Bilancio della prima giornata di carnevale
Stiliamo un bilancio della prima giornata di carnevale, svoltasi tra non poche polemiche, e che ha visto a Patti la presenza di oltre cinquemila persone.
Stiliamo un bilancio della prima giornata di carnevale, svoltasi tra non poche polemiche, e che ha visto a Patti la presenza di oltre cinquemila persone.
La prima giornata di carnevale è passata, ed è tempo di stilare un primo bilancio. Bilancio che quest’anno non si può certamente limitare alla riuscita della manifestazione nei soli termini di presenza di gente. E’ risaputo che il carnevale è la manifestazione che a Patti attira più gente di qualsiasi altro momento di festa. Questo lo sanno i cittadini, lo sa l’amministrazione comunale, lo sanno anche i gestori dei Bar. Oggi, però, è utile, è necessario, far capire alla città, alla gente che dai comuni viciniori si è recata a Patti, cosa c’è stato di diverso in questa prima giornata della 46° edizione del Gran Carnevale Pattese. Tutti, era impossibile non notarlo, hanno visto che le saracinesche dei Bar erano abbassati, partendo da marina di Patti sino ad arrivare in piazza Mario Sciacca; proseguendo sulla stessa via altri erano aperti ed hanno venduto di tutto e di più, tanto a controllare non c’era nessuno, questo è quanto si dice in giro, noi non sappiamo però se corrisponde al vero. I cittadini comunque lo sanno, in tanti sono passati dinanzi alla porta e sono entrati anche dentro al bar.
Detto questo, secondo noi è giusto capire e far capire il perché di questo gesto. Una persona che vive lontano da Patti e che legge queste prime righe avrà subito pensato: i baristi di Patti hanno perso la testa. Certo, questa è la cosa più semplice che uno va a pensare. Con oltre 5.000 persone per strada i Bar chiudono. Assurdo! O hanno giocato qualche sistema al superenalotto tutti i Bar insieme ed hanno fatto sei e quindi se ne fregano dei soldi, oppure c’è sotto qualcosa di più importante.
Il motivo per cui tutti i Bar hanno chiuso è uno solo. L’ordinanza del sindaco di Patti Giuseppe Venuto che vietava la vendita, la somministrazione ed il consumo di alcol dalla 14 alle 22 di domenica 3 e martedì 5 febbraio.
In tanti si chiederanno a questo punto: ma perché, i Bar mica vendono solo alcol? La domanda è più che sacrosanta, ma anche questo abbiamo loro chiesto per essere più precisi possibile nel narrare i fatti. E’ importante dire innanzitutto una cosa: i baristi non erano contrari all’ordinanza che vietava la vendita degli alcoli, ma ai tempi con cui è stata fatta. In una attività commerciale, a differenza di quanto purtroppo succede nella pubblica amministrazione pattese, gli eventi importanti che richiamo tanta gente, sono oggetto di attenzione, valutazioni e scelte, soprattutto economiche.
I commercianti pattesi in vista del carnevale hanno ordinato un sacco di merce, ben due settimane prima; così si lavora, non si può aspettare l’ultimo minuto per riempire il magazzino. Questo cosa significa? Significa che tutti gli alcoli che hanno comprato resteranno per parecchi mesi nei loro magazzini; soldi che rimarranno fermi nonostante ogni mese gli stessi commercianti hanno tante tasse da pagare e scadenze varie. Su questo aspetto è davvero triste registrare l’intervento del sindaco Venuto di sabato scorso durante l’incontro con i baristi. Il primo cittadino ha detto di rendersi conto che i Bar andavano incontro ad un danno economico, ma con questa ordinanza qualche mamma di famiglia non avrebbe pianto, prefigurando il peggio.
Anche la posizione dell’amministrazione comunale poteva essere più che plausibile. Poteva, perché come già si sapeva, i fatti non stanno in quel modo. La gente, l’abbiamo detto più volte, non si ubriaca nei Bar, ci possono solo essere dei casi isolati, pochi, davvero pochi. Gli ubriachi sono nei gruppi, sui carri. Sono per la maggior parte minori che vogliono trasgredire, così come hanno fatto i loro genitori quand’erano giovani, e come hanno fatto anche i nostri politici. Il carnevale è anche questo.
Oggi gli amministratori dovrebbero fare il punto della situazione e vedere se i risultati sperati con l’emanazione dell’ordinanza siano arrivati o meno. Sinceramente crediamo di no. Lo crediamo perché essendo stati anche noi alla sfilata abbiamo visto con i nostri occhi che gli ubriachi c’erano lo stesso. Guarda caso, tra questi molti erano gli stessi dello scorso anno, dell’anno prima ancora e così via. Perché il sindaco non chiama il direttore dell’ospedale per sapere quanti ubriachi di Patti sono finiti al pronto soccorso nella giornata di ieri, e quanti ve ne sono stati lo scorso anno nella stessa giornata? . La richiesta però deve riguardare la gente di Patti. I dati fatti circolare in questi giorni, infatti, si riferiscono agli ubriachi finiti in ospedale a Patti lo scorso anno, provenienti però da tutti i comuni che fanno capo a questo presidio ospedaliero.
