Skip to main content

Attualità

Gli studenti del Liceo di Patti incontrano il fondatore di Libera don Luigi Ciotti

L'incontro è avvenuto nei giorni scorsi a Capo D'Orlando. Hanno partecipato alcuni studenti della IV A del Classico.

| Lucia Benedetti e Giuseppe Giaimo | Attualità

@ Pattionline

L'incontro è avvenuto nei giorni scorsi a Capo D'Orlando. Hanno partecipato alcuni studenti della IV A del Classico.

"Un passo in più verso la conoscenza , un passo per essere consapevoli"
Questo uno degli aspetti più significativi proposti da don Luigi Ciotti nell'incontro tenutosi il tredici febbraio presso il cine-teatro "Rosso di San Secondo" di Capo D'Orlando cui hanno partecipato diverse scuole dei Nebrodi tra cui la quarta A del liceo classico di Patti, accompagnati dalla prof.ssa Marilia Gugliotta. Un incontro in  preparazione alla venticinquesima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata dall’associazione Libera, che si terrà il 21 marzo a Palermo.
È grazie al carisma trasmesso da don Luigi Ciotti attraverso un rapporto diretto e sincero, che l'evento si configura come un'occasione di crescita personale alla quale è difficile rinunciare, un soffio vitale che mina la rassegnazione.
In una prospettiva di miglioramento sociale e culturale, l'incontro , mirato ad una maggiore consapevolezza di quanto l'illegalità sia dilagante e di quanto sia urgente creare un clima di rispetto delle regole, si è proposto di affrontare temi, purtroppo ancora oggi attuali, quali lo spaccio di sostanze stupefacenti, la continua crescita della criminalità organizzata e la relativa confisca dei beni ma, soprattutto, la povertá intellettuale che sprona i giovani ad ambire al "privilegio mafioso".
"Ognuno di noi ha l'obbligo morale di impegnarsi al fine di sradicare questo cancro che , silente , serpeggia tra le radici della nostra società"; è così che il sacerdotei, sollecitato dalle numerose domande degli studenti, alla luce della sua conoscenza delle dinamiche interne alle organizzazioni malavitose, ci invita, tramite testimonianze ed esperienze dirette, a non accettare compromessi, a denunciare la corruzione e l'illegalitá, non generalizzando però quel "sistema" tanto ripudiato ed incriminato, ricercando piuttosto, come sostiene Rita Atria, tramite un esame di coscienza il pensiero mafioso latente che albeggia in noi ogni qual volta ci concediamo all'odio.
Perchè mafia non è solo l'omicidio, non é solo la truffa o l'evasione fiscale, mafia è la quotidianità della prevaricazione, è terrore psicologico che annienta la resilienza, perché mafia è quell'odio che eclissa la ragione, e cos'è più presente dell'odio nella nostra vita ?
Ha senso fronteggiare l'episodico rincorrersi degli eventi mafiosi senza andare alla radice del problema, senza riconoscere la possibilità, e, per concludere, citando Quasimodo (Quasi un madrigale):"Che l'uomo che in silenzio s'avvicina non nasconde un coltello fra le mani, ma un fiore di geranio"?