Mauro Aquino critico sulla lettera aperta di Forzano
Mauro Aquino, avvocato e consigliere comunale, dopo aver letto la lettera aperta alla città, del consigliere Beppe Forzano, ha voluto esprimere delle riflessioni, che di seguito pubblichiamo.
Mauro Aquino, avvocato e consigliere comunale, dopo aver letto la lettera aperta alla città, del consigliere Beppe Forzano, ha voluto esprimere delle riflessioni, che di seguito pubblichiamo. 
Caro Beppe,
ho letto con attenzione la Tua lettera aperta alla Città apparsa sugli organi di informazione qualche giorno addietro e non posso non trovarmi d’accordo con le Tue considerazioni circa la gravità del problema dell’uso smodato di bevande alcoliche, soprattutto da parte dei più giovani.
Devo però dissentire circa il metodo individuato dall’Amministrazione Comunale (e da Te condiviso) per arginare tale preoccupante fenomeno.
L’esperienza ed anche il buon senso insegnano che non è con la proibizione che si ottengono risultati in questo o in altri campi. Durante gli anni del Proibizionismo americano il numero degli alcolizzati salì esponenzialmente e l’unico risultato che il Governo del tempo ottenne fu di arricchire la malavita che fece affari d’oro con il contrabbando.
Ritengo, invece, che qualsiasi fenomeno di disagio vada contrastato partendo dalle cause dello stesso e non dai suoi effetti.
Un metodo ben più efficace delle ordinanze dal sapore più o meno proibizionista, infatti, sarebbe quello di eliminare tali cause favorendo, ad esempio, tutte le varie forme di aggregazione attraverso la cultura, il teatro, la musica, lo sport e così via. Ben più efficace sarebbe l’azione dell’Amministrazione che coerentemente sostieni se volta alla promozione di iniziative di natura sociale, soprattutto tra i più giovani.
Credo fermamente che avviare un laboratorio teatrale, recuperare e rendere fruibili le numerose strutture sportive cittadine oggi abbandonate, fornire un’offerta culturale di ampio respiro o, magari, offrire la possibilità di realizzare comodamente un carro allegorico, valga molto di più di qualsiasi ordinanza.
Sorvolo, poi, sul fatto che la tanto discussa ordinanza sia stata limitata alle sole bevande superalcoliche (come se abusare di vino o birra sia meno pericoloso) e ai due giorni delle sfilate di Carnevale (come se il resto dell’anno il problema non si proponesse).
Non comprendo, ancora, il motivo del Tuo riferimento a “contrapposizioni politiche a tutti i costi” o a “sterili logiche di appartenenze a questo o a quel partito”; il problema del disagio giovanile non ha colore politico e solo con il contributo di tutti si può cercare di risolverlo.
Permettimi infine, caro Beppe, di farTi notare che definire “i quattro disobbedienti di turno” degli onesti lavoratori, magari padri e madri di famiglia, che con sacrifici quotidiani portano avanti le loro attività e che, senza sfasciare vetrine, hanno compostamente criticato un atteggiamento dell’Amministrazione mi pare sinceramente ingeneroso.
Con affetto,
Mauro Aquino
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Anche in questo caso, come è avvenuto per la lettera aperta del consigliere Forzano, chiunque può dire la propria, lasciando un commento. Teniamo comunque a precisare, come ci ha scritto lo stesso autore, che quella del consigliere Aquino non è una risposta al consigliere Forzano come qualcuno la intende far passare; si tratta solo di una riflessione ad alta voce, poi trascritta.