Le associazioni di categoria bacchettano l'Ato e i sindaci
Anche le associazioni di categoria prendono posizione circa la gestione dell’Ato Me2. Invitano i sindaci, se vogliono veramente fare qualcosa nell’interesse dei propri concittadini”, a cominciare a fare, anziché dire.
Anche le associazioni di categoria prendono posizione circa la gestione dell’Ato Me2. Invitano i sindaci, se vogliono veramente fare qualcosa nell’interesse dei propri concittadini”, a cominciare a fare, anziché dire.
Anche le associazioni di categoria prendono posizione circa la gestione dell’Ato Me2. L’Unione Coltivatori dei Nebrodi, l’Unione Coltivatori Agricoli, la Federazione Italiana Autonoma Pensionati e il CUB, federazione unitaria di base, hanno inviato una missiva alla Procura della Repubblica di Patti, al Prefetto di Messina, al Commissario Regionale per i rifiuti e al Ministro per l’Ambiente, ognuno per le proprie competenze, invitandoli a “voler attenzionare le problematiche inerenti la gestione del servizio dei Rifiuti da parte dell’ATO 2 Messina”.
Nella missiva Davide Spatola, responsabile delle suddette associazioni, entra nel dettaglio dei servizi non esperiti dall’Ato, o comunque non resi nel giusto modo. Spatola denuncia il mancato rispetto dei patti contrattuali in ordine alle frequenze del servizio, in quanto, pur essendo indicato in modo dettagliato il passaggio frequenziale che dovrebbe avvenire ogni 14 giorni per la raccolta differenziata di carta e cartone e ogni 28 giorni per quella di plastica e vetro, risulta invece che il servizio venga svolto a distanza di mesi. Vari gli aspetti contrattuali che secondo le associazioni di categoria pattesi, che contano oltre 200 iscritti, non sono stati rispettati: dalla disinfestazione alla pulizia delle strade, dalla raccolta dei farmaci scaduti a quella degli ingombranti.
Oltre all’aspetto contrattuale, Spatola si sofferma anche su quello amministrativo, specificando quelle che secondo le associazioni di categoria sono delle violazioni del regolamento. Tra le varie illegittimità Spatola si sofferma anche sul costo del servizio per chi usa l’abitazione per pochi giorni l’anno. “Non si capisce, scrive Spatola, perché persone che usufruiscono del servizio per pochi giorni l’anno in quanto non residenti in detti fabbricati debbano pagare la parte variabile della tariffa che è normativamente agganciata alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti”. Infine Spatola “invita i sindaci, se vogliono veramente fare qualcosa nell’interesse dei propri concittadini”, a cominciare a realizzare quanto scritto nella missiva.
Intanto a seguito dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Messina tra il presidente dell’Associazione Consumatori Siciliani, Nicola Calabria, il presidente dell’Ato Me2, Andrea Paratore, ed il sindaco di Patti, alla presenza del Prefetto, nei giorni scorsi è stata inviata una nota ai sindaci dei 38 comuni ricadenti nell’AtoMe2, con la quale il Prefetto di Messina Francesco Alecci invita gli amministratori a far convocare “i Consigli Comunali a cui partecipino gli amministratori locali, il Presidente dell’ATO ME 2, i Cittadini sia singolarmente che in Comitati organizzati e le Associazioni di categoria interessate (commercianti, artigiani ecc), in modo da avviare un concreto confronto costruttivo sulla situazione oggettiva esistente in ciascun contesto territoriale allo scopo di individuare praticabili soluzioni a situazioni di problematicità che dovessero evidenziarsi”.
Nonostante l’invito, scritto, del Prefetto, che per la città di Patti era stato fatto verbalmente alla presenza del sindaco durante l’incontro di Messina, ad oggi non è stato ancora convocato il consiglio comunale. Sembrerebbe che il “problema Ato Me2” sia un “problema” solo per i cittadini; non bisogna dimenticare infatti che al momento della votazione del nuovo consiglio di amministrazione dell’Ato, nonostante tutte le polemiche e critiche sul loro operato, la maggior parte dei sindaci, compreso quello di Patti, hanno votato a favore del vecchio consiglio di amministrazione. I problemi sono dei cittadini, gli amministratori sono impegnati con la campagna elettorale, la stessa che li porterà a bussare alle porte delle nostre case in cerca di voti. Questo vale per tutti gli schieramenti, da destra a sinistra, al centro, nessuno escluso.