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Festa di S. Febronia, bella manifestazione di fede

  • Scritto da  Domenico Pantaleo
  • Pubblicato in ATTUALITA
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Per quanto riguarda gli eventi collaterali alla festa, tanta improvvisazione.


Si è conclusa la settimana di eventi in occasione della festa di Santa Febronia, la patrona della nostra città.


Da diverso tempo non si registrava una devozione alla santa come quella che sembra esserci stata quest'anno. Sia in chiesa che durante la processione per le vie principali della nostra Patti, i fedeli hanno mostrato viva devozione, acclamando spesso alla santa. Personalmente, pur avendo partecipato da più di 35 anni a tutte le feste della patrona, un fervore così profondo non lo ricordo. Probabilmente saranno stati gli eventi tragici che hanno colpito la nostra città nelle scorse settimane, fatto sta che si è respirata una bella aria di devozione e di gioia. Apparenza o devozione sincera non sta a noi dirlo.

Durante l'omelia il nuovo vescovo di Patti, mons. Guglielmo Giombanco, ci ha rammentato come oggi l'uomo vive un nuovo paganesimo. "La strada dell'idolatria presente nell'uomo moderno - ha detto il presule - si manifesta in vari modi: corsa al potere senza servizi; affannosa ricerca dei beni materiali; ricerca della visibilità solo per apparire; visione della vita egoistica; invidia del bene altrui. Sono tutte situazioni che impoveriscono l’esistenza dell’uomo. Oggi è più che mai urgente chiedere a Dio il dono del discernimento per scegliere il bene e vivere una vita veramente appagata da Dio che dona un cuore libero, un’esistenza unificata. L’uomo abbandonato a se, l’uomo che ignora e disprezza l’immagine di Dio che abita in se stesso e nel proprio simile, è l’uomo che pretende di costruire la propria vita da se stesso. E’ un idolatra, schiavo di quelle emanazioni, di quelle forze oscure che penetrano nel cuore umano e ne mettono in moto gli elementi deteriori”. Il vescovo ha inoltre ricordato come più volte la popolazione pattese si è rivolta a Santa Febronia in occasione di eventi calamitosi, come l’incendio delle scorse settimane. Proseguendo nella sua omelia il presule ha inoltre rilevato come “la nostra comunità civile e religiosa abbia un grande passato, ricco di storia, di religione, di cultura, di tradizioni. Un ricordo di un passato glorioso, luminoso e fecondo, deve suscitare in tutti il desiderio e l’audacia di costruire un grande futuro. Questo compito Santa Febronia, che ha amato la nostra città, lo affida a tutti noi. Perché ciascuno, secondo il proprio ruolo, possa collaborare a renderla più vivibile, più bella, più luminosa, perché guidata dalla fede in Cristo e vivere così nella serenità e nella gioia della solidarietà tra i fratelli”.


Per quanto riguarda invece gli eventi collaterali alla festa religiosa, ci spiace dover registrare tanta improvvisazione. Sin dal primo evento, con una scarsissima presenza di persone che neppure nelle festicciole di quartiere si registra, non si è fatto altro che mentire sulla riuscita delle manifestazioni, facendo credere a coloro che non vi hanno partecipato che l’evento era stato seguito da chissà quanta gente. Eccetto il concerto di Marina Rei, la sera di domenica, dove dinanzi al palco vi erano non più di duecento persone (un numero risibile per l’evento clou della festa), e la serata del liscio quando probabilmente vi erano più persone della domenica, a tutti gli altri eventi non hanno partecipato più di cento persone. E’ normale che la sera della festa tra le bancarelle vi fossero tante persone ma nulla rispetto al passato, o a quanto ogni sera in estate si registra altrove, vedi Oliveri o Capo D’Orlando.

Come dicevamo neppure le feste di quartiere registrano un flop del genere. Quanto fatto negli anni passati per riportare in auge la festa della patrona è in un attimo scomparso. La villa comunale Umberto I, un tempo centro delle manifestazioni, luogo di ritrovo, angolo dove poter ascoltare un poco di buona musica, visitare le bancarelle, è solamente un ricordo. A stento una luce all’interno della villa per ricordare che c’era la festa. Per il resto tanto rumore per nulla, sfarzo, tante luci per dimostrare non si sa cosa. Sicuramente più luci per le vie non corrispondono a maggiore devozione per la santa patrona, anzi. Bugie sopra bugie per dimostrare non si sa a chi di essere bravi. I risultati la città li ha visti con i propri occhi. Il giorno dopo il concerto dei bersaglieri, un amico mi ha fermato e mi ha detto:”Mio padre si rivolta nella tomba, era un bersagliere. Ieri sera ho sentito e visto suonare quel gruppo in piazza”.

Che dire di più. Continuate a mentire.

In basso una carellata di foto.

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