Un’esperienza fortissima di amicizia, condivisione, profonda comunione, nel nome di Santa Febronia Trofimena!

E’ quanto hanno vissuto i circa duecento pellegrini pattesi che sono giunti a Minori in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Trofimena (com’è chiamata la nostra patrona e concittadina Santa Febronia in terra campana). Un folto gruppo faceva parte del pellegrinaggio interparrocchiale guidato dal vescovo monsignor Guglielmo Giombanco, assieme all’arciprete della Cattedrale, don Enzo Smriglio, ai parroci del “Sacro Cuore di Gesù”, don Giuseppe di Martino, e di “San Nicolò di Bari”, don Angelo Costanzo, al segretario del vescovo, don Salvatore Chiacchiera, al parroco di Sfaranda, don Stefano Brancatelli, e a don Salvatore Danzì, testimone di quanto avvenuto cinquant’anni fa, quando le reliquie furono portate a Patti. Le stesse reliquie che, come si ricorderà, sono “tornate” in città a fine luglio, in occasione dei festeggiamenti esterni in onore di Santa Febronia. La “visita” dei pattesi a Minori ha proprio rinsaldato i vincoli, già forti, con quella comunità, come rimarcato dall’arcivescovo della diocesi di Amalfi-Cava dei Tirreni, monsignor Orazio Soricelli, e dal parroco, don Ennio Paolillo. Tanti i momenti di commozione e di grande devozione, dai vespri alla messa pontificale, presieduti da monsignor Giombanco, alla processione, durante la quale hanno avuto una “parte attiva” anche i portanti – in divisa – giunti da Patti che, tra l’altro, hanno fatto dono alla comunità minorese di un cuore d’argento. La comunità ecclesiale pattese ha, invece, donato un calice, con l’immagine di Santa Febronia e dello stemma e dello stemma episcopale e l’incisione, in latino “Minorensium et Pactensium divae Trophimene Febroniae nomine communionis signum” (Per i Minoresi e per i Pattesi il nome di Santa Trofimena Febronia è segno di comunione). Altri pellegrini sono giunti sulla costiera amalfitana con l’associazione “Santa Febronia” o in maniera autonoma.  Durante i festeggiamenti, è stato rinnovato il gemellaggio tra Patti e Minori, rappresentati dai rispettivi sindaci, Mauro Aquino ed Andrea Reale, che hanno ribadito l’importanza di un percorso comune, denso di iniziative, fondate, in special modo, sulla cultura e sulle tradizioni locali. Anche per questo, l’amministrazione e l’associazione “Santa Febronia” hanno donato dei piatti in ceramica e dolci tipici pattesi. Ulteriore segno del pellegrinaggio e del fortissimo legame tra le due comunità è l’artistica lampada che brilla nella cappella di Santa Febronia, nella Cattedrale di Patti. La stessa è stata donata dalla comunità di Minori (un’altra brilla nella cripta di Santa Trofimena nella basilica in terra campana). “In mezzo a tanto buio – commenta don Enzo Smriglio – siamo più che certi che il luminoso esempio della nostra amata patrona continuerà a brillare nella nostra città. Vogliamo nello stesso tempo augurarci che tutta la nostra vita si lasci sempre illuminare dal Vangelo e così potremo sperimentare pure noi che chi segue Gesù non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita”.

Un’esperienza vissuta, da sacerdoti e laici, all’insegna della devozione, forte ed entusiasta, della solida amicizia, del senso di gratitudine verso il Padre per averci donato un esempio così luminoso di fede coraggiosa e convinta fino al martirio. “Una santa di ieri – ha sottolineato monsignor Giombanco – ma di grandissima attualità, che, in un mondo smarrito e disorientato come il nostro, ci fa capire che la vera felicità sta nel ripetere sempre il proprio sì a Dio, fino alle estreme conseguenze, e nel saperlo servire nei fratelli”.

Adesso l’impegno primario sarà quello di tradurre nella quotidianità quanto sperimentato a Minori, perché “Santa Febronia Trofimena - ha rimarcato il vescovo - non è solo da venerare e festeggiare, ma da imitare per la sua fede, la sua coerenza, la sua perseveranza”.

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