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Cronaca

Galleria del Tindari pericolosa, la Procura dispone il sequestro

Il provvedimento disposto dal Procuratore di Patti è il risultato di un'inchiesta partita da alcuni incidenti mortali avvenuti tra il 2006 e il 2011 sull'austrostrada Messina-Palermo.

| Redazione | Cronaca

@ Pattionline

Il provvedimento disposto dal Procuratore di Patti è il risultato di un'inchiesta partita da alcuni incidenti mortali avvenuti tra il 2006 e il 2011 sull'austrostrada Messina-Palermo.

Due gallerie dell'A20 Messina-Palermo sono finite sotto sequestro preventivo per "concreto pericolo di crollo", Provvedimento disposto dal Procuratore di Patti dott.ssa Rosa Raffa, nell'ambito di una inchiesta partita dagli incidenti mortali avvenuti tra il 2006 e il 2011.

Stamane, su disposizione della Procura e del gip Onofrio Laudadio, sono stati notificati 8 avvisi di garanzia per attentato alla sicurezza stradale nei confronti di 8 persone. Si tratta degli ex commissari straordinari del Consorzio autostrade siciliane (Cas) Benedetto Dragotta, Antonino Minardo, Patrizia Valenti, Matteo Zapparrata, Calogero Beringheli (oggi sindaco di Caronia) e Felice Siragusa. Le altre due persone raggiunte da avviso di garanzia sono i tecnici del Consorzio Gaspare Sceusa e Filadelfio Scorza.

Le gallerie, alle quali, con ogni probablità, verranno materialmente apposti i sigilli la prossima settimana, sono la Tindari, nel territorio di Patti e la Capo d'Orlando, nell'omonimo comune, nella direzione Palermo-Messina.

Il provvedimento si basa su una consulenza conferita dal pm a un professionista del Politecnico di Torino e di Cosenza, che ha accertato l'assoluta carenza di manutenzione del tratto autostradale tra Acquedolci e Falcone (di competenza della Procura di Patti), l'inadeguatezza del guard-rail alle norme di sicurezza, ma soprattutto il pericolo concreto di crollo di parte della calotta delle due gallerie soggette a infiltrazioni di acqua.

La polizia giudiziaria ha scoperto, inoltre, che nel corso degli anni sono state investite in manutenzione somme ben al di sotto del 35% rispetto ai pedaggi incassati, come previsto da una convenzione tra Cas (ente gestore) e Anas.