Italia paese sempre più sfilacciato
E' l'allarme lanciato dal presidente della Cei nella prolusione con cui ha aperto a Roma la riunione del Consiglio episcopale permanente. Sull'aborto, aggiornare la 194 ai progressi della medicina.
E' l'allarme lanciato dal presidente della Cei nella prolusione con cui ha aperto a Roma la riunione del Consiglio episcopale permanente. Sull'aborto, aggiornare la 194 ai progressi della medicina. 
L'Italia è un paese che "si presenta sempre più sfilacciato", "frammentato", al punto da apparire ridotto addirittura "a coriandoli". E' l'allarme lanciato dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione con cui ha aperto a Roma la riunione del Consiglio episcopale permanente.
IN ITALIA SENSO DECLINO E PAURA FUTURO
In Italia, dopo che si sono bloccati "lo slancio e la crescita anche economica", ci sono in giro "piuttosto paura del futuro e un senso di fatalistico declino". Il presidente della Cei conferma le analisi più preoccupate sulla situazione italiana. "Sembra circolare - sottolinea - una sfiducia diffusa e pericolosa".
"Anche da osservatori stranieri - fa notare Bagnasco - arrivano i segnali di una medesima lettura, forse ancora più apocalittica e magari anche non disinteressata". "Non credo di sbagliare - aggiunge, con un riferimento all'enciclica 'Spe salvi' di Benedetto XVI - se dico che è l'Italia ad avere oggi bisogno della speranza". Ai vescovi, comunque, "non sfuggono le tante, innumerevoli testimonianze di bene che prendono forma sul territorio". "E neppure ci sfuggono - osserva il presidente dell'episcopato - una diffusa riservatezza e capacità di sopportazione che rappresentano esse stesse, se si vuole, un indizio di possibile ripresa e capacità di futuro".
ABORTO, AGGIORNARE 194 A PROGRESSI MEDICINA
Sul tema dell'aborto non va escluso "almeno l'aggiornamento di qualche punto della legge", non ignorando "il portato delle nuove conoscenze e i progressi della scienza e della medicina" e tenendo conto "che oltre le 22 settimane di gestazione c'é già qualche possibilità di sopravvivenza" del feto. E' l'appello lanciato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione d'apertura del Consiglio episcopale permanente. Bagnasco ribadisce la posizione già espressa dal card. Ruini, sottolineando comunque, a nome dei vescovi, che "non ci può mai essere alcuna legge giusta che 'regoli' l'aborto".
"Il fatto che - dice Bagnasco -, a trent'anni dall'approvazione della legge 194 che rende giuridicamente lecito l'aborto, la coscienza pubblica non abbia 'naturalizzato' ciò che naturale non è, è un risultato importante, di cui dobbiamo dare atto a chi - per esempio il Movimento per la vita - mai si è rassegnato". Comunque, prosegue, "da parte della Chiesa non esiste alcuna 'intenzionalita' bellicà: dobbiamo continuare a dire che la vita è dono, e che non è nella disponibilità di alcuno manometterla o soffocarla". I vescovi chiedono quindi "che si verifichi ciò che la Legge - intitolata alla "tutela della maternita" - ha prodotto e ciò che invece non si è attivato di quanto prevede, soprattutto in termini di prevenzione e di aiuto alle donne, e dunque alle famiglie". Per questo Bagnasco suggerisce che "i fondi previsti dalla legge 194, all'art. 3, magari accresciuti da apporti delle Regioni, siano dati in dotazione trasparente ai consultori e ai centri - comunque si chiamino - di aiuto alla vita".
NO A UNIONI DI FATTO E DIVORZIO BREVE
La Chiesa sostiene "la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna" ed è per questo che "si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all'introduzione di registri che surrogano lo stato civile". Lo ribadisce il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione d'apertura del Consiglio episcopale permanente, che dice un secco 'no' anche a riforme come quelle del "divorzio breve". "Conferendo diritti e privilegi alle persone conviventi - spiega Bagnasco -, apparentemente non si tolgono diritti e privilegi ai coniugi, ma si sottrae di fatto ai diritti e ai privilegi dei coniugi il motivo che è alla loro radice, ossia l'istituto matrimoniale che nessuno, a questo punto, può avere l'interesse a rendere inutile o pleonastico, o a offuscare con iniziative, quali il divorzio breve, che avrebbero la forza di incidere sulla mentalità e il costume, inducendo atteggiamenti di deresponsabilizzazione".
Il presidente dei vescovi avverte che "la struttura della famiglia non è paragonabile ad un'invenzione stagionale", e questo per "la indubitabile complementarietà tra i due sessi" e per "il bisogno che i figli hanno, e per lunghi anni, di entrambe le figure genitoriali, quanto meno per il loro equilibrio psichico e affettivo". Secondo Bagnasco, "il nostro Paese ha bisogno della struttura che è garantita dalle famiglie vere per continuare a dare a se stesso un impianto di solidità e di slancio in avanti". Anche in ambito europeo i vescovi "hanno messo a fuoco la loro convergente preoccupazione sul futuro della famiglia, svanendo la quale si metterebbe peraltro a repentaglio il futuro dell'Europa stessa". Da qui "il riproporsi significativo, al di là dei confini nazionali, di iniziative come il nostro Family Day che per nessuno voleva essere - sottolinea Bagnasco - e per nessuno è stato una minaccia, ma piuttosto l'indicazione di una via da percorrere".
INCIDENTI LAVORO: POLITICA NON SI LIMITI ALLE PAROLE
"Il posto di lavoro non può essere messo in ballottaggio con la vita e il vero progresso non può tollerare condizioni di lavoro tanto rischiose da compromettere ogni anno la salute e la vita di un elevatissimo numero di cittadini". E su questo tema "la politica non può più limitarsi alle parole o ai provvedimenti che nascono evasivi". E' quanto afferma, a proposito della piaga degli incidenti sul lavoro, il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco, che dedica a questo argomento una sezione della prolusione per l'apertura del Consiglio episcopale permanente ricordando la "grande impressione" suscitata da una tragedia come il rogo alla ThyssenKrupp di Torino. "Ciò a cui forse non si è ancora pervenuti - sottolinea Bagnscao - è una sufficiente e corale determinazione a non consentire più eccezioni nei sistemi di messa in sicurezza, nei controlli serrati e inesorabili, nelle politiche delle aziende piccole e grandi". "Le organizzazioni imprenditoriali e le singole aziende - avverte - devono fare un passo avanti in quell'autodisciplina rigorosa e metodica che nel rispetto coscienzioso delle leggi potrà dare risultati importanti".
RIFIUTI: IN GIOCO CREDIBILITA' ISTITUZIONI
Nella vicenda dei rifiuti in Campania sono "vistosamente in gioco" la "affidabilità e credibilità" delle istituzioni. Lo afferma il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione d'apertura del Consiglio episcopale permanente, sottolineando che il problema "da troppo tempo sta affliggendo Napoli e la Campania senza che l'opinione pubblica locale e nazionale riesca a capire come stiano effettivamente le cose". I dubbi riguardano "fino a dove c'entra la malavita organizzata e le complicità di cui essa gode, e dove comincia la mala-politica, la latitanza amministrativa, il palleggiamento delle responsabilità, l'ignavia delle istituzioni". Bagnasco, a nome dei vescovi italiani, si dice solidale con l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzo Sepe, e con gli altri presuli della Campania, che "hanno preso posizione ferma".