Auto a Km zero vendute per nuove - Presentata denuncia
Spacciavano per nuove vetture marchiate FIAT a Km zero, vendendole a prezzo pieno. L'Associazione Consumatori Siciliani presenta una dettagliata denuncia alla Procura di Patti.
Spacciavano per nuove vetture marchiate FIAT a Km zero, vendendole a prezzo pieno. L'Associazione Consumatori Siciliani presenta una dettagliata denuncia alla Procura di Patti.
L’Associazione Consumatori Siciliani ha presentato un esposto contro alcune concessionarie d’auto della zona tirrenica le quali invece di vendere macchine nuove consegnavano all’utente un'auto a chilometri zero intestata alla FIAT.
“Diversi cittadini si sono rivolti all’Associazione - spiega Nicola Calabria - perché pensando d’aver acquistato una macchina nuova, invece si sono ritrovati una macchina aziendale intestata FIAT, pagandola come nuova perdendo la possibilità di usufruire dell’agevolazione sul bollo, e pagando l’auto come nuova IVA compresa.
I titolari delle concessionarie individuate - continua Nicola Calabria - una volta che l’acquirente si accorgeva dell’inganno rispondevano che si trattava di una macchina nuova e che se volevano dovevano rivolgersi ai giudici.
Ed è quello che abbiamo fatto – dichiara Calabria - infatti, abbiamo presentato un esposto circostanziato indicando i nomi delle concessionarie che hanno truffato a nostro avviso decine d’acquirenti.
Oltre il danno c’è anche la beffa - dice Calabria - che è quella d’aver firmato il contratto con la finanziaria per l’acquisto di una macchina nuova, senza averla avuta.
Della vicenda abbiamo informato anche i vertici FIAT - continua Calabria - affinché prendano gli opportuni provvedimenti nei confronti delle concessionarie.
Alla luce di questi episodi sarebbe conveniente - spiega il presidente dell’associazione consumatori - che l’utente recandosi in concessionaria debba stare attento a quello che firma, che legga tutte le clausole contrattuali e soprattutto di controllare il libretto dell’auto.
In questi casi l’acquirente - prosegue Calabria - deve contestare immediatamente la consegna del bene restituendolo e pretendendo che il venditore consegni il bene realmente acquistato. Peraltro in questo caso saremmo in presenza oltre che del reato di truffa anche di quello derivante da pubblicità ingannevole, recentemente introdotto nel nostro sistema giuridico.
Il rischio che si corre in questi casi - conclude Nicola Calabria - è che il consumatore subisca un danno economico notevole, senza poter ottenere il giusto risarcimento se il concessionario chiude o sparisce”.