Il giudice ha accolto la richiesta di alcune lavoratrici, difese dall’avv. Gianfranco Spanò, che avanzano quasi 4 anni di stipendi.
Una vittoria per tre dipendenti dell’Ipab “Sciacca Baratta” di Patti. Il giudice ha accolto la richiesta del loro legale, l’avv. Gianfranco Spanò (nella foto), di pignorare alcune rette degli ospiti dell’ospizio per recuperare parte delle somme dovute per il loro stipendio dal 2009 al 2013 e non corrisposte. Le tre dipendenti, Rosana Fazio, Nunziella Virgilio e Gaetana Santalucia, dopo anni di mancata corresponsione dello stipendio, a malincuore si sono dovute rivolgere a un legale per farsi corrispondere quasi quattro anni di stipendio per il lavoro svolto all’ospizio “Sciacca Baratta”.
L’avvocato Spanò aveva chiesto al giudice del tribunale di Patti il pignoramento di alcune rette di ricovero. Contro tale richiesta l’Ipab aveva presentato istanza di sospensione dell’esecuzione, sostenendo che quelle somme non potevano essere pignorate poiché di soggetti terzi diversi dal tesoriere, o perché vincolate a specifica destinazione, ai sensi dell’art. 159 del Decreto legislativo 267/2000. Il giudice del tribunale di Patti, Adriana Lionti, invece, ha rigettato l’istanza di sospensione chiesta dall’Ipab, e ha accolto invece la richiesta dell’avv. Spanò, il quale sosteneva che le Ipab erano escluse dall’ambito di applicazione di quel decreto legislativo.
Alle tre lavoratici sono state pertanto assegnate in pagamento le somme dovute dai terzi pignorati, che ammontano a circa 200 mila euro.