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Attualità

Dopo 50anni una scuola non scuola per il Liceo Scientifico

Oggi il Consiglio comunale dovrà decidere se votare la variante al Prg per il cambio di destinazione d’uso. E intanto parte una segnalazione all’autorità anti corruzione.

| Domenico Pantaleo | Attualità

@ Pattionline

Oggi il Consiglio comunale dovrà decidere se votare la variante al Prg per il cambio di destinazione d’uso. E intanto parte una segnalazione all’autorità anti corruzione.

Il Consiglio comunale è chiamato oggi ad assumersi la responsabilità di votare la deroga al Prg per il cambio di destinazione d’uso da civile abitazione a uso scolastico di parte di un immobile di via Padre Pio, nella zona di Acquafico, da destinare a sede unica del Liceo Scientifico “Emerico Amari”. La struttura, non essendo stata pensata per accogliere delle aule scolastiche ma degli appartamenti, richiede un cambio di destinazione d’uso. Al piano terrà, infatti, dove a quanto pare inizialmente doveva essere realizzato l’ingresso della scuola, si trova un supermercato, mentre al piano superiore, dove dovrebbero essere realizzate le aule, dovevano nascere degli appartamenti. Nel 2014 l’allora Provincia Regionale di Messina, oggi Città Metropolitana di Messina, dopo aver tentato invano di realizzare ex novo un istituto scolastico, ha indetto una procedura aperta per la locazione, con clausola di riscatto dopo nove anni, di un immobile esistente, o in avanzata fase di costruzione nel Comune di Patti, da adeguare all’uso scolastico per ospitare la nuova sede del Liceo Scientifico. In pratica, quindi, un bando non per una scuola come quella sognata da cinquant’anni da generazioni e generazioni di studenti, con tutte le caratteristiche che un edificio scolastico moderno dovrebbe avere (ampi spazi, palestre, parcheggi), ma semplicemente per un immobile che accogliesse tutte le varie classi sotto un unico tetto. Ad aggiudicarsi l’appalto, offrendo 189.500 euro quale canone di locazione, e 4.296.500 euro per il riscatto dell’immobile, fu la ditta Acquafico srl di Patti, unica ad aver partecipato.

L’impresa realizzerà 20 aule di almeno 49 mq ciascuna, 5 laboratori di almeno 60 mq, 4 locali per uffici, 4 gruppi di wc per ogni piano, un bagno per portatori di handicap, e una eventuale palestra interna. A distanza di qualche mese dalla delibera di aggiudicazione dell’appalto venne presentato ricorso per la sospensione dell’atto, dall’impresa Professional 3D di Domenico D’Andrea & C. sas, e dal signor Francesco Mondello, titolari delle società che da anni ospitano le classi dello Scientifico in piazza Gramsci e in contrada Rasola. I giudici della quarta sezione del Tar di Catania respinsero la richiesta di revoca dell’aggiudicazione; il ricorso, comunque, è ancora pendente per la fase di merito.

Nonostante la decisione del Tar, per i ricorrenti l’aggiudicazione dell’appalto è illegittima, in quanto, sostengono, “l’offerta presentata dalla società Acquafico srl non rispetta le caratteriste tecniche e gli standard funzionali previsti dalle norme sull’edilizia scolastica, considerato tra l’altro che al piano terra dell’immobile offerto dalla Acquafico srl vi è un supermercato per cui la stessa non ha neanche la disponibilità di tale piano necessario per sistemare gli uffici amministrativi e la hall per come richiesto nel capitolato prestazione d’oneri”. Per questo motivo la Professional 3D e il signor Mondello il 29 dicembre scorso hanno notificato atto di diffida alla Città Metropolitana di Messina, col quale chiedono di revocare in autotutela l’affidamento e l’aggiudicazione della gara. Nei giorni scorsi, invece, un’altra diffida è stata inviata anche al Comune e al Consiglio comunale di Patti, il quale oggi pomeriggio nel corso della seduta del Civico consesso è chiamato a esprimersi, diffidandolo dal votare il cambio di destinazione perché l’immobile, sostengono ancora i proprietari degli stabili che ospitano attualmente il Liceo, “non potrà mai essere utilizzato come sede scolastica non possedendo i requisiti né tecnici né funzionali previsti dalla normativa scolastica”.

Oltre alle diffide, la gara d’appalto ritenuta illegittima è stata segnalata a Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anti corruzione, e alla Procura della Repubblica di Patti, con la richiesta di accertare eventuali irregolarità nell’aggiudicazione e nell’iter dell’appalto.