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Attualità

No canone 2002 - Nuova battaglia dell'Associazione Consumatori

ImageL’Associazione Consumatori Siciliani impugnera' anche gli avvisi di mancato pagamento relativi al 2002 del canone dell’acqua inviati dal comune e presentera' un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.
| Nicola Calabria - Comunicato Stampa | Attualità

@ Pattionline

ImageL’Associazione Consumatori Siciliani impugnera' anche gli avvisi di mancato pagamento relativi al 2002 del canone dell’acqua inviati dal comune e presentera' un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.

ImageL’Associazione Consumatori Siciliani impugnerà anche gli avvisi di mancato pagamento relativi al 2002 del canone dell’acqua e presenterà un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.

“Molti cittadini” spiega il presidente Nicola Calabria “in questi giorni hanno ricevuto tramite raccomandata un avviso di accertamento relativo al mancato pagamento del canone acquedotto del 2002". L’atto inviato è nullo perché viola le norme dello Statuto del Contribuente ma anche la norma della finanziaria del 2006 che in una solo articolo ha riassunto le caratteristiche dell’atto da notificare al cittadino”.

“Infatti” continua Nicola Calabria “in ordine agli elementi che l'avviso di accertamento deve contenere ai fini dell'intellegibilità dello stesso, in ossequio a quanto contenuto nel comma 2 dell'articolo 7 dello Statuto del contribuente, è stabilito, che gli atti impositivi degli enti locali devono contenere, tra l'altro, l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni in merito all'atto notificato, il nominativo del responsabile del procedimento, l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile proporre un riesame dell'atto attraverso l'istituto dell'autotutela, le modalità, i termini e l'organo cui è possibile proporre ricorso".

“Per quanto attiene alla motivazione dell'atto” spiega ancora Calabria “la Finanziaria 2006 ha affermato che nell'avviso devono essere chiariti i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche del recupero, nonché l'obbligo di allegazione o di riproduzione del contenuto essenziale degli stessi laddove la motivazione faccia riferimento ad atti non conosciuti dal contribuente”.

“Sono inoltre nulli anche quegli atti” ci spiega Nicola Calabria “che sono stati notificati al defunto nell’ultimo domicilio, poiché bisognava dirigere l’atto agli eredi collettivamente o impersonalmente”.

“Oltre che per le citate norme” spiega Nicola Calabria “ l’avviso di accertamento può essere impugnato in quanto non può essere chiesto al cittadino un canone fisso ma il cittadino deve pagare in base al quantitativo effettivamente consumato, non a forfait". Il cittadino che non consuma la quantità d’acqua compresa nel canone subisce un danno in quanto non viene restituito il di più  pagato. Basti pensare a coloro i quali usufruiscono della casa per pochi giorni all’anno”.

L’Associazione presenterà a giorni un altro esposto alla Procura e alla Corte dei Conti anche a seguito delle sentenze favorevoli della Commissione Tributaria di Messina.

“Tale scelta nasce” spiega Nicola Calabria “perché nonostante le decisioni della Commissione Tributaria, il Comune di Patti e l’Ufficio Tributi nello specifico, continuano ad emanare atti in violazione dello Statuto del Contribuente e del Codice del Consumo, peraltro a nulla sono valsi tutti i tentativi per arrivare ad una soluzione favorevole sia per l’Ente sia per il cittadino".

“Nell’esposto faremo riferimento” dichiara Nicola Calabria “alla gara d’appalto indetta dal Comune a spese dei pattesi come si legge nella delibera del gennaio 2007, rifiutando una nostra proposta di condono, o meglio di rientro bonario del dovuto. Abbiamo chiesto ufficialmente un incontro al Procuratore Generale della Corte dei Conti per illustrargli la delicata situazione finanziaria del Comune di Patti affinché intervenga immediatamente. Sulla vicenda pattese informeremo anche l’Assessorato agli Enti locali, affinché le istituzioni prendano gli opportuni provvedimenti per evitare ulteriori danni all’erario”.