Skip to main content

Cronaca

Truffa dello specchietto, arrestati tre barcellonesi

Stamane personale del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto e di quello di Patti, congiuntamente a Militari della Compagnia dei Carabinieri di Patti, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di tentata estorsione, i fratelli pregiudicati residenti a Barcellona, Salvatore Abbate, 21 anni, Carmelo Abbate, vent'anni, e Tindaro Spicuzza, 27 anni (nelle foto sotto).

I tre, sono accusati di aver commesso il reato di tentata estorsione ai danni di 2 coniugi che si trovavano a bordo della propria autovettura a Patti e di un altro uomo anch’esso a bordo di autovettura nella medesima cittadina.
 
Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che gli arrestati si trovavano appiedati per le vie del centro di Patti ed in due distinte occasioni pretendevano, attraverso minacce che fondavano anche sulla loro provenienza barcellonese, un risarcimento di 100 Euro dai predetti automobilisti che i quel momento si trovavano di passaggio, adducendo in maniera falsa di essere stati urtati dallo specchietto della loro auto e di aver subìto, per tale motivo, il danneggiamento del telefonino in loro possesso nonché di aver riportato delle lesioni inesistenti.
 
Gli arrestati, su disposizione dell'autorità giudiziaria di Patti, sono stati rinchiusi presso la casa circondariale di Gazzi a Messina.

| Comunicato | Cronaca

@ Pattionline

Stamane personale del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto e di quello di Patti, congiuntamente a Militari della Compagnia dei Carabinieri di Patti, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di tentata estorsione, i fratelli pregiudicati residenti a Barcellona, Salvatore Abbate, 21 anni, Carmelo Abbate, vent'anni, e Tindaro Spicuzza, 27 anni (nelle foto sotto).

I tre, sono accusati di aver commesso il reato di tentata estorsione ai danni di 2 coniugi che si trovavano a bordo della propria autovettura a Patti e di un altro uomo anch’esso a bordo di autovettura nella medesima cittadina.
 
Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che gli arrestati si trovavano appiedati per le vie del centro di Patti ed in due distinte occasioni pretendevano, attraverso minacce che fondavano anche sulla loro provenienza barcellonese, un risarcimento di 100 Euro dai predetti automobilisti che i quel momento si trovavano di passaggio, adducendo in maniera falsa di essere stati urtati dallo specchietto della loro auto e di aver subìto, per tale motivo, il danneggiamento del telefonino in loro possesso nonché di aver riportato delle lesioni inesistenti.
 
Gli arrestati, su disposizione dell'autorità giudiziaria di Patti, sono stati rinchiusi presso la casa circondariale di Gazzi a Messina.