Scontro aliscafo-nave nello stretto di Messina. Leggermente ferita ragazza di Patti.

Le vittime facevano tutte parte dell'equipaggio: tra di loro il comandante e il capo macchinista dell'aliscafo. I feriti sono oltre 80. La Capitaneria di Porto di Messina: forse un errore umano. Napolitano ha espresso 'profondo turbamento' per la tragica collisione

Le vittime facevano tutte parte dell'equipaggio: tra di loro il comandante e il capo macchinista dell'aliscafo. I feriti sono oltre 80. La Capitaneria di Porto di Messina: forse un errore umano. Napolitano ha espresso 'profondo turbamento' per la tragica collisione
Ha causato la morte di quattro persone lo scontro in mare all'imbocco del porto di Messina.
L'aliscafo "Segesta jet" in servizio sulla linea Messina-Reggio Calabria, su cui viaggiavano 151 passeggeri e sei membri di euipaggio, e un mercantile straniero, battente bandiera dell'Antigua, il «Susan Borchard», si sono scontrati intorno alle 18,15.
La collisione ha provocato anche 88 feriti, di cui alcuni in gravi condizioni, già trasportati negli ospedali di Reggio e di Messina.
Dopo la collisione l'aliscafo ha cominciato a prendere fuoco e tra i passeggeri a bordo è scoppiato il panico.
Alcuni si sono gettati in mare, ma sono stati subito recuperati dai soccorritori.
Tra i feriti anche una giovane di Patti, Valeria Ingrassia di 26 anni, moglie dell’ex pivot della Confcommercio Patti, Carlo Contaldo.
La giovane dopo essere sbarcata al porto di Messina è stata trasportata in autoambulanza al Policlinico di Messina dove i sanitari le hanno riscontrato delle contusioni, causate probabilmente dall’aver battuto con la schiena contro le pareti dell’aliscafo dopo il violento urto.
All’amica Valeria gli auguri di una pronta guarigione.
Le prime due vittime della collisione avvenuta nello stretto di Messina sono state il comandante e il direttore di macchina del «Segesta Jet», rispettivamente, Sebastiano Mafodda e Marcello Sposito, rimasti incastrati all'interno della plancia di comando dell'aliscafo andata completamente distrutta nell'impatto.
Successivamente sono stati recuperati i cadaveri di un terzo e di un quarto marinaio: Lauro Palmiro, di 50 anni, e Domenico Zona, di 42 anni.
I 151 passeggeri a bordo dell'aliscafo erano per lo più pendolari messinesi che lavorano a Reggio Calabria e fanno quotidianamente la spola.
L'imbarcazione, che è delle Ferrovie dello Stato, era partita da Reggio Calabria alle 17,35. Si trovava già a un miglio dalla costa siciliana quando è avvenuto lo scontro.
Dopo lo scontro due donne sono rimaste incastrate fra le lamiere nella sala macchine dell'aliscafo.
Nel giro di alcune ore i vigili del fuoco sono riusciti a trarle in salvo.
Le due passeggere avrebbero riportato solo fratture ma le loro condizioni non sarebbero gravi.
Appena si è diffusa la notizia dello scontro, decine di persone si sono radunate nell'area del porto di Reggio Calabria.
Si trattava di parenti delle persone che quotidianamente si servono della linea marittima Reggio-Messina, preoccupate per le sorti dei congiunti, ma anche di curiosi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso profondo turbamento per l'incidente e ha espresso sentimenti di partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e di preoccupazione per le condizioni dei feriti.
Anche il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha espresso «il più sentito cordoglio ai famigliari delle vittime e la profondapreoccupazione per le condizioni dei feriti.
Il presidente - si legge in una nota - ha provveduto ad attivare i canali di comunicazione necessari per ricevere costanti aggiornamenti sugli sviluppi della vicenda».
Tre le inchieste aperte sulla vicenda, una penale e altre due amministrative. Il fascicolo aperto dalla procura di Messina è coordinato dal magistrato di turno Francesca Ciranna, che martedì riceverà già una prima informativa sommaria da parte della Guardia costiera. La Capitaneria di porto, responsabile dell'inchiesta amministrativa, dovrà accertare se siano state rispettate le rigide norme della navigazione che regolano il transito nello stretto di Messina, nonchè la dinamica di quello che appare un caso di speronamento. E anche le Ferrovie dello Stato annunciano che apriranno una inchiesta. «La dinamica dell'incidente è ancora tutta da chiarire. Ciò che è certo, comunque, è che è stata la nave portacontainer a investire l'aliscafo».
Lo ha detto all'Ansa il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Francesco Mollace, che sta indagando insieme ai colleghi della Procura di Messina sulla collisione nello Stretto di Messina tra un aliscafo e una nave portacontainer. «Il problema, a questo punto - ha aggiunto Mollace - è di chi sia la responsabilità dello scontro. Se cioè è stato l'aliscafo a tagliare la strada alla nave o se è stata quest'ultima a seguire la rotta di collisione. E questo potrà essere chiarito soltanto quando saranno espletati tutti gli accertamenti tecnici e peritali».

Foto ANSA