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Vietato anche il consumo di alcol durante il carnevale - Scoppia la protesta

ImageOrdinanza sindacale che vieta la vendita, la somministrazione ed il consumo di bevande alcoliche durante la sfilata di carnevale. Commercianti sul piede di guerra.

| Redazione | Attualità

@ Pattionline

ImageOrdinanza sindacale che vieta la vendita, la somministrazione ed il consumo di bevande alcoliche durante la sfilata di carnevale. Commercianti sul piede di guerra.

ImageMinacciano azioni clamorose i titolari degli esercizi commerciali nel settore del ristoro. Non hanno assolutamente gradito, a due giorni dalle sfilate carnascialesche, l’ordinanza del sindaco di Patti, Giuseppe Venuto, con la quale si vieta la vendita, la somministrazione ed il consumo di bevande alcoliche durante la sfilata di carnevale. Divieto limitato al solo periodo delle sfilate, dalle ore 14 alle 22. Se uno si ubriaca dopo le 22, secondo l’ordinanza che si ferma propri a quell’orario, non ci fa nulla, l’importante non farlo durante la sfilata.

“Tale divieto, scrivono i commercianti,  è stato motivato con la necessità di far in modo che le sfilate si svolgano ordinatamente e senza incidenti di sorta. Nella pluridecennale storia delle sfilate carnascialesche pattesi, ricordano i sottoscrittori della petizione che stamattina verrà consegnata al sindaco, pur essendo consentiti il consumo, la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche, le stesse si sono svolte ordinatamente e senza mai alcun incidente di rilievo”.

 

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Ed è proprio questo che in molti non riescono a capire. Se non si sono mai verificati incidenti gravi causati da gente ubriaca, come mai all’improvviso il sindaco ha deciso di fare questa ordinanza? Da sempre, in tutti i comuni dove si svolgono manifestazioni carnascialesche, ci sono persone che fanno uso di bevande alcoliche. Non per questo però i sindaci di quei comuni, numerosi in provincia di Messina, molti dei quali viciniori, non hanno in nessun modo pensato di fare un’ordinanza simile, che a resa nota a due giorni dalla sfilata non fa altro che arrecare un danno agli esercizi commerciali, che, proprio in vista delle sfilate, avevano rifornito i magazzini con grossi quantitativi di bevande alcoliche.

Per i commercianti pattesi “l’allegria del Carnevale e delle stesse sfilate, frutto, anche, di non usuali libagioni, potrebbe risultare, in una annata che già si preannuncia non esaltante, seriamente ed irrimediabilmente compromessa”.

 

ImagePer questo motivo dopo aver raccolto un numero consistente di firme e di consensi tra la gente, i commercianti chiedono al sindaco Venuto, la revoca dell’ordinanza. A dire dei commercianti con questo modo di fare “questa amministrazione comunale vuole uccidere definitivamente il Carnevale”.

Ma le proteste non si fermano solo a questa. I commercianti dell’associazione “Marina di Patti” domattina chiederanno un’incontro al sindaco per convincerlo di far partire i carri nella giornata di martedì nuovamente dal lungomare di Marina di Patti. Quest’anno, infatti, vi è un’altra novità; la modifica del percorso della sfilata nella giornata di martedì. La partenza è stata spostata, infatti, nella strada di Circonvallazione. Da qui i carri muoveranno verso piazza Marconi e procederanno, in stile circuito, tra piazza dei Normanni, piazza Marconi, via Trieste e piazza Mario Sciacca.

 

Se nella giornata di oggi non usciranno delle soluzioni alle problematiche sopra riportate, si rischierà davvero di compromettere il carnevale pattese. I commercianti sono stati chiari: “o revocano l’ordinanza, oppure blocchiamo la sfilata”.  Se la proposta di ritiro della ordinanza non verrà accolta dal sindaco Venuto, i commercianti hanno deciso che abbasseranno le saracinesche per tutto il tempo della sfilata. Se così fosse si verrebbe a creare un altro problema. Dove dovranno andare in bagno i cittadini se i bar resteranno chiusi? L’amministrazione comunale, infatti, che per questo carnevale sta spendendo oltre 50.000 euro, cento milioni di vecchie lire, non ha provveduto a far installare dei bagni chimici. Ha preferito farlo in occasione del Natale, quando forse tale compito toccava ai privati.

Sul fronte politico, comunque, si registra l’intervento del consigliere provinciale Lucio Melita. Ieri mattina ha inviato una missiva al dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza con la quale manifestava perplessità circa la potestà del sindaco di emettere ordinanze in materia di sicurezza pubblica. Tali ordinanze, infatti, a differenza di quelle relative alla tutela dell’incolumità, l’igiene ed il decoro dell’ambiente, spettano all’autorità di Polizia e non al sindaco.

 

Clicca qui Image per vedere l'ordinanza.