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Finito il carnevale resta la polemica

ImageLa quarantaseiesima edizione del Gran Carnevale Pattese si è chiusa tra le polemiche; dai baristi ai carristi, questa edizione sarà ricordata.

| Redazione | Attualità

@ Pattionline

ImageLa quarantaseiesima edizione del Gran Carnevale Pattese si è chiusa tra le polemiche; dai baristi ai carristi, questa edizione sarà ricordata.

Il tapiro dinanzi al comuneLa quarantaseiesima edizione del Gran Carnevale Pattese si è chiusa tra le polemiche; dai baristi ai carristi, questa edizione sarà ricordata.

Alcuni carristi hanno polemizzato sull’esito finale emesso dalla giuria, e che ha decretato i vincitori del carnevale 2008.

Alcuni ragazzi hanno contestato la decisione di fissare ai primi due posti del podio due carri non effettuati in loco, ma comprati altrove e realizzati da maestri carristi. Se qualcuno pensa di poter dare torto a questi giovani, sbaglia. Le loro motivazioni sono più che giuste. Un solo aspetto, però,  non rende giusta a pieno la loro protesta. Nel momento in cui ogni carrista o responsabile di gruppo ha dato la propria adesione al carnevale pattese, ha firmato un disciplinare che dettava le regole per partecipare alla manifestazione. Non risulta che alcuno dei partecipanti abbia sollevato eccezioni al momento della sottoscrizione del disciplinare. Per questo motivo la protesta non può essere in pieno condivisa.

Quello della partecipazione dei carri acquistati al carnevale pattese 2008, è un argomento discusso dalla commissione giudicatrice in fase di voto. Purtroppo però il regolamento non prevede la esclusione o la non partecipazione di carri acquistati e/o non realizzati in loco.

Durante il corso della serata finale del carnevale, martedì, alcuni ragazzi su un tapiro gigante che aveva partecipato alla sfilata hanno scritto: “Per la commissione del carnevale 2008, si costruiscono”. Parte di questa scritta è sbagliata; per le motivazioni della protesta, altri sono i destinatari. La commissione ha dovuto votare valutando i carri più belli. Non vi è dubbio che carri fatti dai maestri della cartapesta di Acireale o di Sciacca possano dirsi brutti. Chiunque al posto della giuria non avrebbe potuto fare altrimenti.

Il tapiro, invece, doveva andare a chi ha stilato il regolamento. Non certamente alla giuria, che è chiamata solo a farlo rispettare. L’amministrazione comunale, ed in particolare l’assessore comunale al turismo Salvatore Impalà, che ha firmato il disciplinare, è l’unica responsabile. Non era infatti una novità; ogni anno i nostri ragazzi polemizzano sul risultato delle votazioni, che a causa dei carri acquistati, esclude ogni volta i lavori realizzati in loco con tanti sacrifici. Tanti giovani, anche bambini, giorno e notte a lavorare per cercare di realizzare dei carri da far sfilare per le vie di Patti e che sistematicamente vedono deluse le loro aspettative di vittoria. Indipendentemente dalla bellezze dei carri, questi ragazzi meritavano un premio, i loro sforzi dovevano essere premiati. Invece nulla, ancora una volta un regolamento assurdo li ha fatti fuori ancor prima di partire. Purtroppo, a quanto pare, il problema non interessa più di tanto. Quanti sono i giovani che rispetto allo scorso anno hanno abbandonato la passione per i carri? Tanti, basti pensare ai carri che lo scorso anno erano stati realizzati da ragazzini pattesi, e che questo anno non hanno aderito proprio per questo motivo. Perchè il disciplinare non è stato modificato? Così continuando il prossimo anno a sfilare ci saranno solo carri comprati, sicuramente più belli, ma che mortificano i nostri ragazzi di Patti.

Il tapiro sul camion del comuneE’ triste, infine, notare come anche la votazione dei carri e dei gruppi debba trasformarsi in altro. Tutti i presenti al cine-teatro comunale, infatti, hanno sentito quanto detto al microfono dal presidente della giuria, quasi a giustificare la non vittoria di alcuni. E’ stato detto: “io non ho partecipato al voto”. Nulla di più falso, tutti i componenti della giuria hanno votato e quello reso pubblico ne è il giudizio unanime.

L’augurio è quello che già da subito chi di dovere metta mano al disciplinare, modificandolo ed inserendo la dicitura: alla graduatoria finale accederanno solo i carri ed i gruppi i cui lavori sono stati realizzati interamente in loco, e la cui costruzione, o realizzazione, è stata verificata dai componenti della giuria, che in qualsiasi momento hanno la facoltà di seguire le varie fasi della realizzazione (quindi i giurati non possono essere nominati alcuni giorni prima delle sfilate, ma almeno 4 mesi prima).

Solo così si possono evitare le polemiche e rendere il carnevale un momento di sola gioia per grandi e piccini, privo di polemiche, almeno di questo tipo.

Alla fine di tutto, comunque, i giusti destinatari del tapiro, il comune di Patti, hanno provveduto(nella foto) a ritirarselo da dinanzi la porta del municipio di piazza Mario Sciacca, dove era stato lasciato dai giovani manifestanti.