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Attualità

Scuola al freddo - bambini a casa e niente recita. Il comune intervenga.

ImageLa caldaia rotta da mesi ha costretto il sindaco a chiudere la scuola sino alle vacanze di Natale. Per i bimbi niente recite e feste di Natale. Il comune intervenga.

| Domenico Pantaleo | Attualità

@ Pattionline

ImageLa caldaia rotta da mesi ha costretto il sindaco a chiudere la scuola sino alle vacanze di Natale. Per i bimbi niente recite e feste di Natale. Il comune intervenga.

ImageE’ davvero incredibile, al 15 di dicembre, i riscaldamenti alla scuola elementare “Lombardo Radice” di piazza XXV Aprile, sono ancora spenti. E’ dovuta arrivare la protesta di alcuni genitori per far intervenire il comune.

E dire che nella seduta del consiglio comunale del 21 novembre, un consigliere comunale nel corso del question time aveva chiesto al sindaco il perché non erano ancora stati accesi i riscaldamenti nei locali comunali. La risposta del sindaco Venuto è stata che per quel che riguarda le scuole i riscaldamenti erano stati già accesi, cosa che invece non era possibile fare negli uffici comunali perchè la legge prevedeva in Sicilia l’accensione al 15 di dicembre. A quanto pare, però, il sindaco sconosce quello che succede nelle scuole la cui manutenzione spetta al comune. Da quando è iniziato l’anno scolastico 2006/2007, i riscaldamenti al plesso di piazza XXV Aprile non hanno mai funzionato!.

ImageQualcuno ha cercato di far credere alla città che si è trattato di un guasto improvviso. Così non è. Lo si sapeva già che la caldaia non funzionava, ma nonostante ciò il comune se ne è infischiato. Di chi materialmente al comune sia la responsabilità non lo sappiamo, di certo non è attribuibile alla scuola.

La pronta chiusura della scuola, in risposta alle lamentele di alcuni genitori, non denota certo l’attenzione nei confronti dei genitori e dei piccoli studenti, perché vi è un aspetto che in molti sconoscono. La direzione dell’Istituto Comprensivo aveva sollecitato più volte il comune a riparare la caldaia, anche il consiglio d’istituto si era interessato del problema, ma dal comune risposte niente. Per alcuni genitori le dichiarazioni del sindaco alla gazzetta del Sud appaiono offensive nei confronti dei bambini, dei genitori e degli insegnanti. Come si fa a gettare le colpe della mancata accensione della caldaia ai quattro giorni di sciopero dei camionisti. Lo sciopero è durato quattro giorni nella scorsa settimana, la caldaia è rotta da mesi. Dal comune qualcuno dice che bisognava fare la gara d’appalto per la manutenzione, e siccome non era stata ancora fatta nessuno poteva intervenire. Anche in questo caso sono menzogne e si cerca di arrampicarsi sugli specchi. Anche se non era stata fatta la gara, il sindaco poteva fare un’ordinanza di somma urgenza, così come fa ogni anno ai primi di ottobre quando improvvisamente si accorgono che a giorni vi è la commemorazione dei defunti e che bisogna provvedere alla pulizia straordinaria ed urgente del cimitero. Perché anche in questo caso non si usava un’ordinanza di somma urgenza, perché questa è un’urgenza, per sistemare la caldaia?

In tanti, genitori ed insegnanti, ci hanno chiamato per manifestare il proprio dissenso per quel che è successo. La domanda che tutti si pongono e che anche noi ci facciamo, è il perché aspettare che arrivi il freddo per provare la caldaia?.

Se da un lato il problema è stato risolto lasciando i bambini a casa per una settimana, dall’altro se ne vengono a creare due che meritano la massima attenzione da parte del sindaco e dell’assessore alla Pubblica Istruzione.

ImageQuesti bambini nell’ultimo mese si sono dedicati a preparare le recite di Natale, hanno dato il cuore per quell’appuntamento con la recita e nessuno può permettersi di dirgli che per quest’anno per loro il Natale non sarà come per gli amici che frequentano gli altri plessi. Qualche genitore ci ha confidato che la propria figlia quando ha saputo che non poteva più cantare le canzoncine di Natale insieme alle compagnette, è scoppiata in lacrime.

L’altro aspetto, che non bisogna assolutamente sottovalutare è quello che riguarda i genitori. Non tutte le mamme sono casalinghe, la maggior parte lavora è non può permettersi di restare una settimana a casa.

A questo punto lanciamo una proposta all’amministrazione. Mettete a disposizione dei bambini il cinema comunale per le recite. In questo modo il loro desiderio di cantare e recitare verrà esaudito, e in un certo qual modo verrà alleviato il disaggio ai genitori. E siccome non è possibile fare recitare i piccoli per una settimana, il comune potrebbe chiedere al gestore del cinema di proiettare in alcuni giorni qualche film per bambini, logicamente a spese del comune. Sarebbe un bel gesto da parte dell’amministrazione comunale per rimediare ad un disaggio che essa stessa ha causato.