Detto questo bisogna fare chiarezza su un’altra vicenda che ha alimentato non poche polemiche.
Sabato pomeriggio nei locali del comune di piazza Mario Sciacca c’era stato un incontro con l’amministrazione comunale richiesto dai baristi. Durante il confronto i titolari degli esercizi commerciali avevano chiesto la revoca dell’ordinanza. Revoca che come più volte abbiamo detto non è avvenuta. Per la maggior parte dei commercianti il discorso si era chiuso li. In serata, poi, qualche commerciante si è incontrato con gli amministratori di Palazzo dell’Aquila ed erano giunti ad un accordo: limitare il divieto di vendita ai soli superalcolici. Da qui nella mattina di ieri la nuova ordinanza che di fatto doveva vedere i Bar aperti.
Come dicevamo prima, però, l’ordinanza è stata concordata solo con un gruppo sparuto di commercianti. I più non ne sapevano nulla. Tra l’altro l’ordinanza è stata loro comunicata dai Vigili Urbani in tarda mattinata. Questo cosa ha comportato? Molti gestori dopo la netta chiusura dell’amministrazione a revocare l’ordinanza, avevano detto ai propri dipendenti che sarebbero rimasti chiusi e che quindi per loro vi era un pomeriggio libero. Ferie che ognuno ha programmato come ha voluto. C’è chi si è organizzato con gli amici per andare a Sciacca, chi ad Acireale, c’è chi è andato a vedere il terzo carnevale di Sicilia ad Acquedolci, chi si è recato a Brolo, chi è rimasto a Patti e così via. Ognuno si è organizzato come ha creduto. Non si può pensare che il gestore di un Bar calpesti la dignità di un lavoratore, dicendogli oggi fai questo, no fai quest’altro, anzi…. Questo non lo si può fare. Da qui la decisione dei baristi, anche di quei pochi che avevano trovato all’ultimo istante una sorta di accordo con il comune, di chiudere completamente.
I risultati di questa protesta si sono visti, difficilmente si riusciva a trovare qualcuno che era d’accordo con l’ordinanza del sindaco. Le polemiche erano sulla bocca di tutti, compresi coloro che alle ultime elezioni hanno appoggiato, mettendosi in lista, l’attuale amministrazione.
Due cose infine. Ci hanno riferito che a qualche commerciante è stato detto da politici di stare attenti, minacciandoli di revoca della licenza, di controlli da parte dei Nas, dell’Ispettorato del lavoro, dell’Inps, dei Vigili e quant’altro. E’ stato anche detto, dicono, che martedì, anche se vogliono, non gli permetteranno di aprire, che faranno venire a Patti gli ambulanti. Se così fosse la cosa sarebbe di una gravità inaudita. Noi ci auguriamo che le cose non stiano così, e che si sia trattato solo di uno scherzo di carnevale, senza dubbio di cattivo gusto. Abbiamo anche sentito che adesso sarà richiesto l’intervento di Sua Eccellenza il Prefetto per sanzionare i commercianti. Se tutte queste cose sono vere, ci vergogniamo dinanzi ai cittadini degli altri comuni di dire che siamo pattesi. Una politica repressiva ed arrogante così, non si era mai vista a Patti. Sottolineiamo il se.
L’ultima cosa che vogliamo portare all’attenzione dei cittadini è questa: in giro, soprattutto negli ambienti vicini all’amministrazione comunale, si dice che la protesta dei commercianti è alimentata, o addirittura organizzata dai consiglieri di opposizione. Ci sentiamo di dire che queste sono solo fantasie di alcuni che stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi dopo la gran brutta figura che hanno fatto, e soprattutto hanno fatto fare alla città. Ai baristi però diciamo anche di camminare con i loro piedi e di ragionare con la loro testa. Siamo ormai in campagna elettorale, si avvicinano le elezioni provinciale, le regionale e forse le nazionali. Ci potrebbe essere qualche politico, da destra a sinistra, sono entrambi uguali, i buoni e i cattivi si possono trovare da un lato o dall’altro, che approfittando della polemica che scaturisce in automatico da una situazione del genere, possa cavalcare l’onda del malcontento. Ma il ruolo di opposizione, comunque, è anche questo; stare vicino alla gente nei momenti in cui si sentono traditi da chi governa. Di questa vicenda comunque se ne parlerà più avanti, ci hanno riferito di aspetti che la riguardano che rendono ancora più inconcepibile e scellerata la scelta del Sindaco.
Chiunque voglia dire la propria sulla vicenda, può commentare l'articolo. Basta registrarsi gratuitamente al sito e lasciare il commento.