L'assessore Bonanno sbatte la porta al Consiglio comunale, richiesta la sostituzione
E' successo durante il Consiglio comunale di martedì. "Non è giustificabile" ha detto il sindaco.
E' successo durante il Consiglio comunale di martedì. "Non è giustificabile" ha detto il sindaco.
Assistere al Consiglio comunale è sempre un'incognita. Può succedere di tutto. Il più delle volte si assiste a discussioni serie, argomenti importanti che riguardano l'intera comunità trattati con pacatezza, con i giusti toni e nei tempi previsti. Altre volte le argomentazioni prendono altre vie e dai problemi seri la discussione si sposta su questioni personali, su antichi rancori o altro. E' sempre successo, almeno per la mia ventennale esperienza. Purtroppo da un periodo a questa parte il Consiglio comunale sembra scadere seduta dopo seduta. C'è chi in quell'aula usa termini che preferiamo non riportare, chi mangia, chi "ordina" un caffè, chi con la faccia di bronzo non fa altro che "scaccaniare" al telefonino. Per chi viene dal nord dell’Italia traduciamo il termine scaccaniare, significa, all'incirca, parlare e ridere in modo sboccato.
Mai e poi mai, però, avremmo pensato di assistere a qualcosa di peggio. Sì, perché l'educazione viene sempre e comunque prima di tutto, come ha sottolineato lo stesso sindaco Mauro Aquino. Veniamo ai fatti.
All'ordine del giorno dello scorso Consiglio comunale era stato inserito un punto urgente da discutere nella stessa seduta, che riguardava l'emergenza idrica. Il Consiglio ha dapprima trattato altri punti, e poi quando il consigliere Calderone ha ricordato al presidente che per la trattazione del punto riguardante l'emergenza idrica era necessaria la presenza dell'assessore al ramo Alessia Bonanno, lo stesso presidente Cangemi rifacendosi al regolamento ricordava a Calderone che prima della trattazione del punto doveva convocare una riunione dei capigruppo per sentire il loro parere, così come previsto dal regolamento comunale. Alla luce di ciò il presidente invitava il sindaco a temporeggiare per chiamare l'assessore Bonanno, che in quel momento si trovava ai pozzi del Timeto dove una ditta di Barcellona Pozzo di Gotto, insieme con un operaio di spazio lavoro (???), stava provvedendo a riparare un grosso guasto, e non a effettuare un intervento programmato così come era stato detto alla cittadinanza. Purtroppo l'assessore è tornata al Comune prima della richiesta del presidente.
Finito di trattare il secondo punto si doveva procedere, così com’era stato preventivamente deciso dai capigruppo, alla votazione dei revisori dei conti. A quel punto l'assessore Bonanno, sentendo che non si sarebbe parlato dell'emergenza idrica, è andata su tutte le furie. Ha detto ai consiglieri che lei aveva da fare, che non poteva restare li, che doveva tornare all'acquedotto. Se volevano parlare potevano andare loro all'acquedotto, che l'avrebbero trovata li. Subito dopo è uscita dall'aula sbattendo la porta.
Giustamente quest’atteggiamento ha provocato la reazione dei consiglieri comunali, che a margine della trattazione del punto, per la prima volta nella storia del Consiglio comunale di questa città, hanno presentato una mozione di censura, firmata dai consiglieri Di Dio Calderone, Gregorio Nardo, Tripoli, Papa, Gigante, Impalà, Di Santo e Prinzi, con la quale censuravano la condotta dell'assessore.
A parte lo sbattere della porta, che ha provocato la reazione dei consiglieri, la cosa che secondo noi è ancora più grave, è la mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale, che, piaccia o no, rappresenta la totalità dei cittadini pattesi.
Nel suo intervento il consigliere Gigante ha detto che l'assessore Bonanno "non è stata educata nei confronti di questo Consiglio Comunale. Chiedo al sindaco di sostituirla. Se non lo fa il Sindaco, io propongo al Consiglio comunale di proporre le dimissioni, è un fatto politico. Esigo rispetto". Proseguendo l'intervento ha poi aggiunto che "non può dire che ha da fare, che deve andare, perché non è lei che mette la pala, c’è un ufficio tecnico. Per gli atteggiamenti che ha questa persona, ha concluso Gigante, non può rappresentare questo paese".
Dello stesso tenore l'intervento del consigliere Giovanni Di Santo. "Non ho parole, ha detto l'esponente della lista Venuto. Quando in aula un assessore tiene certi comportamenti, ed esce sbattendo la porta, secondo me ha poco rispetto verso i consiglieri comunali. Poteva dire benissimo guardate io devo andare, se si tratta il punto adesso bene, se no. Mi deve spiegare l’assessore Bonanno - ha proseguito Di Santo, che cosa va a fare sul posto. Non è un tecnico, non è un operaio. Poteva andare l’ingegnere per capire com’era, ma l’assessore, l’assessore per fare fotografie e metterle su Facebook domani".
In effetti chi forse poteva avere qualche interesse, il capo dell'ufficio Tecnico, l'ing. Paratore, durante il Consiglio comunale era nella sua stanza, e non a "seguire" i lavori. Probabilmente la presenza di non addetti ai lavori sui luoghi di lavoro (e gli assessori lo sono), oltre che per certi versi è vietata, potrebbe essere d'intralcio.
Nel suo intervento lo stesso primo cittadino ha criticato il comportamento dell'assessore Bonanno.
"Alcune cose non si giustificano, ha detto Aquino. Non lo giustificano né la foga degli interventi, né il carico di lavoro, né i problemi familiari. I limiti della buona educazione -ha proseguito il capo dell'Amministrazione, non devono mai essere travalicati. E il travalicare il limite della buona educazione non mai è giustificabile. Provvederò - ha detto il sindaco, a fare le mie personali rimostranze all’assessore Bonanno".
