Il giudice per le indagini preliminari di Messina ha accolto le richieste dei difensori di Scaffidi, gli avvocati Tino Giusto e Nino Favazzo, concedendo al loro assistito i domiciliari.
Dopo due anni e mezzo di detenzione in carcere, ad Andrea Scaffidi, 26 anni, di Patti, sono stati concessi i domiciliari. Il giovane, che era stato arresto a maggio dello scorso anno nell'ambito dell'operazione antidroga denominata "Coccodrillo", nel mese di aprile di quest'anno era stato raggiunto insieme ad altre quattro persone da un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare, nell'ambito dell'operazione antidroga dei carabinieri di Patti denominata "Ghiaccio".
Appena un mese addietro, giudicato con il rito abbreviato nell'operazione "Coccodrillo", era stato assolto dal reato associativo e condannato per tre ipotesi di spaccio alla pena di quattro anni e dieci mesi di reclusione.
Adesso le indagini dell'operazione "Ghiaccio" si sono concluse, ed è stata ritenuta un'ipotesi associativa attenuata.
Pertanto il Gip di Messina, accogliendo l'istanza dei difensori di Scaffidi, gli avvocati Tino Giusto e Nino Favazzo, ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari e gli ha concesso la misura meno restrittiva degli arresti domiciliari.