Ad ucciderlo nel buio della sera fu un carabiniere ausiliario, che lo scambiò per un bandito. 

Sono passati 25 anni da quel tragico 15 febbraio 1993 in cui perse la vita Antonio Lai, agente scelto della polizia di Stato in servizio al Commissariato di Patti. 

Erano passate da poco le 21:30 quando vennero segnali al 113 alcuni spari d'arma da fuoco in località Airone di San Giorgio di Gioiosa Marea. La volante della polizia con a bordo Antonio Lai e il collega Mimmo Palmeri, si recò immediatamente nella zona nella quale erano stati segnalati degli spari. Per non farsi notare i due poliziotti spensero le luci dell'auto, quando dalla parte opposta della vettura vennero esplosi alcuni colpi di pistola nella loro direzione. Uno di questi proiettili colpì Antonio Lai alla testa uccidendolo sul colpo. A sparare fu un carabinieri ausiliario in servizio alla caserma di Patti, che insieme a due colleghi si trovava nascosto dietro la vegetazione per cercare di intercettare tre malviventi che poco prima gli erano dopo un conflitto a fuoco, lo stesso che era stato segnalato al 113.

L'agente Lai lasciò la moglie Francesca e la figlia Roberta ancora bambina. 

Anche quest'anno, come ogni anno, il sacrificio di Antonio verrà ricordato dalla famiglia, dai colleghi e dagli amici, con una santa messa che sarà celebrata domattina (giovedì 15), alle ore 10 nella chiesa Concattedrale di contrada Santo Spirito. 

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