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Cronaca

Operazione Fake: il perché secondo la Procura l’ex vice sindaco Gullo doveva ritornare ai domiciliari

Aveva riallacciato i contatti con alcuni dei soggetti indagati nel medesimo procedimento, violando, di fatto, gli obblighi imposti.

| Domenico Pantaleo | Cronaca

@ Pattionline

Aveva riallacciato i contatti con alcuni dei soggetti indagati nel medesimo procedimento, violando, di fatto, gli obblighi imposti.

Ha destato clamore la revoca della misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Gioiosa Marea e l'emissione di un nuovo provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti dell'ex vice sindaco di Patti Francesco Gullo, 71 anni, arrestato nell'ambito dell'operazione Fake. 

Secondo i bene informati, il ricorso presentato dal procuratore capo di Patti Rosa Raffa, avverso il provvedimento di revoca dei domiciliari del Gip pattese, difficilmente sarebbe stato accolto. Ieri invece, come un fulmine a ciel sereno, la notizia della revoca dell'obbligo di dimora, e il nuovo provvedimento cautelare. 

Stamane, con una nota, è stata la Questura di Messina a spiegare i motivi che hanno portato la Procura a richiedere al Gip la custodia cautelare ai domiciliari.

"Approfittando della misura meno afflittiva l'uomo (l'ex vice sindaco Francesco Gullo, ndr) aveva immediatamente riallacciato i contatti con alcuni dei soggetti indagati nel medesimo procedimento violando, di fatto, gli obblighi imposti".