Si fingevano poliziotti e derubavano prostitute. Arrestato Pattese a Trento
Fingendosi poliziotti derubavano e rapinavano prostitute, talvolta violentandole. La banda di criminali, di origine calabrese e siciliana, con un pattese, con base operativa a Rho (Milano), agiva soprattutto in Trentino Alto Adige, ma anche Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Dopo l'arresto in flagranza di reato di tre persone collegate alla banda, bloccati a Brescia dalla locale squadra mobile, quella di Trento ha concluso l'operazione, denominata "Fake Cops", e ha arrestato gli altri quattro presunti componenti della banda colpiti da provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura di Trento. Oltre 50 gli episodi contestati.
«Sono l'ispettore Andrea della Polizia di Stato, dobbiamo effettuare controlli e perquisizioni», così si presentava uno dei membri della banda. I finti poliziotti - hanno scoperto gli inquirenti dopo due mesi di indagini coordinate dal sostituto procuratore di Trento Davide Ognibene - dopo aver sfogliato gli annunci sui quotidiani locali, prendevano al telefono appuntamenti come normali clienti.
In due occasioni, a Trento e Roma, le donne sarebbero state oggetto di abusi sessuali. I malviventi approfittavano del fatto che le donne - tutte straniere extracomunitarie, molte delle quali cinesi - mostravano un senso di paura nei confronti delle forze dell'ordine.
Raccolti gli elementi di prova, il gip di Trento ha firmato quattro ordinanze di custodia cautelare. In carcere sono quindi finiti Luciano Maniaci, 33 anni di Patti, Giuseppe Emanuele, 47 anni, Paolo Musolino, 43 anni, e Salvatore Indrieri, 46 anni, tutti residenti a Rho (Milano). «Non usciranno dal carcere in breve tempo», ha assicurato il procuratore capo di Trento Stefano Dragone.
Fingendosi poliziotti derubavano e rapinavano prostitute, talvolta violentandole. La banda di criminali, di origine calabrese e siciliana, con un pattese, con base operativa a Rho (Milano), agiva soprattutto in Trentino Alto Adige, ma anche Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Dopo l'arresto in flagranza di reato di tre persone collegate alla banda, bloccati a Brescia dalla locale squadra mobile, quella di Trento ha concluso l'operazione, denominata "Fake Cops", e ha arrestato gli altri quattro presunti componenti della banda colpiti da provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura di Trento. Oltre 50 gli episodi contestati.
«Sono l'ispettore Andrea della Polizia di Stato, dobbiamo effettuare controlli e perquisizioni», così si presentava uno dei membri della banda. I finti poliziotti - hanno scoperto gli inquirenti dopo due mesi di indagini coordinate dal sostituto procuratore di Trento Davide Ognibene - dopo aver sfogliato gli annunci sui quotidiani locali, prendevano al telefono appuntamenti come normali clienti.
In due occasioni, a Trento e Roma, le donne sarebbero state oggetto di abusi sessuali. I malviventi approfittavano del fatto che le donne - tutte straniere extracomunitarie, molte delle quali cinesi - mostravano un senso di paura nei confronti delle forze dell'ordine.
Raccolti gli elementi di prova, il gip di Trento ha firmato quattro ordinanze di custodia cautelare. In carcere sono quindi finiti Luciano Maniaci, 33 anni di Patti, Giuseppe Emanuele, 47 anni, Paolo Musolino, 43 anni, e Salvatore Indrieri, 46 anni, tutti residenti a Rho (Milano). «Non usciranno dal carcere in breve tempo», ha assicurato il procuratore capo di Trento Stefano Dragone.