisamente scortese, mi rispose che se non ero soddisfatto me ne sarei potuto tornare al nord, da dove ero venuto. Da allora non è cambiato nulla: le telefonate, sebbene meno scortesi, cadono sempre nel vuoto. E il servizio idrico soffre ogni anno di continue, lunghe, inaccettabili interruzioni.
Sa, ci ho pensato spesso, e forse potrebbe passarmi la voglia di tornare. Certo, se come me altri la pensano allo stesso modo, forse i bar di Patti Marina avranno meno bisogno di camerieri; le edicole venderanno meno giornali; i negozi, meno souvenir; chiuderanno le pompe di benzina. In generale, ci sarà ancora meno lavoro e questa piccola parte di Sicilia, lentamente, appassirà.
Mi è capitato di vedere un suo spot elettorale su YouTube, in cui chiamava Patti al cambiamento. Potrebbe cominciare con il sistemare l'acquedotto, seriamente e non come spot elettorale. E quando l'acquedotto non funziona, organizzare un approvvigionamento regolare e costante tramite autoclave, due volte a settimana, per il riempimento dei serbatoi. Possibilmente con orario fisso e opportuna comunicazione ai suoi cittadini.
Se sarà in grado di fornire un semplice servizio come quello dell'acqua, avrà fatto il minimo indispensabile che si richiede ad una amministrazione cittadina.
Se così non sarà, la sua esperienza amministrativa non potrà fare altro che essere considerata fallimentare".
