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Cronaca

Canile abusivo di contrada Mulinello, i residenti esasperati

Hanno paura ad uscire di casa per via dei cani che scorrazzano per strada. Chiedono che le istituzioni intervengano.

| Redazione | Cronaca

@ Pattionline

Hanno paura ad uscire di casa per via dei cani che scorrazzano per strada. Chiedono che le istituzioni intervengano.

I residenti di contrada Mulinello questa mattina hanno inscenato una pacifica protesta in piazza Mario Sciacca, incatenandosi in una panchina, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica, e per sollecitare le autorità, sulle precarie condizioni in cui versa il canile abusivo di contrada Mulinello di Patti.

Per i residenti la situazione è divenuta ormai insostenibile. Oltre al continuo abbaiare e al fetore, lamentavano stamane i residenti, è diventato pericoloso passare dalla zona, non solo a piedi per fare una passeggiata, ma anche col motorino. Alla pericolosità dei cani, continuano ancora i residenti, si aggiunge il problema delle zecche che, a loro dire, infestano gli animali. Tra i manifestanti vi era anche un giovane che dichiarava che il proprio bambino era stato morso da una zecca, dovendo persino fare ricorso alle cure del pronto soccorso.

Intanto ci viene segnalato che gli animali che trovano rifugio nel canile abusivo non sono più 104 ma molti di più, poiché, dicono i residenti, più volte hanno avuto modo di vedere vetture scaricare altri cani dinanzi al canile.

Sicuramente non si tratta di una bella situazione, e così come viene raccontata dai residenti richiede un intervento immediato da parte delle autorità competenti. Non è pensabile che vi possano esistere delle famiglie, in alcuni casi formate da gente anziana, costrette a vivere segretate in casa per paura di essere aggredite da qualche cane o morse dalle zecche. 

Il primo cittadino Mauro Aquino, intanto, intervistato da una emittente televisiva locale ha dichiarato che "non ci sono pericoli per la salute. La vigilanza sanitaria sul concentramento di contrada Mulinello - ha detto il sindaco, è garantita dal servizio veterinario dell'Asp, che ha segnalato in passato situazioni, quando si sono verificate, pericolose, ed il comune è intervenuto con disinfestazione e in altro modo così come prescritto dalla legge". 

Il legale dei residenti, l'avv. Calabrò, invece, lamenta il fatto che a distanza di un anno dalla presentazione di un esposto, annotato a carico di ignoti, non si hanno notizie. L'avvocato nel rimarcare, a suo dire, "la mancanza di interessamento da parte delle autorità, osserva che con il sequestro giudiziario è stata costituita custode la proprietaria del terreno che è anche imputata di maltrattamento di animali, aggiungendo anche che forse la stessa è la meno colpevole di questa situazione".

Tra le varie lamentele dei residenti, infine, c'è stata segnalata una situazione alquanto anomala. Ci hanno detto che all'interno del canile abusivo si trova un cassonetto della spazzatura, di quelli che si trovano in strada, dove vengono raccolti gli escrementi degli animali e che con una certa frequenza il camion che raccoglie la spazzatura passa da li per svuotarlo. Di strano è strano. Ci sono zone della città dove di cassonetti non v'è ombra, altre zone dove nonostante le richieste, i cittadini si devono accontentare di un solo misero cassonetto, anche se si tratta di quartieri ad alta densità abitativa come la via De Gasperi dove alcuni anni addietro ve ne erano tre, risultando già allora insufficienti, figurarsi adesso.

La vicenda del canile abusivo venne alla luce il 7 agosto del 2010, quando il Nas dei carabinieri di Catania lo sottopose a sequestro. All'interno si trovavano 104 cani, molti dei quali malati e in precarie condizioni fisiche.

Successivamente, il 12 ottobre del 2012, la procura di Patti chiese il rinvio a giudizio nei confronti di quattro persone. Della signora Anna Chiodaroli, proprietaria del terreno su cui sorge la struttura abusiva, ritenuta dagli inquirenti responsabile dei reati di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, disturbo delle occupazioni o del riposo pubblico e abbandono di animali; del sindaco Venuto e del vice sindaco Gullo in qualità di assessore alla Sanità, ritenuti entrambi responsabili dei reati di omissione di atti d'ufficio in concorso, per avere omesso di porre in essere tutte le attività necessarie per regolarizzare la struttura, sia dal punto di vista amministrativo che igienico sanitario; di Vincenzo Pantano, dirigente veterinario della Sanità Animale del Distretto di Patti, ritenuto responsabile di omissione di atti d'ufficio, poiché ometteva di identificare i cani nella suddetta struttura mediante l'apposizione di microchip e iscrizione all'anagrafe canina, nonché di effettuare la sterilizzazione ai fini della prevenzione del randagismo come disposto in una ordinanza del Sindaco.