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Cronaca

Rapina all'Ufficio Postale di Tindari, preso uno dei rapinatori

Si tratta di un giovane di 21 anni di Barcellona Pozzo di Gotto. La Rapina fu messa a segno il 2 dicembre del 2010. Entrati nell'Ufficio Postale vennero sparati alcuni colpi di pistola in aria.

| Redazione | Cronaca

@ Pattionline

Si tratta di un giovane di 21 anni di Barcellona Pozzo di Gotto. La Rapina fu messa a segno il 2 dicembre del 2010. Entrati nell'Ufficio Postale vennero sparati alcuni colpi di pistola in aria.

I Carabinieri della Compagnia di patti dopo lunghe ed accurate indagini hanno assicurato alla giustizia uno dei rapinatori che la mattina del 2 dicembre del 2012 mise a segno una rapina ai danni dell'Ufficio Postale di Tindari. Si tratta di Carmelo Abbate, 21 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto. 

Come si ricorderà, intorno alle ore 9.00 di quella mattina, due malviventi, con il capo travisato con dei caschi integrali e con indosso una tuta bianca del modello “usa e getta”, erano giunti a bordo di uno scooter, poi risultato rubato, sino all’Ufficio Postale collocato alle pendici del Santuario Mariano del Tindari.

Dopo aver esploso in aria alcuni colpi di pistola, i due malviventi erano entrati urlando “questa è una rapina” ed avevano intimato alla direttrice dell’Ufficio Postale di consegnare i soldi. Nelle fasi concitate e drammatiche della rapina, uno dei malviventi, aveva puntato la pistola prima contro i clienti presenti e, poi, contro la stessa direttrice.

Per indurre la donna a fare presto, i due avevano poi esploso un altro colpo di pistola, che aveva intimorito ulteriormente la donna ed i numerosi clienti.

Dopo aver preso il malloppo, circa 2.000,00 euro in denaro contante, i due erano quindi fuggiti lungo la Strada Statale 113 facendo perdere le proprie tracce.

L’articolata serie di accertamenti sviluppati dai militari dell’Aliquota Operativa del NORM della Compagnia Carabinieri di Patti, consentivano, al termine di una complessa attività investigativa, di ricostruire le fasi della fuga dei malviventi. Secondo i Carabinieri, i due rapinatori, dopo avere percorso la strada sterrata che conduce dalla SS 113 in località Valle Tindari, avrebbero quindi imboccato un sottopassaggio della A/20 Messina Palermo dove li attendeva verosimilmente un complice con una vettura.

Infatti lungo la citata strada sterrata, i Carabinieri, durante il sopralluogo, avevano rinvenuto non solo lo scooter che era stato utilizzato per la rapina, ma anche i due passamontagna che i rapinatori indossavano sotto il casco per non farsi riconoscere.

Sia sullo scooter, che all’interno di un passamontagna, i Carabinieri del RIS di Messina, cui erano stati inviati i reperti sequestrati, hanno isolato un unico profilo genetico.

Il successivo passo è stato quello di individuare un sospettato con cui comparare il profilo genetico del DNA lasciato da uno dei rapinatori.

Attraverso una meticolosa attività di monitoraggio dei presunti responsabili della rapina, gravitanti sul territorio, si è quindi risaliti all’ABBATE Carmelo, il quale, unitamente al fratello di quest’ultimo ed un altro pregiudicato di Barcellona Pozzo di Gotto, era stato tratto in arresto in flagranza di reato proprio nel Comune di Patti (ME) il 12 febbraio 2011, per aver commesso due tentativi di estorsione ai danni di automobilisti pattesi con la c.d. “truffa dello specchietto”

E così, all’esito di una serie di accertamenti, tra i quali anche alcuni di natura tecnica, è stato possibile ricol legare la rapina, commessa appena 2 mesi prima, con uno dei citati malviventi. Infatti, i militari del RIS Carabinieri di Messina hanno verificato che il DNA di ABBATE Carmelo coincideva con quello rilevato sul materiale repertato e sottoposto a sequestro in occasione del sopralluogo effettuato il giorno della rapina nel dicembre 2010.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Patti, D.ssa Rosanna Casabona, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri, ha dunque richiesto ed ottenuto dal GIP di Patti l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per ABBATE Carmelo, il quale questa mattina, dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Messina Gazzi.

ABBATE Carmelo ha numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, detenzione e porto illegale di armi, danneggiamento di beni pubblici, estorsione ed al momento dell’esecuzione della misura cautelare in carcere si trovava già agli arresti domiciliari per altri reati commessi nel comprensorio di Barcellona Pozzo di Gotto.

I Carabinieri di Patti sono ora sulle tracce dei suoi complici sui quali hanno già raccolto importanti elementi di prova.