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Pattese confermato al vertice della FAI

ImageGiuseppe Scandura, presidente uscente della FAI (Federazione Antiracket Italiana), è stato confermato all'unanimità per i prossimi due anni alla guida dell'associazione antiracket.
| Redazione | Attualità

@ Pattionline

ImageGiuseppe Scandura, presidente uscente della FAI (Federazione Antiracket Italiana), è stato confermato all'unanimità per i prossimi due anni alla guida dell'associazione antiracket.

Il presidente della FAI Giuseppe Scandurra
Il presidente della FAI Giuseppe Scandurra
Alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è svolta venerdì scorso nella sala degli atti parlamentari, in Piazza della Minerva a Roma, la "Settima Convenzione delle associazioni antiracket e antiusura" d'Italia.

All'incontro erano presenti tra gli altri il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, il commissario straordinario antiracket Giosuè Marino, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, Giuseppe Scandurra e Tano Grasso, rispettivamente presidente e presidente onorario della FAI (Federazione Antiracket Italiana). Presenti anche i presidenti di oltre 100 associazioni antiracket d'Italia ed i familiari delle vittime di mafia, tra i quali il figlio di Domenico Noviello, l'imprenditore di Caserta ucciso alcuni giorni fa, perché aveva denunciato esponenti della criminalità organizzata locale che avevano chiesto il pagamento del pizzo.

Nel corso dell’incontro i delegati delle associazioni antiracket d’Italia hanno eletto lo staff direttivo per i prossimi due anni. Il pattese Giuseppe Scandurra, presidente FAI uscente, è stato riconfermato al'unanimità per i prossimi due anni, a dimostrazione dell'ottimo lavoro svolto nel corso del proprio mandato.

Tra i vari interventi, quello del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che si è detto favorevole a rendere obbligatoria la denuncia in caso di tentativo di estorsione. La norma - ha detto il ministro - «potremmo inserirla nel disegno di legge sulla sicurezza che giovedì prossimo inizierà il suo iter».

Da dx: Scandurra, P. Grasso, T. Grasso, Mantovano, Marino, Maroni.
Da dx: Scandurra, P. Grasso, T. Grasso, Mantovano, Marino, Maroni.
Per il sottosegretario Mantovano, «è necessaria una riflessione sugli aspetti normativi che si possono inserire nel disegno di legge sulla sicurezza».

Secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso «le estorsioni rappresentano un obiettivo economico e un obiettivo strategico per la criminalità, che si sostituisce allo Stato con una imposizione fiscale per un servizio di protezione ad un pericolo creato dalle stesse organizzazioni». Si tratta di un problema «che sarebbe sbagliato ghettizzare come un fenomeno solo del Sud» dal momento che «in altre realtà locali al Nord si sono ricreate le condizioni esistenti nelle regioni meridionali». Nella guerra al racket «bisogna purtroppo mettere nel conto i caduti», ma lo Stato deve operare in modo da non avere «nulla da rimproverarsi» sotto il profilo della protezione delle vittime e del contrasto alle estorsioni.

Secondo i dati presentati in aula dal commissario straordinario antiracket Giosuè Marino, «tra il 2005 e il 2007 vi è stato un incremento nelle istanze pervenute» al fondo di solidarietà alle vittime (da 300 a 600) e le somme erogate sono passate da 11 a 26 mln negli ultimi due anni.