4 persone sotto interrogatorio. La Polizia stringe il cerchio.
Una tragedia che si poteva evitare. In queste ore gli agenti del locale Commissariato stanno interrogando 4 persone. Si tratta di quattro allevatori del luogo.
Una tragedia che si poteva evitare. In queste ore gli agenti del locale Commissariato stanno interrogando 4 persone. Si tratta di quattro allevatori del luogo.
La paura. Sembra sia stata proprio lei a far andare verso le fiamme gli occupanti dell’agriturismo “Il Rifugio del Falco”, in contrada Litto di Patti, nel messinese.
A ventiquattro ore da quando l’incendio ha avvolto la struttura ricettiva, il proprietario dell’azienda, Antonino Anzà, non ha dubbi.
"L'errore è stato scappare, ha detto Anzà. Li vedevo correre verso il fuoco. Se fossero rimasti nella sala da pranzo si sarebbero salvati".
Nell’incendio sono morte tre persone. Una donna, Caterina Tina Scaffidi, 39 anni, dipendente dell’agriturismo, rimasta avvolta dalle fiamme all’interno di un fuoristrada. Un turista originario di Messina, ma residente ad Udine,Costantino Cucinotta, 51 anni, morto mentre cercava di scappare dalle fiamme, e la cognata, Lucia Natoli, 59 anni, messinese, morta all’ospedale Papardo di Messina in tarda nottata, a causa delle numerose ustioni.
Decine i feriti, alcuni dei quali versano in gravissime condizioni negli ospedali Cardarelli di Napoli, Cannizzaro di Catania ed al Policlinico di Messina. Intanto sul fronte inchiesta, il sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Patti, dott. Gaetano Scollo, ha detto che "formalmente non c'é stata ancora un'iscrizione nel registro delle notizie di reato. Attendiamo, ha detto Scollo, le informative di Polizia e Carabinieri a cui abbiamo delegato gli accertamenti. Solo quando riceveremo le carte faremo le iscrizioni formali"
"L'inchiesta ha detto il sostituto Scollo insieme al procuratore Capo, Roberto Saieva, riguarderà in primo luogo la dinamica della matrice dell'incendio e poi il funzionamento della macchina dei soccorsi". In serata si è appreso che le Forze dell’Ordine, sembra, stiano per chiudere il cerchio sulla presunta auto segnalata al 113, vista allontanarsi a velocità dal luogo da cui è partito l’incendio.
Si è appreso che la Polizia di Stato del locale commissariato, abbia fermato quattro persone residenti in una frazione non molto distante dal luogo dell’incendio per interrogarle. Gli agenti di Polizia hanno anche effettuato perquisizioni nei loro domicili. Al momento, però, non risultano iscritti nel registro degli indagati. Su versante politico, invece, il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, ha annunciato che il Governo regionale si riunirà nei prossimi giorni in seduta straordinaria nei due comuni maggiormente colpiti dagli incendi, Patti e Cefalù.
“La presenza del Governo, ha detto il presidente Cuffaro, non vuole essere solamente un segnale verso le popolazioni dei due centri maggiormente colpiti dagli incendi di questi giorni, ma dovrà servire per elaborare, insieme ai sindaci, Protezione Civile, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco, un piano per interventi più efficaci e coordinati in caso di calamità naturali”. Sul luogo dell’incidente sono in tanti coloro che dinanzi a telecamere e microfoni dei media nazionali hanno lamentato di essere stati abbandonati dalla Protezione civile, che sarebbe intervenuta con grande ritardo. Anche lo stesso sindaco di Patti, ha detto di essere stato lasciato solo, nonostante le continue segnalazioni.
Per il parroco della frazione dove è avvenuto l’incendio, don Mauro Giallombardo “quella dei piromani è una dichiarazione di guerra nei confronti di Dio e della natura". La zona del Pattese, ha detto il sacerdote, era un paradiso terrestre e questi piromani l'hanno trasformata in un inferno".
In tarda mattinata le forze dell'ordine hanno posto sotto sequestro l'intera area dell'agriturismo su disposizione dell'autorità inquirente.
Patti 24-08-07 ore 2:20.