Gela, abusi su una bambina - Arrestato anche un uomo di Patti
GELA (CALTANISSETTA) - I carabinieri di Gela hanno arrestato quattro persone perchè accusate di avere costretto una ragazzina di 12 anni a prostituirsi. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip su richiesta della procura della Repubblica di Gela. Agli indagati sono stati contestati atti sessuali con una minorenne, e induzione alla prostituzione. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, la ragazzina sarebbe stata costretta a prostituirsi già all'età di dieci anni con uomini di quarant'anni. Lo sfruttamento sarebbe proseguito per oltre 24 mesi. I carabinieri hanno accertato questi fatti attraverso intercettazioni ambientali dalle quali emerge uno spaccato sociale degradato fatto di sfruttamento e violenze sessuali.
La ragazzina è una alunna di una scuola media di Mazzarino. Per due anni alcuni adulti avrebbero abusato di lei. I carabinieri finora ne hanno identificati quattro dopo avere pedinato la minorenne e messo sotto controllo il suo telefonino. Sono Giuseppe Portello, di 38 anni, il presunto fidanzato, Roberto Gulisano, di 30 anni, coniugato, Claudio Catrini, di 19 anni, tutti operai di Mazzarino, e Santino Parlagreco, di 34 anni, anche lui operaio, sposato, originario di Patti. L'accusa per tutti è di atti sessuali con una minore di 14 anni e induzione alla prostituzione.
È stato il padre della ragazzina a rivolgersi ai carabinieri, insospettito dalle numerose telefonate e dai contenuti dei messaggi che pervenivano al cellulare della figlia. Nella vicenda è coinvolta anche una donna di 50 anni, amante di uno degli arrestati, che è stata denunciata per favoreggiamento e minacce telefoniche. Gelosa dei rapporti che il suo uomo aveva con la minorenne, avrebbe telefonato più volte alla ragazzina minacciandola e offendendola con i peggiori aggettivi.
Un bar del paese era il luogo degli appuntamenti da cui si trasferivano poi in campagna per gli incontri con altri adulti in una storia infinita di sesso anche a pagamento, e di squallore. I soldi poi venivano divisi tra la ragazza e chi aveva procurato i clienti. Le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Nicolò Marino e Monia Di Marco, mentre gli ordini di custodia cautelare in carcere sono stati firmati dal Gip del tribunale di Gela, Lirio Conti.