Decine di migliaia di tagliandi contraffatti o non vidimati dal comune di Patti, i cosiddetti "gratta e sosta", per parcheggiare sulle strisce blu. E' questa l'ipotesi che ha portato all'avvio di una inchiesta della Polizia nella quale si ipotizza un ingente danno alle casse comunali.
L'inchiesta della polizia, scattata nel pomeriggio di ieri, coordinata dal sostituto commissario Sandro Raccuia, ha già portato alla denuncia di tre persone, L. V. 39 anni, L.S., 63 anni, e P. G., 39 anni, rispettivamente responsabile della ''Società Cooperativa Gruppo New Service'', titolare della medesima ditta, e responsabile in loco, per truffa aggravata, falso e ricettazione in concorso.
Gli agenti del commissariato pattese, che hanno già sentito alcuni indagati sino a tarda notte hanno dato il via al blitz da contrada Locanda, dove c'é un ampio parcheggio a pagamento e da dove parte la navetta verso il Santuario della Madonna Nera ed il sito archeologico di Tindari. Successivamente hanno sequestrato dei gratta e sosta presso l'ufficio della cooperativa in un magazzino sito sotto il comando di polizia municipale, ed in una casa di via San Michele. Poi si sono spostati in piazza Marconi proprio mentre si svolgevano gli ultimi comizi. La presenza dei poliziotti mentre provvedevano a ritirare da bar, tabaccherie, edicole ed altri esercizi commerciali non è passata inosservata.
In pratica, secondo le ipotesi degli investigatori, quasi 70.000 tagliandi in vendita non sarebbero stati vidimati in Comune permettendo a chi gestisce il servizio di intascare l'intera somma, che ammonta a circa 80mila euro, senza versare la parte che tocca alla pubblica amministrazione.